giovedì 21 ottobre 2010

Lunedì 21 ottobre 1957



TELEVISIONE

la TV dei ragazzi

17,30 I RACCONTI DEL NATURALISTA
A cura di Angelo Boglione
18,00 QUI COMINCIA LA STORIELLA...
Girotondo di personaggi dei giornalini illustrati a cura di Vezio Melegari
Regia di Pier Paolo Ruggerini
18,30 PENNA DI FALCO, CAPO CHEYENNE
La voce del serpente
Telefilm - Regia di Paul Landres
Produzione: CBS-TV
Interpreti: Keith Larsen, Keena Numkena, Bert Wheeler, Kim Winona
18,55 LA DOMENICA SPORTIVA
Risultati, cronache filmate e commenti sui principali avvenimenti della domenica

20,30 TELEGIORNALE
Direttore Massimo Rendina
In studio Riccardo Paladini, Ugo Zatterin e Gianni Granzotto
20,50 CAROSELLO (Veramon - Liebig - Pavesi - Macchine da cucire Singer)
21,00 CONFERENZA STAMPA
21,30 PROCESSO ALLA CITTA'
Film - Regia di Luigi Zampa
Produzione: Film Costellazione
Interpreti: Amedeo Nazzari, Mariella Lotti, Silvana Pampanini, Paolo Stoppa
23,10 QUOTA MILLE
Problemi di vita sull'Appennino tosco - emiliano
A cura di Roger Louis
23,35 TELESPORT
23,50 TELEGIORNALE
Seconda edizione
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Stasera il nostro Focolare ci riporta nell'autunno del 1957: ottobre, in particolare, è il mese in cui un quarto dell'intera popolazione italiana finisce a letto, vittima di un'insolita quanto prematura epidemia influenzale proveniente dall'Oriente e per questo immediatamente ribattezzata l'asiatica. Ovviamente anche i più giovani non ne restano immuni: tra termometri, sciroppi e visite pediatriche a domicilio, essi possono comunque consolarsi piazzandosi davanti all'enorme (e per i tempi ancora fantascientifico) apparecchio video e assistendo a quasi un'ora e mezza di programmazione dedicata espressamente a loro.
Interrogando disinteressatamente in tempi non sospetti alcuni bambini... del 1957, ne abbiamo sondato i gusti in fatto di TV dei ragazzi, di quella TV dei ragazzi ancora un po' spartana, fors'anche piuttosto provincialotta da un punto di vista formale, ma ricca e valida sotto il profilo contenutistico. Ne sono emersi risultati abbastanza uniformi: naturalmente Zurlì, mago del giovedì, di cui parlammo qui lo scorso inverno, lo spettacolino del Marziano Filippo, risalente per la verità al '56, e uno dei primi telefilm d'importazione trasmessi dalla RAI e destinati ai più giovani (a parte il sempiterno, popolarissimo Rin Tin Tin), Penna di Falco, capo Cheyenne. Benchè il film Soldato blu sia ancora di là da venire, ecco, sia pure in forma edulcorata e semplificata, un modo per identificare gli indiani d'America dalla parte dei buoni. Merito di questo Brave Eagle, cui dà volto un attore di origine scandinava, Keith Larsen (morto a 82 anni nel 2006), rimasto nell'immaginario collettivo dei futuri sessantottini (e dintorni) proprio nei panni di questo eroe, le cui avventure verranno costantemente teletrasmesse in Italia fino al 1961. Eccovi un breve trailer del telefilm in questione, unica cosa che siamo riusciti a reperire su YouTube:

video

Le avventure di Penna di Falco completano un programma per i ragazzi che quel lunedì si segnala per un certo globale interesse. Dapprima si parla di zoologia, grazie all'esauriente contributo del Dottor Angelo Boglione, naturalista torinese che per anni sarà l'esperto per antonomasia del genere: anche quando non lo si vedrà più in TV, curerà fino alla prima metà degli anni Settanta una posta tematica sulle pagine del Radiocorriere, rispondendo soprattutto alle domande dei lettori adulti, sicuramente più propensi a chiedere interrogativi soprattutto sul comportamento degli animali. Segue poi un omaggio (anche romantico, se tale lo si può definire) a Bonaventura, Pampurio e a tutti gli altri personaggi lanciati dal leggendario Corriere dei Piccoli, che nel 1958 festeggerà il mezzo secolo di pubblicazioni e che andrà avanti ancora per un altro quarto di secolo almeno, prima di venire inesorabilmente schiacciato dai mutamenti (tutt'altro che positivi, ahimè) atti a sconvolgere il mondo dell'infanzia, a cominciare da una televisione non più discreta ma sempre più invadente e prepotente. Purtroppo non crediamo si sia salvato questo programma dal repulisti degli archivi milanesi di Corso Sempione (non ci pare ne siano stati trasmessi frammenti nel corso della pur meritevole rubrica di RAIStoria 0 - 16 TV). In compenso, però, abbiamo trovato l'articolo di lancio, appunto, di Qui comincia la storiella, pubblicato sempre dal Radiocorriere in settembre (del '57, ovviamente), opera di Filippo Raffaelli. Vale la pena riproporvelo, esauriente e interessante com'è:

Il signor Outcault era un americano. Il signor Outcault aveva due bambini, un maschio ed una femminuccia. Il signor Outcault aveva una matita, lunghe strisce di carta ed una gran voglia di disegnare.
Fu così che nacquero, attorno al 1896, quelle che potevano considerarsi come le prime
comics per ragazzi con le avventure di Buster Brawn e del cane Medoro, con contorno di personaggi domestici quali la mamma, la sorellina, il papà, l'amica della mamma ed ingredienti vari, atti tutti a suscitar risate.
E le risate dovettero essere molte se i cronisti dell'epoca, non so se in mancanza di avvenimenti più spettacolari, chiamarono il periodo che va dal '96 al 1909, anno in cui le avventure di Buster Brawn ebbero termine, il
selvaggio scoppio di risate ("a wild burst of laughter").
Questo Buster Brawn era, all'aspetto, un piccolo lord Fauntleroy, con i capelli alla paggio ed un grosso ribband di seta bleu sul petto. E malgrado quest'apparenza ingannatrice dava dei punti a Giamburrasca.
Arrivato in Italia con dodici anni di ritardo, fu battezzato Mimmo e fece la sua comparsa nel primo numero del
Corriere dei Piccoli, il 27 dicembre 1908. Aveva una sorellina, Mammoletta, e un cane, Medoro, che partecipava spiritosamente ad avventure di carattere familiare dove tutto il repertorio classico delle monellerie infantili, dalla torta messa sulla sedia dell'amica della mamma ai barattoli attaccati alla coda del gatto, veniva sfruttato con estrema diligenza e pare, anche qui, con gran divertimento dei piccoli lettori.
I quali si andarono presto affezionando ad una galleria di nuovi tipi, parte importati parte nostrani, che nascevano dalla fantasia dei disegnatori e subito si andavano rivelando ricchi di una propria psicologia, con tutti i difetti e le virtù e le piccole manie che ne avevano condizionato la nascita.
In un'epoca che trasudava tutta degli umori lacrimali del
Cuore doveva gettare uno strano contrasto la coppia spregiudicata dei due monelli Bibì e Bibò, sempre pronti ad accendere un qualche petardo sotto il sedere di capitan Cocò-Ricò o combinare altre atroci vendette ai danni dell'Ispettore o di madama Tordella. Uno scherzo quasi picaresco dovuto alla fantasia di Rudolph Dirks.
Si capisce che i ragazzi di allora, come anche quelli che vennero dopo, sapevano ben poco delle metamorfosi subite da questi pupazzetti, che magari affondavano le radici in qualche serie grottesca di origine tedesca (allora non c'era
Selezione).
Fra l'altro, nella versione italiana, venivano abilmente smussate alcune angolosità e caratteristiche di vita troppo legate ai paesi d'importazione. Credo d'altronde che a molti, che passarono in compagnia di quelle figurine gli anni più spensierati della loro giovinezza, non sia passato neanche lontanamente per la testa il sospetto che Fortunello, o Arcibaldo o Petronilla o Cirillino avessero avuto come campo delle loro gesta, in origine, le strade di Philadelphia o di Chicago o di Amburgo, se non fosse stato per certi profili di case o di interni che non eran nostrani.
Comunque il seme era stato gettato e da allora fu una gara dell'inventiva a gettare sul mercato dell'interesse dei piccoli (e non meno dei grandi che continuano ancor oggi a leggere queste
comics di nascosto) una miriade di nuovi personaggi, molti dei quali oggi dimenticati: Arturino, Pierino, Stuzzichino, Pippo e Palla, Bilbolbul, Onky-Ponky, Procopio, Gelsomino, Ciccio e la Checca. Al loro posto abbiamo oggi la serie dei Cocco Bill, di Scuterino, di Zuccatonda, di Fagiolino, di Isolina Marzabotto e di Joe Polpetta, a fumetti numerati.
Uno studioso di costume potrebbe facilmente avere un raffronto dell'evoluzione dei tempi anche da queste figurine; ma non so se gli odierni eroi reggano al paragone con quelli di una volta. Comunque la discussione sarebbe oziosa perchè a ciò è stato provveduto da parte degli allestitori del programma televisivo
Qui comincia la storiella, fasti e gloriuzze dei pupazzetti di onorata memoria.
La telenarrazione è dovuta a Vezio Melegari il quale, con estrema pazienza e sulla scorta di un vastissimo materiale, intratterrà i piccoli spettatori (ma i grandi non saranno esclusi) sulle avventure dei singoli personaggi attraverso il tempo, partendo dagli antesignani e finendo agli epigoni della nostra epoca.


(Filippo Raffaelli, I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA - "Qui comincia la storiella" - Nasce una nuova trasmissione dedicata ai pupazzetti che hanno allietato la vostra e la nostra infanzia, Radiocorriere n.36 /1957, pag.15).

E dopo l'omaggio al Corrierino e ai suoi mille e mille eroi, non si può tacere una volta di più di questo Carosello ormai in onda da mesi che, pur se in fondo è solo un programma di servizio e non ha ancora inaugurato una regolare produzione di shorts animati (incominceranno l'anno successivo e diventeranno sempre più costanti nel tempo), riesce già a fare colpo sui giovanissimi grazie agli slogan, accattivanti e facilmente memorizzabili, oltre che alla presenza di personaggi cari a tutte le età. Nella scaletta del 21 ottobre 1957 trovano posto due musicisti ben noti, Gorni Kramer (che fra poco farà parte del cast del nuovo quiz Il Musichiere, destinato a esordire sotto Natale) e Lelio Luttazzi, che più tardi si scoprirà anche versatile attore e presentatore e che godrà meritatamente della stima, della simpatia e del sostegno del pubblico, specie di quello più raffinato che non lo dimenticherà anche quando, nel luglio del 2010, Egli si congederà serenamente dalla vita nella sua Trieste.
In questo carosello, sponsorizzato da una notissima casa produttrice di dadi da brodo, Kramer e Luttazzi non possono che essere Pazzi per la musica. Ascoltateli e vedeteli mentre adattano Vecchia America allo stile (ai tempi quanto mai astruso e complesso) dell'emergente musica elettronica:

video

Il nostro viaggio in una giornata di programmazione per ragazzi dell'ottobre 1957 finisce qui. Prima di salutarvi, però, ci sembra giusto avvertirvi che, a causa di pressanti impegni personali, da qui a metà novembre i nostri interventi saranno poco frequenti e magari irregolari (nel senso che a volte, come accaduto per le righe che state finendo adesso di leggere, dovremo realizzare certi post in più giorni, per cui la relativa, definitiva pubblicazione avverrà in ritardo). Ci scusiamo per il disagio e promettiamo che stiamo studiando, in coincidenza o quasi con il primo compleanno del Focolare (gennaio 2011), un piano per rendere più lineare il calendario delle uscite del nostro blog, magari creando degli appuntamenti fissi destinati a essere solo raramente disattesi.

Arrivederci presto ! ! !
CBNeas

domenica 17 ottobre 2010

Domenica 17 ottobre 1971 (Radio)



PROGRAMMA NAZIONALE

6,00 SEGNALE ORARIO
- MATTUTINO MUSICALE (I parte)
6,54 ALMANACCO
7,00 MATTUTINO MUSICALE (II parte)
7,20 QUADRANTE

7,15 - 7,35 Per il Friuli - Venezia Giulia
GAZZETTINO DEL FRIULI - VENEZIA GIULIA

7,35 CULTO EVANGELICO
8,00 GIORNALE RADIO
- SUI GIORNALI DI STAMANE
Rassegna della stampa italiana
8,30 VITA NEI CAMPI
Settimanale per gli agricoltori
a cura di Antonio Tomassini

Per la Sardegna
8,30 - 9,00 IL SETTIMANALE DEGLI AGRICOLTORI
a cura del Gazzettino Sardo

9,00 MUSICA PER ARCHI
9,10 MONDO CATTOLICO
Settimanale di fede e vita cristiana
a cura di Costante Berselli
9,30 Dalla Basilica di S. Pietro
SANTA MESSA
celebrata da S. S. Paolo VI per la beatificazione di Padre Massimiliano Maria Kolbe
10,30 SALVE, RAGAZZI !
Trasmissione per le Forze Armate
Un programma presentato e realizzato da Sandro Merli

Per il Friuli - Venezia Giulia
8,30 - 10,45 TRASMISSIONI REGIONALI

11,00 I CONCERTI DI MUSICA LEGGERA: LOS MACHUCAMBOS, CHARLES AZNAVOUR, IKE E TINA TURNER ALL'OLYMPIA
11,35 IL CIRCOLO DEI GENITORI
a cura di Luciana Della Seta
I primi riti nella famiglia
12,00 SMASH !
Dischi a colpo sicuro
12,29 Lelio Luttazzi presenta:
VETRINA DI HIT PARADE
Testi di Sergio Valentini
12,44 QUADRIFOGLIO
13,00 GIORNALE RADIO
13,15 SUPERSONIC
Dischi a mach due
- Nell'intervallo (ore 15,00)
GIORNALE RADIO - CICALINO
15,30 TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO
Cronache, notizie e commenti in collegamento diretto da tutti i campi di gioco, condotto da Roberto Bortoluzzi
- Stock
16,30 POMERIGGIO CON MINA
Programma della domenica dedicato alla musica a cura di Giorgio Calabrese
Presenta Mina
- Chinamartini
Put your hand in the hand (Ocean) - She's a lady (Tom Jones) - Insieme (Mina) - Bugiardo e incosciente (Mina) - ...E ci sei tu (Claudio Baglioni) - Nothing rhymed (Gilbert O' Sullivan) - Se telefonando... (Mina) - Avec le temps (Leo Ferrè) et al.
17,28 Falqui e Sacerdote presentano:
FORMULA UNO
Spettacolo condotto da Paolo Villaggio
Orchestra diretta da Gianni Ferrio
Regia di Antonello Falqui
(Replica dal Secondo Programma)
- Star Prodotti Alimentari
18,15 IL CONCERTO DELLA DOMENICA
Direttore Rafael Kubelik
19,15 I TAROCCHI
Conduce Barbara Marchand
19,30 TOUJOURS PARIS
Canzoni francesi di ieri e di oggi
Un programma a cura di Vincenzo Romano
Presenta Nunzio Filogamo

Per il Trentino - Alto Adige
19,15 GAZZETTINO - BIANCA E NERA DALLA REGIONE - LO SPORT - IL TEMPO
19,30 - 19,45 MICROFONO SUL TRENTINO
Passerella musicale
Per il Friuli - Venezia Giulia
19,30 - 20,00 GAZZETTINO CON LA DOMENICA SPORTIVA
Per la Sardegna
19,30 IL SETACCIO
19,45 - 20,00 GAZZETTINO SARDO, edizione serale - Servizi sportivi della domenica, a cura di Mario Guerrini
Per la Sicilia
19,30 - 20,00 SICILIA SPORT
Panorama della domenica a cura di Orlando Scarlata e Luigi Tripisciano
Prima edizione

20,00 GIORNALE RADIO
20,20 ASCOLTA, SI FA SERA
20,25 BATTO QUATTRO
Varietà musicale di Terzoli e Vaime presentato da Gino Bramieri
Partecipano Giorgio Gaber, la Formula Tre e Nada
Regia di Pino Gilioli
21,20 CONCERTO DEI PREMIATI AL CONCORSO INTERNAZIONALE DI VIOLINO "NICOLO' PAGANINI"
22,00 L'ILLUSIONE
di Federico De Roberto
22,30 INTERVALLO MUSICALE
22,40 PROSSIMAMENTE
Rassegna dei programmi radiofonici della settimana
a cura di Giorgio Perini
23,00 GIORNALE RADIO - I PROGRAMMI DI DOMANI - BUONANOTTE

Per la Sicilia
23,35 - 23,55 SICILIA SPORT
Panorama della domenica a cura di Orlando Scarlata e Luigi Tripisciano
Seconda edizione

SECONDO PROGRAMMA

6,00 IL MATTINIERE
Musiche e canzoni presentate da Giancarlo Guardabassi
- Nell'intervallo (ore 6,24):
BOLLETTINO DEL MARE
7,30 GIORNALE RADIO - BUON VIAGGIO
- FIAT
7,40 BUONGIORNO CON BRUNO FILIPPINI E GABRIELLA FERRI
- Invernizzi
8,14 MUSICA ESPRESSO
8,30 GIORNALE RADIO
8,40 IL MANGIADISCHI
9,14 I TAROCCHI
Conduce Barbara Marchand
9,30 GIORNALE RADIO
9,35 Amurri e Verde presentano:
GRAN VARIETA'
Spettacolo con Johnny Dorelli e la partecipazione di Orietta Berti, Isabella Biagini, Lando Buzzanca, Amedeo Nazzari, Giovanna Ralli e Mino Reitano
Regia di Federico Sanguigni
- Nell'intervallo (ore 10,30):
GIORNALE RADIO
11,00 OTTO PISTE
Un programma di Cesare Gigli e Luigi Grillo
- Nell'intervallo (ore 11,30):
GIORNALE RADIO
12,00 ANTEPRIMA SPORT
Notizie e anticipazioni sugli avvenimenti del pomeriggio,a cura di Roberto Bortoluzzi e Arnaldo Verri
- Seiko Orologi
12,15 QUADRANTE
12,30 BELLISSIME
Pippo Baudo presenta le canzoni di sempre
Regia di Franco Franchi
- Mira Lanza

Per il Trentino - Alto Adige
12,30 - 13,00 GAZZETTINO DEL TRENTINO - ALTO ADIGE - TRA MONTI E VALLI, trasmissione per gli agricoltori - CRONACHE - CORRIERE DEL TRENTINO - CORRIERE DELL'ALTO ADIGE - SPORT - IL TEMPO
Per il Friuli - Venezia Giulia
12,00 - 13,00 TRASMISSIONI REGIONALI

13,00 IL GAMBERO
Quiz alla rovescia presentato da Franco Nebbia
Regia di Mario Morelli
- Star Prodotti Alimentari
13,30 GIORNALE RADIO
13,35 ALTO GRADIMENTO
di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni
- Gianduiotto Talmone
14,00 SUPPLEMENTI DI VITA REGIONALE
14,30 I DISCHI D'ORO DELLA MUSICA LEGGERA
Un programma di Antonino Buratti

Per Umbria, Basilicata e Sicilia
14,30 - 15,00 SUPPLEMENTI DI VITA REGIONALE
Per la Sardegna
14,30 - 15,30 TRASMISSIONI REGIONALI

15,00 LA CORRIDA
Dilettanti allo sbaraglio presentati da Corrado
Regia di Arturo Zanini
(Replica dal Programma Nazionale)
15,40 LE PIACE IL CLASSICO ?
Quiz di musica seria presentato da Enrico Simonetti
- Stabilimenti Chimico Farmaceutici Marco Antonetto

Per la Sicilia
15,00 - 16,00 DOMENICA CON NOI

16,25 GIORNALE RADIO
16,30 DOMENICA SPORT
Risultati, cronache, commenti, interviste e varietà a cura di Guglielmo Moretti con la collaborazione di Enrico Ameri e Gilberto Evangelisti
- Oleificio F.lli Belloli
17,30 INTERFONICO
Esperti e disc-jokeys a contrasto
a cura di Francesco Forti
con Ombretta De Carlo
18,02 IL TUTTOFARE
Minispettacolo di voci condotto da Franco Rosi
Testi di Gianfranco D'Onofrio
18,30 GIORNALE RADIO - BOLLETTINO DEL MARE
18,40 CANZONISSIMA '71
a cura di Silvio Gigli
19,02 I COMPLESSI SI SPIEGANO
Un programma a cura di Marie Claire Sinko
19,30 RADIOSERA
19,55 QUADRIFOGLIO
20,10 CONCERTO D'OPERA
Mezzosoprano GIULIETTA SIMIONATO
Tenore CARLO BERGONZI
- Stabilimenti Chimico Farmaceutici Marco Antonetto
21,00 I RE AMERICANI DELL'800
Splendori e grandezze nella New York fine secolo
21,30 PRIMO PASSAGGIO
Un programma di Lilli Cavassa e Claudio Tallino
Presenta Elsa Ghiberti
22,00 Gino Cervi e Andreina Pagnani in
LE CANZONI DI CASA MAIGRET
Sceneggiatura radiofonica di Umberto Ciappetti da Le memorie di Maigret di Georges Simenon
Regia di Andrea Camilleri
22,30 GIORNALE RADIO
22,40 REVIVAL
Canzoni d'altri tempi presentate da Tino Vailati
23,00 BOLLETTINO DEL MARE
23,05 BUONANOTTE EUROPA
BONNE NUIT, EUROPE ! - GOOD NIGHT, EUROPE ! - GUTEN NACHT, EUROPA !
Divagazioni turistico - musicali di Lorenzo Cavalli
Regia di Manfredo Matteoli
24,00 GIORNALE RADIO
0,06 - 5,59 NOTTURNO ITALIANO

TERZO PROGRAMMA

TRASMISSIONI SPECIALI
(dalle 9,25 alle 10,00)
9,25 CONVERSAZIONE
9,30 CORRIERE DELL'AMERICA, risposte de La Voce dell'America ai radioascoltatori italiani
9,45 PLACE DE L'ETOILE - Istantanee dalla Francia
10,00 CONCERTO DI APERTURA
11,15 CONCERTO DELL'ORGANISTA PALL ISOLFSSEN
11,50 FOLK MUSIC
Musiche dell'isola di Bali
12,10 CONVERSAZIONE
12,20 SONATE DI GIUSEPPE TARTINI
13,00 INTERMEZZO
13,20 MACBETH
Opera in quattro atti di Francesco Maria Piave
Musica di Giuseppe Verdi
15,30 BOUVARD E PECUCHET
di Tullio Kezich e Luigi Squarzina
17,35 DISCOGRAFIA
a cura di Carlo Marinelli
18,00 ASPETTI LETTERARI DELL'AVANGUARDIA IN TEATRO DA BECKETT A ARRABAL
18,30 CONVERSAZIONE
18,35 MUSICA LEGGERA
18,45 RITRATTO CRITICO DI GIANI STUPARICH
19,15 CONCERTO DI OGNI SERA
20,15 PASSATO E PRESENTE
20,45 POESIA NEL MONDO
I destrieri e la notte: panorama della poesia araba dal VI al XIII secolo
Programma di Nanni de Stefani
Letture di Antonio Guidi e Giancarlo Sbragia
Seconda trasmissione
21,00 IL GIORNALE DEL TERZO - SETTE ARTI
21,30 CLUB D'ASCOLTO
COSA SENTE IL DOTTOR ANDREA MARCHI
di Franco Ruffini
Al termine: Chiusura
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Buona domenica a tutti da Max D'Agata. Stasera musica e sport nel nostro post,un abbinamento vincente: infatti ,nella prima parte torneremo a parlare di una trasmissione radiofonica che negli anni '70 ha fatto la storia della radio italiana, ovvero la celeberrima Supersonic; nella seconda il mio amico e collega Boris Boris vi fara'un ampio resoconto della giornata calcistica di serie A e serie B di domenica 17 ottobre 1971.
Ora veniamo a noi: il 1971 e' un anno fondamentale nella storia della radio italiana: infatti Supersonic,la popolare trasmissione di dischi a mach due, partita alle 20,10 del 4 luglio come un riempitivo estivo, non solo riscuote un successo tale che viene confermata anche per la stagione successiva (e l'affermazione è sempre più crescente, tant'è vero che la rubrica durerà per ben 6 anni e mezzo,fino al 16 dicembre 1977) ma addirittura, per tutto l'autunno (dal 3 ottobre fino al giorno di Santo Stefano, 26 dicembre), agli appuntamenti serali quotidiani (dalle 20,50 alle 22,30) se ne aggiunge anche uno domenicale all'ora di pranzo.
Infatti,ogni domenica, sul Programma Nazionale, al termine del Giornale Radio delle 13, quindi dalle 13,15 alle 15,30, il pomeriggio festivo viene allietato dalle ottime scelte musicali curate da Tullio Grazzini e presentate con grande simpatia e professionalità da Piero Bernacchi, Paolo Francisci e Paolo Testa (i quali anche in questa edizione festiva si alternano nella conduzione della trasmissione, prima di essere affiancati a loro volta da Antonio De Robertis e Gigi Marziali, che arriveranno uno o due anni dopo).
Anche in questa domenica 17 ottobre 1971 Supersonic è presente all'appuntamento con i suoi numerosissimi e fedeli ascoltatori, ai quali se ne aggiungono tantissimi nuovi che, per impegni di lavoro o per preferenze televisive, non avevano avuto modo di conoscerla ed apprezzarla nell'edizione serale e quindi, grazie a questa scelta, il successo tende gradualmente ad aumentare sempre di più.
Lo schema della trasmissione rimane quello collaudato dell'edizione serale, con l'80 per cento dello spazio dedicato alla musica pop-rock(con la proposta delle novità discografiche o, spesso e volentieri, delle lacche, ovvero dischi che ancora devono essere pubblicati sul mercato) e il rimanente 20 per cento dedicato all'ascolto della musica piu' commerciale: inoltre,ampio spazio e' concesso alla musica italiana ed alle date dei concerti.
Eccovi alcune proposte supersoniche di quel periodo, rintracciate dal nostro CBNeas. Cominciamo con Sir Lord Baltimore nel brano Hard rain fallin':

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E' ora la volta della Formula Tre che esegue Nessuno nessuno:

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Spazio ora per il melodico Tony Christie, che vi canta I did what I did for Maria:

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Eccovi infine Ornella Vanoni con il suo successo del periodo, Domani è un altro giorno (versione italiana di un brano lanciato dalla cantante country Tammy Wynette, The wonders you perform):

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L'edizione domenicale di Supersonic costituisce un ottimo traino per il pomeriggio sportivo: a partire dalle 15,30 va in onda infatti Tutto il calcio minuto per minuto (a proposito di ciò vi ricordo che dopo di me sarete in compagnia di Boris Boris con un aggiornamento in tempo reale sulle partite di quella domenica pomeriggio).
Tornando a Supersonic, l'edizione domenicale, che più in là verrà spostata sul Secondo Programma nella fascia oraria che va dalle 15,30 alle 17,30, non è la sola novità: infatti, di lì a poco, inizieranno ad andare in onda il martedi sera, in diretta dalla sala A di Via Asiago in Roma o dall'Auditorium di Via Montebello in Torino e con il pubblico, edizioni speciali, dei veri e propri concerti dal vivo condotti dai tre supersonici insieme e con la partecipazione dei nomi piu'autorevoli della musica italiana (ricordiamo tra i tanti Lucio Dalla, Lucio Battisti, Roberto Vecchioni, la Premiata Forneria Marconi, il Banco del Mutuo Soccorso): da non dimenticare, per quanto riguarda gli artisti stranieri, il concerto di Lou Reed nel 1975.
Prima di passare alla pagina sportiva voglio ricordarvi il Supersonic Fan Club, una pagina creata su Facebook dal sottoscritto con l'insostituibile collaborazione dell'amico Cesare Borrometi per ricordare questa meravigliosa trasmissione a chi come noi la seguiva assiduamente(e nel caso del sottoscritto la registrava) tutte le sere e farla conoscere ed amare a chi all'epoca non c'era.
Attendiamo numerosissime le vostre iscrizioni: potrete cosi ascoltare ottima musica con i più grandi successi di Supersonic ed essere partecipi delle molte iniziative che abbiamo in programma nei prossimi mesi, soprattutto con l'anno nuovo.
Voglio anche ricordarvi che la sera di martedi 26 ottobre alle 21, sulla succitata pagina FB del Supersonic Fan Club, il sottoscritto e Cesare condurranno un nuovo speciale nel quale si rievocherà la scaletta di una nuova puntata estiva, nella fattispecie quella di lunedi 6 agosto 1973: ancora piu' stimolante l'appuntamento di martedi 16 novembre, sempre alle 21, quando, a distanza di 36 anni, manderemo in onda una puntata inedita di Supersonic, ovvero quella che doveva essere trasmessa domenica 4 agosto 1974 e che saltò a causa dell'attentato al treno Italicus.
Con questo, per quanto mi riguarda, è tutto: Max D'Agata cede la linea a Boris Boris per la giornata sportiva.
Grazie a tutti e a presto ! ! !



Amici sportivi all’ascolto, buon pomeriggio! Ma tale augurio, naturalmente, è rivolto anche agli amanti della musica e, in particolare, di Supersonic - rievocato in modo encomiabile dall’amico Max Zeppola D’Agata - i quali, dopo aver ascoltato i loro cantanti preferiti e scoperto in anteprima le uscite discografiche di imminente pubblicazione, proseguono la loro abbuffata
radiofonica per seguire i risultati della loro squadra del cuore. E’ infatti l’ora di Tutto il calcio minuto per minuto, che oggi, 17 ottobre 1971, torna per narrarci, attraverso i suoi mitici cantori Ameri, Ciotti e compagnia, le vicende relative alla seconda giornata del campionato di serie A.

Campionato che, negli anni ’70, stava a giocatori, allenatori e tifosi come l’anno scolastico stava a studenti e insegnanti: entrambi iniziavano ai primi di ottobre. Una sorta di espressione algebrica, già ricordata nel mio precedente post dedicato al 1° ottobre 1978, che prende il via proprio con il torneo 1971/72, settantesimo nella storia del calcio italiano, quarantesimo a girone unico, il cui inizio è fissato per il 3 ottobre 1971. Pronti, via, e poi subito… una pausa: la serie A si ferma a causa dell’impegno della Nazionale, che sabato 9 ottobre affronta a San Siro la Svezia nella gara di ritorno delle qualificazioni ai Campionati Europei. Una partita da ricordare, oltre che per la netta vittoria (3-0, con doppietta di Riva inframmezzata dal gol di Boninsegna), per la sessantesima presenza di capitan Facchetti, che diventa così il giocatore ad aver vestito più volte l’azzurro, superando il leggendario primato di Umberto Caligaris che resisteva dal 1934.
Tornando invece al campionato, è quantomeno singolare la classifica alla vigilia del secondo turno: otto squadre la comandano e le restanti otto la chiudono. Questo per il semplice fatto che la giornata inaugurale non ha registrato pareggi. Analizziamo, allora, questa graduatoria spaccata in due parlando proprio delle capoliste e dei loro prossimi impegni.
Cominciamo dall’Inter, campione d’Italia in carica e, quindi, madrina più che mai appropriata per un evento storico come la prima partita di serie A disputata in Calabria. Un evento che prima o poi doveva concretizzarsi, se si pensa che quattro anni prima la regione più meridionale dell’Italia peninsulare aveva ospitato addirittura la Nazionale maggiore: era infatti il 1° novembre 1967 quando allo stadio San Vito di Cosenza si giocò Italia-Cipro (facile vittoria italiana per 5-0), gara di ritorno delle qualificazioni ai campionati Europei svoltisi nel nostro Paese e vinti dagli azzurri. Con la promozione in serie A del Catanzaro, attraverso gli spareggi con Atalanta e Bari, anche questa lacuna viene colmata. D’altronde i giallorossi del presidentissimo avvocato Nicola Ceravolo (presente nel direttivo della società sin dal 1932!) avevano fatto di parlare di sé già cinque anni prima, quando avevano conquistato una clamorosa finale di Coppa Italia contro la Fiorentina (dopo aver eliminato in semifinale la Juventus, vincendo per 1-2 a Torino!) persa per 2-1 soltanto ai tempi supplementari, anche a causa di un opinabile arbitraggio di Sbardella. Dopo l’esordio a Torino contro la Juventus - dove i ragazzi di Seghedoni, pur essendo stati sconfitti per 4-2, non hanno demeritato - la prima squadra calabrese ad essere approdata nella massima serie è chiamata ad un nuovo appuntamento con la storia, che non si limita alla sfera meramente sportiva, poiché in esso si identificano orgogli regionali e rivincite sociali; qualcosa di simile, in chiave minore, a ciò che un anno e mezzo prima lo storico scudetto del Cagliari aveva rappresentato per la Sardegna.

A proposito del Cagliari: ora che Gigi Riva, ormai un anno dopo il grave incidente subito in Nazionale nell’amichevole contro l’Austria a Vienna, è tornato alla piena efficienza fisica, i rossoblù hanno tutta l’intenzione di riprendere quel discorso bruscamente interrotto la stagione precedente, quando la rinuncia forzata al bomber di Leggiuno ha costretto ad abbandonare con largo anticipo il sogno del bis tricolore. Il 3-1 rifilato al Verona nel turno d’esordio è un segnale incoraggiante, mentre l’acquisto del centravanti Vitali, smanioso di rivincita dopo un’annata storta alla Fiorentina, dà adito a pareri contrastanti: per i più ottimisti il tandem Vitali - Riva è destinato a fare sfracelli, per altri i due hanno caratteristiche troppo simili per poter coesistere. Avranno ragione gli altri: Vitali segnerà la miseria 3 reti, acuendo ulteriormente la Riva-dipendenza della squadra.

Sfida tra capoliste a San Siro tra il Milan di Nereo Rocco, che al debutto ha espugnato per 0-1 il campo del Varese (dove ha ritrovato in maglia biancorossa una bandiera storica come Giovanni Trapattoni, scambiato in estate con Sogliano) e la Fiorentina rivitalizzata da Nils Liedholm, che ha esordito superando in casa il Napoli per 2-1. Anche Roma e Sampdoria si sfidano da prime della classe, ma quella dell’Olimpico è soprattutto la sfida tra i due HH, i nemici-amici Helenio ed Heriberto Herrera. Il primo è tornato sulla panchina della Maggica dopo ben… due mesi e tre giorni. Avete letto bene: due mesi e tre giorni. Che cosa era successo? L’8 aprile 1971, al termine di una lunga riunione, il presidente romanista Alvaro Marchini (suocero del centrocampista giallorosso Ciccio Cordova che ne ha sposato la figlia Simona, destinata ad una brillante carriera in televisione prima e in teatro poi) licenziò il tecnico, con il quale da tempo era in pessimi rapporti, accusandolo di aver sollevato insinuazioni mussoliniane sulla conquista dello scudetto della Roma nel 1942, ma così facendo finì per attirarsi le antipatie dei tifosi - i quali, evidentemente, non avevano ben capito come stavano effettivamente le cose - e fu costretto a lasciare. Il nuovo presidente Gaetano Anzalone, innanzitutto per accattivarsi le simpatie della piazza, fece come prima mossa quella di richiamare il Mago; inutile dire che i tifosi festeggiarono: HH2 (così chiamato per distinguerlo dal più celebre omonimo, dopo l'esperienza agrodolce all’Inter (secondo alle spalle del Cagliari il primo anno, esonerato all’inizio della stagione successiva e sostituito da Invernizzi,che poi vinse lo scudetto), cerca invece riscatto sulla panchina di una Samp che spera di salvarsi, una volta tanto, senza soffrire troppo.

Infine le torinesi. Il 13 luglio 1971 arriva una notizia improvvisa: Giampiero Boniperti è il nuovo presidente della Juventus. E chi potrebbe essere la guida più adatta per una squadra in crescita, composta da giovani sapientemente amalgati con uomini di esperienza, se non colui che da giocatore ne è stato l’indiscusso leader? Confermato in panchina Cestmir Vycpalek, che aveva sostituito in corsa il povero Armando Picchi durante la stagione precedente, e sfoltita la rosa (unici acquisti il portiere Carmignani dal Varese e il terzino Longobucco dalla Ternana), l’ambiente juventino sente che questo potrebbe essere l’anno buono per tornare allo scudetto, e la franca vittoria per 4-2 sul neopromosso Catanzaro alla prima giornata non sembra lasciare dubbi sul fatto che i bianconeri abbiano le carte in regola per puntare al titolo.
Aria nuova anche nel Torino: dopo il deludente campionato 1970/71, riscattato parzialmente dalla conquista della Coppa Italia, il presidente Pianelli assume come allenatore Gustavo Giagnoni, che ha appena riportato in serie A il Mantova, dal quale si porta anche il minuscolo attaccante Toschi, soprannominato Topolino. Temperamento focoso e battagliero, proprio come piace ai tifosi del Toro, Giagnoni diventa ben presto un beniamino della Maratona, anche per il vezzo di accomodarsi in panchina con la sciarpa granata ben annodata al collo, oltre che con in testa quel colbacco che gli garantirà imperitura fama, non prima però di aver dato luogo a qualche malignità di stampo… politico. Sciarpa e colbacco a parte, è comunque opinione generale che il tecnico di Olbia possa essere il condottiero giusto per una squadra che da sempre fa dello spirito di sacrificio e dell’agonismo (il cosiddetto tremendismo) le proprie armi migliori, così ben rappresentate in campo dal vecchio indomito leone Giorgio Ferrini, dalle colonne Fossati, Cereser e Agroppi, dall’estroso Claudio Sala e da tanti giovani già o sul punto di diventare qualcuno.

Squadre in cerca di conferme o di riscatti, dunque, proprio come nelle speranze dei loro tifosi, per i quali Tutto il calcio minuto per minuto equivale, la domenica pomeriggio, ad una sorta di appuntamento d’amore. Non è però ancora tempo, per la trasmissione radiofonica più amata dagli sportivi italiani, di diretta estesa a tutti i 90 minuti degli incontri (arriverà soltanto cinque anni e mezzo dopo, per le ultime partite del campionato 1976/77). Ad inizio trasmissione, però, prima che le ostilità riprendano, i calciofili vengono informati sulla situazione alla fine dei primi tempi. Vediamola anche noi:

- il primo gol della giornata arriva da Bergamo, dove si affrontano Atalanta e
Cagliari: al 16’ il gioiellino ventenne Adelio Moro porta in vantaggio i padroni di casa superando Albertosi con un pallonetto. Dopo i primi 45 minuti, dunque, Atalanta 1 Cagliari 0;

- a San Siro è invece il 27’ quando il Milan passa a condurre sulla Fiorentina. Questa l’azione del gol: cross di Sabadini dalla sinistra e colpo di testa di Bigon, altro nuovo acquisto rossonero. 1-0 al termine della prima frazione di gioco;

- è il minuto 27 anche al Comunale di Torino quando Ciccolo fa tremare la curva Maratona portando in vantaggio il Lanerossi Vicenza. Pulici rimette le cose a posto al 43’ ristabilendo la parità; si va quindi il riposo con Torino e Lanerossi e Vicenza sul risultato di 1-1.

Si segna pochino, come abbiamo visto: appena 4 gol realizzati, e ben cinque incontri (Bologna-Varese, Catanzaro-Inter, Napoli-Mantova, Roma-Sampdoria e Verona-Juventus) ancora inchiodati sullo 0-0. Lecito, quindi, attendersi altra musica nella ripresa. Cosi sarà…

…e molto presto: passano appena 5 minuti (è il 50’) e al Bentegodi di Verona i padroni di casa passano in vantaggio. Su lungo traversone dalla sinistra Orazi colpisce di testa; la palla colpisce l’incrocio dei pali, ma torna in campo rimbalzando proprio davanti alla porta. Carmignani, però, è impossibilitato ad intervenire e viene beffato: 1-0, e sarà anche il risultato finale. Vecchia Signora, dunque, rimandata…

- esame di riparazione superato, invece, per il Napoli, dopo il debutto negativo di due settimane prima a Firenze (contrassegnato, fra l’altro, dalla tentata invasione di due tifosi partenopei); è il 55’ al San Paolo quando una fiammata di Altafini consente di battere il Mantova: 1-0, e il risultato non cambierà più;

- rimandato anche il Cagliari, oggi in giornata-no: al 58’ l’Atalanta raddoppia grazie a Magistrelli, il secondo dei tre gioiellini (il terzo è Doldi) che l’anno successivo, grazie alle loro brillanti prestazioni, continueranno a vestire i colori nerazzurri, ma quelli, più prestigiosi, dell’Inter. Non sarà un buon affare per nessuno: a Milano i tre non lasceranno tracce memorabili e l’Atalanta retrocederà in serie B;

- al 60’ arriva il momento del riscatto anche per il Bologna, che aveva esordito con una sconfitta (2-1 a Marassi contro la Sampdoria): è Rizzo l’autore del gol con cui i rossoblù piegano il Varese;

- un minuto (a San Siro è il 61’) e il Milan fa bis: Rivera serve in profondità Prati, che calcia addosso a Superchi. Il portiere viola non trattiene, l’accorrente Bigon riprende e insacca. Doppietta per Albertino e 2-0 finale per i rossoneri, momentaneamente primi in classifica…

… insieme al Torino: al Comunale è l’identico minuto quando lo scatenato Pulici completa la rimonta granata siglando il 2-1 finale. Non immagina, il non ancora Puliciclone, che da lì a poco inizierà per lui un periodo di vacche magre in fatto di gol, pur giocando bene, al punto che Giagnoni lo rispedirà all’ABC del calcio, come si titolò all’epoca: mesi trascorsi a ristudiare i fondamentali, a scaraventare palloni contro il muro, a tirare nella porta vuota, che a lungo andare daranno i propri frutti. Ad ogni modo, oggi ci sarebbe da festeggiare in casa Toro, se non ci si mettesse il grave infortunio di Toschi (frattura del perone destro) a rovinare tutto…

- scocca invece il minuto numero 63 a Bergamo quando Gigi Riva tenta la riscossa del Cagliari. Ma il gol di Rombo di Tuono servirà soltanto ad accorciare le distanze; al fischio finale, dunque, è 2-1 per l’Atalanta;

- e sessantatrè sono anche i minuti impiegati dall’Inter per scardinare la difesa del Catanzaro. Con questa dinamica: passaggio in profondità di Corso per Boninsegna, Silipo anticipa in scivolata il centravanti nerazzurro ma rimane a terra. Il pallone capita sui piedi di Bedin, che evita il tentativo di recupero di D’Angiulli e scarica un fendente che fulmina Pozzani. Poi non accade più nulla fino all’80’...

… quando i campioni d’Italia vanno nuovamente a segno: una punizione battuta dai nerazzurri viene deviata dalla barriera, Facchetti raccoglie e mette dentro. 0-2 finale, dunque (come 14 giorni prima a San Siro sull’Atalanta, altra neopromossa), e grande amarezza per la Calabria, accorsa in massa al Militare. Nonostante i giallorossi possano uscire dal campo, così come due settimane prima a Torino, a testa alta. Anche l’Inter, dunque, è a punteggio pieno…

… ma è tale anche la Roma, seppure in zona Cesarini: la sfida tra i due Herrera (Helenio ed Heriberto) si risolve a favore del primo grazie ad Amarildo, che all’89’ fa esplodere l’Olimpico siglando il gol-partita contro la Sampdoria: 1-0, come alla prima giornata (sempre in casa, contro il Lanerossi Vicenza) e nuovamente grazie al brasiliano.

E a questo punto andiamo a vedere la schedina:

Atalanta-Cagliari 2-1 1
Bologna-Varese 1-0 1
Catanzaro-Inter 0-2 2
Milan-Fiorentina 2-0 1
Napoli-Mantova 1-0 1
Roma-Sampdoria 1-0 1
Torino-L.R. Vicenza 2-1 1
Verona-Juventus 1-0 1

Per la serie B:
Palermo-Catania 1-0 1
Reggiana-Genoa 3-0 1
Ternana-Foggia 2-0 1

Per la serie C:
Savona-Pro Patria 3-0 1
Empoli-Spal 1-1 X

Drastica riduzione delle segnature in serie A, dunque (14, contro le 23 della prima giornata), e - incredibile - ancora nessun pareggio dopo 180 minuti di gioco. Seconda doppietta del campionato, ad opera di Bigon (la prima era stata realizzata da Bettega nel turno inaugurale), e 10 reti realizzate dalle squadre di casa, le quali si sono aggiudicate ben 14 dei 16 punti disponibili. Sei giocatori in testa alla classifica cannonieri con 2 reti realizzate: Bettega della Juventus, Pulici del Torino, Bigon del Milan, Riva del Cagliari, Amarildo della Roma e Orazi del Verona.

Dimezzato poi il plotone a punteggio pieno: a 4 punti troviamo, infatti, Inter, Milan, Torino e Roma. Seguono, a quota 2, Cagliari, Juventus, Bologna, Napoli, Sampdoria, Atalanta (unica neopromossa a muovere la classifica), Fiorentina e Verona. Ancora al palo con zero punti, invece, Lanerossi Vicenza, Mantova, Varese e Catanzaro.

Questi, invece, i risultati non inseriti in schedina della quarta giornata di serie B:

Brescia-Perugia 0-0
Cesena-Lazio 1-0
Como-Modena 2-0
Livorno-Arezzo 1-0
Monza-Bari 0-0
Novara-Taranto 2-1
Reggina-Sorrento 2-2

Per una classifica che vede al comando il Bari con 7 punti. Seguono a quota 6 Perugia e Ternana; con 5 punti troviamo invece Palermo, Reggiana, Como, Cesena e Taranto. Appaiate a quota 4 Lazio, Genoa, Livorno e Novara; seguono, a 3 punti, Brescia, Catania, Reggina, Monza, Foggia, e Sorrento. Chiudono l’Arezzo, con 2 punti, e il Modena, ancora fermo a quota zero.



Un dominio mai eclatante, ma sicuro (26 giornate in testa), che permette di superare anche un ostacolo tremendo come la grave malattia all’apparato respiratorio che a metà torneo colpisce il ragazzo d’oro Bettega, costringendolo a dare forfait per sottoporsi ad un lungo periodo di cura e convalescenza. Così, al traguardo finale del 28 maggio 1972, la Juventus tornerà campione d’Italia dopo cinque anni: il quattordicesimo scudetto, conquistato con 43 punti, rappresenta un’autentica pietra miliare nella storia bianconera, l’avvio di un’irripetibile quindicennio di successi che vedrà la Vecchia Signora vincere tutto ciò che è possibile vincere, sia in Italia che all’estero. Il primo trionfo dell’era-Boniperti, tuttavia, è gonfio di
tristezza: tra le 108 vittime del disastro aereo di Punta Raisi del 5 maggio 1972 c’è anche il 23enne Cestmir Vycpalek junior, figlio del tecnico juventino.
Il quale, per gli imperscrutabili disegni del destino, morirà - proprio a Palermo - esattamente trent’anni dopo il figlio, la mattina del 5 maggio 2002: lo stesso giorno in cui la Juventus vincerà il suo ventiseiesimo scudetto.

Appaiate sul secondo gradino, ad una lunghezza, Milan e Torino, damigelle d’onore e di… rimpianti. I rossoneri recriminano per due torti arbitrali subiti nel girone di ritorno: a Torino contro la Juventus Concetto Lo Bello non vede un netto fallo in piena area di Morini su Bigon (salvo riconoscere tardivamente l’errore alla Domenica Sportiva, dove era presente come ospite); a Cagliari, invece, Michelotti sanziona con il rigore - che darà ai sardi la vittoria per 2-1 - un braccio involontario di Anquilletti. Episodio, quest’ultimo, che farà perdere le staffe a Rivera, il quale sparerà a zero sulla classe arbitrale ottenendo in cambio due mesi e mezzo di squalifica. La conquista della Coppa Italia, nella finale contro il Napoli, non sarà nulla di più che un contentino.

Non meno fondate le recriminazioni dei granata, anch’esse relative a due episodi del girone di ritorno: a Marassi contro la Sampdoria perdono per 2-1, perché l’arbitro Barbaresco non concede un gol ad Agroppi nonostante Marcello Lippi, allora libero blucerchiato, abbia respinto il pallone oltre la linea di porta (eppure, anche a trenta e passa anni di distanza, l’ex C.T. azzurro continuerà ad affermare di aver respinto il pallone prima che varcasse la linea, negando persino l’evidenza dei filmati). A San Siro contro il Milan, invece, il gol del possibile 1-1 realizzato da Toschi viene annullato dall’arbitro Toselli per un inesistente fallo dello stesso Agroppi. Curiosità: Barbaresco e Toselli, i due arbitri incriminati, sono entrambi originari di Cormons, in provincia di Gorizia. Non crediamo che a Torino, la cui stragrande maggioranza degli abitanti è di fede granata, sarebbe stato visto di buon occhio un eventuale gemellaggio con la cittadina friulana (da cui peraltro proviene l'uomo della moviola televisiva, l'ex - calciatore Bruno Pizzul, che un giorno seguirà stabilmente gli incontri della Nazionale azzurra e che è addirittura un affettuoso simpatizzante del vecchio Toro)

L’ultima stagione senza problemi fisici di Gigi Riva (che gioca tutte e 30 le partite e si laurea vicecapocannoniere con 21 reti) è anche l’ultima del Cagliari del periodo d’oro, ormai agli sgoccioli. Il quarto posto a quota 39 rappresenta, infatti, il canto del cigno per una delle protagoniste assolute della scena nazionale degli ultimi anni, cui solo la sfortuna ha impedito di raccogliere ulteriori meritate soddisfazioni. Il primo ad accorgersene è Manlio Scopigno, l’allenatore filosofo, che lascia la Sardegna per cercare, su altre panchine, una fortuna che non ritroverà più.

Boninsegna, con 22 reti, si conferma capocannoniere; la sua squadra, già allora, era una… pazza Inter. Va bene che i ragazzi di Invernizzi hanno concentrato gran parte delle loro energie sulla Coppa dei Campioni (poi persa in finale contro l’Ajax dell’immenso Johan Cruyff), ma dopo l’esaltante cavalcata tricolore dell’anno prima era lecito aspettarsi qualcosa di più del quinto posto e di 36 punti. Risultato che, invece, assume tutt’altro significato per la Fiorentina: chiudere a pari merito con i campioni uscenti un anno dopo aver rischiato seriamente la retrocessione non è cosa da poco, soprattutto quando serve a conquistare l’ultimo posto utile per l’Europa.
Europa che viene mancata per un punto dalla Roma, settima a quota 35; ma anche Europa nella quale, alla fine della stagione, l’unica squadra italiana a conquistare un trofeo sarà proprio quella giallorossa, che si afferma nel Torneo Anglo-Italiano.

Tornando alla classifica finale di serie A, proprio la Roma fa da spartiacque tra sé e tutte le altre squadre, quasi si trattasse di un altro campionato: un deludente Napoli e una buona Sampdoria, infatti, chiudono all’ottavo posto con 28 punti a testa, ben sette in meno dei capitolini.
A due lunghezze troviamo una tranquilla Atalanta, unica neopromossa a centrare la permanenza nella massima serie, precedendo di un punto un’altra grande delusione e delusa: il Bologna.

Solo all’ultimo minuto dell’ultima giornata, invece, Lanerossi Vicenza (23 punti) e Verona (22) conquistano la certezza di trascorrere un altro anno tra le elette, condannando alla retrocessione Mantova e Catanzaro, appaiate a quota 21, e il derelitto Varese, ultimissimo con soli 13 punti e incapace di vincere una sola partita in casa (l’unico successo stagionale è giunto infatti fuori casa, alla penultima giornata: 0-4 a Vicenza).
Solo il Mantova non saprà più risollevarsi; anzi, un anno dopo sprofonderà addirittura in serie C, per riemergere dalla quale impiegherà ben 32 anni, prima di un nuovo drammatico crollo.
Andrà meglio, anche se non nell’immediato, al Catanzaro: i giallorossi saliranno nuovamente nel 1976 per ridiscendere subito, ma sarà sufficiente una sola stagione affinché la Calabria possa festeggiare un nuovo ritorno in serie A, questa volta più stabile (cinque stagioni consecutive).
Due anni, infine, impiegherà il Varese per rivedere la massima serie, e soltanto uno per riabbandonarla definitivamente.

Segno tangibile dei tempi nuovi è anche il cambiamento della geografia del calcio italiano. Così come era stato l’anno precedente per la Calabria, alla fine di questa stagione sarà l’Umbria ad assurgere per la prima volta agli onori della serie A grazie alla Ternana, sorprendente vincitrice del campionato cadetto con 50 punti. Retrocessione riscattata prontamente dalla Lazio, seconda ad una lunghezza, e dal suo tecnico Tommaso Maestrelli, che l’anno precedente aveva conosciuto la stessa amara sorte al Foggia. Nessuno può immaginare che per i ragazzacci biancocelesti si profilano all’orizzonte 24 mesi da favola, che porteranno la squadra capitolina a sfiorare lo scudetto appena tornata nella massima serie e a conquistarlo l’anno successivo.
Impiega un anno in più per rivedere il paradiso calcistico, ma alla fine ce la fa anche il Palermo che, a quota 48, completa il terzetto delle promosse.
Splendido quarto con 46 punti il Como di Eugenio Bersellini, con i suoi 36 anni il più giovane allenatore dei campionati professionistici, fino all’ultimo in lizza per un posto tra i moschettieri grazie ad uno strepitoso girone di ritorno. Sorprendente la stagione della neopromossa Reggiana, quinta ad un punto di distacco proprio in virtù del successo casalingo all’ultima giornata contro i lariani.
Per Cesena e Perugia, appaiate a quota 43, prove di promozione che non tarderà ad arrivare: i romagnoli la conquisteranno l’anno successivo, gli umbri dovranno pazientare per altri tre.
A seguire tre squadre a 41 punti, ma con diversi stati d’animo: deluse le neoretrocesse Catania e Foggia, partite con obiettivi di pronta risalita ma mai riuscite ad emergere; soddisfatto il Genoa, lui sì riemerso dall’inferno della serie C nel quale era piombato, autore di un torneo di assestamento in linea con i programmi. Un punto sotto troviamo il Bari, nettamente calato dopo un avvio scoppiettante, seguito a quota 38 da un Brescia rimasto sempre nell’anonimato così come Taranto e Novara, a pari merito a due lunghezze di distanza.
Salvezza tutto sommato tranquilla, in virtù dei 33 punti conquistati, per l’Arezzo; Reggina (29 punti) e Monza (28) hanno invece dovuto lottare fino all’ultimo per evitare la minaccia della retrocessione. L’amaro calice della serie C tocca a Livorno (26 punti), Sorrento (25) e Modena (22). Per i campani del comandante Achille Lauro, già presidente del Napoli che fu, non ci sarà più occasione di risalita; emiliani e toscani, invece, armandosi di santa pazienza torneranno anche in serie A, rispettivamente nel 2002 e nel 2004. Per la cronaca, a Modena non vedevano la massima serie dal 1964 e a Livorno, addirittura, dal 1949; insomma, il gusto di saper aspettare, slogan coniato negli anni ’80 per reclamizzare un whisky scozzese, in questo caso sembra davvero calzare a pennello.

E a questo punto, anche le storie di oggi sono giunte al termine. E quando due storie raccontano di musica e di sport finiscono, inevitabilmente, per fondersi in un’unica grande passione: quella di ciascuno di noi. Musica e sport che talvolta scrivono la storia di un Paese, ma che sempre scrivono ogni nostra piccola o grande storia personale. Storie di quando il valore della musica si misurava ancora con le note e le voci - prima che con le note… spese e le voci… economiche - e di quando il pallone rimbalzava per la legge del calcio piuttosto che per quella del business. Che fare, oggi? Rimpiangere quei tempi perché non ci sono più? No, piuttosto ringraziarli perché ci sono stati, e continuano a vivere in noi. Bisogna guardare al futuro e non al passato? D’ accordo, ma senza passato dov’è il futuro? Capire noi non possiamo; chiamiamole, se vogliamo, emozioni…

Grazie a tutti e a presto.

Boris Boris

Ringraziamo di cuore i nostri Max e Boris Boris, che ritroveremo presto con nuovi post, e vi diamo appuntamento per una nuova pagina di cronistoria radiotelevisiva italiana, fra pochi giorni.

Buona notte e buona settimana a tutti ! ! !
CBNeas

martedì 12 ottobre 2010

Lunedì 12 ottobre 1970



NAZIONALE

meridiana

13,00 INCHIESTA SULLE PROFESSIONI
a cura di Fulvio Rocco
Il venditore
di Claudio Duccini
13,25 IL TEMPO IN ITALIA
BREAK 1 (Parmigiano Reggiano - Olà - Patatine San Carlo - Supershell)
13,30 - 14,00 TELEGIORNALE

18,15 GIROTONDO (Giocattoli Lego - Polivetro - Bambole Furga - Formaggino Prealpino - Penna stilografica Geha)

la TV dei ragazzi

18,18 CENTOSTORIE
Il tavolo, l'asino e lo stivale
di Graziella Civiletti
Con Milena Vukotic, Santo Versace, Antonio Francioni, Walter Cassani
Scene di Franca Zucchelli
Costumi di Andretta Ferrero
Regia di Massimo Scaglione
(Replica)
GONG (Pepsodent - Omogeneizzati Buitoni)
18,45 IMMAGINI DAL MONDO
a cura di Agostino Ghilardi
GONG (Ondaviva - Sottilette Kraft - Industria Armadi Guardaroba)
19,15 POLY E IL DIAMANTE NERO
Il mulino delle allodole
Con Claude Rollet, Marcel Charlan, Christine Aurel, Stephane Di Napoli
Regia di Henri Toulout

ribalta accesa

19,45 TELEGIORNALE SPORT
TIC - TAC (Elementi e batterie Superpila - Biscotti al Plasmon - Castor Elettrodomestici - Super-Iride - Coop Italia - Lyons Baby)
SEGNALE ORARIO
CRONACHE ITALIANE
OGGI AL PARLAMENTO
ARCOBALENO 1 (Manetti & Roberts - Black & Decker - Caffè Splendid)
CHE TEMPO FA
ARCOBALENO 2 (Confezioni Marzotto - Istituto Geografico De Agostini - Grappa Piave - Linfa Kaloderma)
20,30 TELEGIORNALE
Edizione della sera
Direttore Willy De Luca
CAROSELLO
(1) Elettrodomestici Ariston - (2) Confetture Arrigoni - (3) Sambuca Extra Molinari - (4) Ava Bucato - (5) Biscotti Colussi Perugia
I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) Massimo Saraceni - 2) Lacy London - 3) Massimo Saraceni - 4) Pagot Film - 5) Paul Film

21,00 INCONTRO CON FLORESTANO VANCINI
a cura di Fernaldo Di Gianmatteo
LE STAGIONI DEL NOSTRO AMORE
Film - Regia di Florestano Vancini
Int. : Enrico Maria Salerno, Anouk Aimée, Jacqueline Sassard, Gastone Moschin, Valeria Valeri, Checco Rissone
DOREMI' (Scatto Perugina - Marigold Italiana S.p.A. - Gancia Americano - Confezioni Issimo)
22,50 L'ANICAGIS presenta
PRIMA VISIONE
BREAK 2 (Rossignol - Chewing-Gum Las Vegas)
23,00 TELEGIORNALE
Edizione della notte
OGGI AL PARLAMENTO - CHE TEMPO FA - SPORT

SECONDO CANALE

TRASMISSIONI IN LINGUA TEDESCA PER LA ZONA DI BOLZANO

SENDER BOZEN

SENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

19,30 FERNSEHAUFZEICHNUNG AUS BOZEN
Das Herz am rechten Fleck
Volkstumliches Lustspiel von Anton Hamik
Ausfuhrende: Maiser Buhne Meran
Inszenierung: Theo Rufinatscha
Fernsehregie: Vittorio Brìgnole
20,40 TAGESSCHAU

21,00 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE DEL SECONDO PROGRAMMA
INTERMEZZO (Ariel - Gran Ragù Star - Girmi Piccoli Elettrodomestici - Venus Cosmetici - Amaro Ramazzotti - Patatina Pai)
21,15 Programmi sperimentali per la TV
Serie Autori Nuovi
Presenta Ferruccio De Ceresa
LE PAROLE A VENIRE
Sceneggiatura e regia di Peter Del Monte
DOREMI' (Medaglioni di vitello Findus - Neocid 1155 - Fernet Branca - Cletanol)
22,15 2° CENTENARIO DELLA NASCITA DI LUDWIG VAN BEETHOVEN
Concorso pianistico beethoveniano riservato a giovani pianisti italiani
Suonano Fausto Di Cesare e Francesco Maria Trabucco
Presenta Aba Cercato

TSI - SVIZZERA

18,15 Per i piccoli
- MINIMONDO
18,45 LA CASA DI TUTU'
Fiaba
La bucalettere
18,55 CIRCKLEEN
Cartone animato
Gli zingari
19,05 TELEGIORNALE 1a edizione
- TV - SPOT
19,20 QUI E LA'
Rubrica quindicinale di curiosità varie
- TV - SPOT
19,50 OBIETTIVO SPORT
- TV - SPOT
20,20 TELEGIORNALE Edizione principale
- TV - SPOT
20,40 IL CALDERONE
Battaglia musicale a premi condotta da Paolo Limiti
21,05 ENCICLOPEDIA TV
Colloqui culturali del lunedì
ISLAM
Un programma di Folco Quilici
Allah è grande, Maometto è il suo profeta
22,10 LUDWIG VAN BEETHOVEN
II Centenario della nascita
Quartetto op. 18, n.1
22,55 OGGI ALLE CAMERE FEDERALI
23,00 TELEGIORNALE 3a edizione
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Quella del 12 ottobre del 1970 è una serata televisiva in cui il cinema e la cultura la fanno da padroni, ma non manca un tassello della programmazione (nella fattispecie quella della TSI, ovvero l'emittente della Svizzera di lingua italiana) dedicato all'intrattenimento, per giunta atto a suscitare una certa curiosità per la presenza quasi in incognito di un popolarissimo personaggio, impegnato in un ruolo decisamente insolito.
Spieghiamo subito di cosa si tratta: da una settimana viene programmato un gioco a premi a carattere musicale dal titolo Il calderone, la cui ideazione e conduzione si devono a un vulcanico milanese trentenne che nello stesso periodo sta lavorando a fianco di Mike Bongiorno per organizzare il Rischiatutto, il cui secondo ciclo è partito anch'esso nello stesso periodo. Il nome di questo poliedrico personaggio è Paolo Limiti, autore radiotelevisivo e paroliere di canzoni, ma pure spigliato e garbato presentatore (ruolo che riprenderà con maggior fortuna in RAI un quarto di secolo dopo, guidando per sei anni l'appuntamento del pomeriggio dedicato alle musiche e ai personaggi del bel tempo che fu). Avendo già firmato e continuando a firmare testi destinati a essere cantati dalla sua amica e coscritta Mina Anna Mazzini, la quale nel frattempo ha scelto di stabilirsi in Svizzera per motivi personali, Limiti invita appunto la Tigre a Il calderone, suggerendole un ruolo di valletta che Mina, intelligente e autoironica come sempre, accetta di buon grado. Questo curioso impegno della cantante italiana di musica leggera in assoluto più nota e amata non manca di essere stigmatizzato dai periodici di spettacolo e dai rotocalchi, specialmente dall'immancabile TV Sorrisi e Canzoni che pubblica un fotoservizio riccamente illustrato e commentato da Gigi Vesigna:

Mina, presentata al pubblico come Anna Mina Mazzini Crocco, è stata allo scherzo e si è comportata come una Ciuffini qualsiasi. Addirittura ha dichiarato che fare la valletta era il suo sogno segreto di ragazza e che ora si sentiva davvero emozionata: poi, comportandosi veramente da Alice nel Paese delle meraviglie, ha chiesto di vedere da vicino i cantanti ospiti (ci sono tutti i big italiani) e di poter avere il loro autografo. Ha indossato toilettes varie, dalla maxi alla mini, e tra lei e Paolo si sono svolti dialoghi << alla Rischiatutto >>. Ecco - ha detto Limiti - guardate come è bardata stasera la nostra valletta !. E lei: Ma cosa dice signor Paolo, non sono mica un cavallo !.

(da Gigi Vesigna, MEGLIO FARE LA VALLETTA, TV Sorrisi e Canzoni n. 42/1970, pag. 29).

Ben più impegnativa è la proposta cinematografica della RAI per quel lunedì sera. Prosegue il ciclo dedicato a un regista italiano tra i più prolifici dell'ultima generazione, quell'artigiano di nome Florestano Vancini che ha tentato ogni tipo di genere destinato al grande schermo (anche lo spaghetti - western, ribattezzandosi per l'occasione Stan Vance) e che più avanti girerà pure molti sceneggiati per la TV (alla quale aveva detto no all'ultimo momento per una riduzione del romanzo Le terre del Sacramento di Francesco Iovine, poi affidata a Silverio Blasi e andata in onda proprio poche settimane prima di questa personale vanciniana). La pellicola stavolta in onda è piuttosto recente, del 1965 -'66, s'intitola Le stagioni del nostro amore ed è un non banale tentativo di riunire ragione e sentimento, l'alienazione rovescio della medaglia del progresso e la confusa ed insicura ricerca dell'amore. Il tutto ambientato nella provincia italiana, esattamente a Mantova, crocevia padano tra Lombardia, Veneto ed Emilia. Protagonista di questa storia è Vittorio (Enrico Maria Salerno), un giornalista che si separa dalla moglie e da Milano si sposta nella sua Mantova, ove ritrova molti amici e conoscenti di un tempo, tra cui la sua ex fidanzata, Francesca (Anouk Aimée), adesso diventata una placida signora borghese che non riesce a comprendere i problemi dell'uomo e finisce con l'insultarlo spietatamente. Eccovi il momento cruciale dell'incontro - scontro tra Vittorio e Francesca (l'edizione da noi trovata è sporcata da sottotitoli inglesi, ma non c'era altro a disposizione su YouTube):

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L'umiliazione patita lascia il segno sul giornalista, il quale, in occasione di una serata in balera, avvampa d'ira e rovescia i tavoli del locale. Successivamente, mentre va via dopo aver pagato i danni, Vittorio viene chiamato da una sorridente ragazza presente che gli restituisce un oggetto perduto durante il violento sfogo di rabbia di qualche minuto prima. Un sorriso che invita alla speranza per un domani migliore nella vita di quella persona così tormentata; un finale ottimistico dopo un'ora e mezza di problematiche situazioni vissute dallo spettatore assieme al protagonista dell'intreccio.

Il nostro intervento odierno finisce qui. Ci ritroveremo prestissimo con un'altra pagina - diario della grande storia degli anni ruggenti della radiotelevisione italiana (1953 / 1983 - '84).
Grazie e buona notte a tutti ! ! !
CBNeas

lunedì 11 ottobre 2010

Mercoledì 11 ottobre 1967



NAZIONALE

17,30 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE
Edizione del pomeriggio
GIROTONDO (Lebole - Dolcificio Lombardo Perfetti - Bambole Furga - Biscotti Bovolone)

la TV dei ragazzi

17,45 LANTERNA MAGICA
Programma per i più piccini
Presenta Silvia Torroni
Realizzazione di Elena Amicucci
18,15 LE AVVENTURE DEL GATTO SILVESTRO
Spettacolo di cartoni animati
Prod. Warner Bros

ritorno a casa

GONG (Super Amido Dip - Alka Seltzer)
18,45 MADAME CURIE
dal libro di Eva Curie edito da Mondadori
Riduzione televisiva e dialoghi di Alfio Valdarnini
Con Ileana Ghione, Mila Vannucci, Raoul Grassilli
Scene di Pino Valenti
Costumi di Antonio Hallecher
Regia di Guglielmo Morandi
(Replica del 1966)

ribalta accesa

19,45 TELEGIORNALE SPORT
TIC - TAC (Rizzoli Editore - Crema Elah - Piaggio-Vespa - Stufe Warm Morning - Grappa Vite d'Oro - Olio d'oliva Carapelli)
SEGNALE ORARIO
NOTIZIE DEL LAVORO E DELL'ECONOMIA
CRONACHE ITALIANE
OGGI AL PARLAMENTO
ARCOBALENO (Moplen - Magnesia Bisurata Aromatic - Brandy Vecchia Romagna - Fazzoletti Vima - Tortellini Bertagni - CGE)
PREVISIONI DEL TEMPO
20,30 TELEGIORNALE
Edizione della sera
Direttore Fabiano Fabiani
CAROSELLO
(1) Riello Bruciatori - (2) Lacca Cadonett - (3) Formaggio Certosa - (4) Omo - (5) Motta
I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) Bruno Bozzetto - 2) Studio K - 3) Recta Film - 4) Film - Iris - 5) Guicar Film

21,00 MEMORIE DEL NOSTRO TEMPO
Un programma di Hombert Bianchi
Realizzazione di Amleto Fattori
Primavera d'ottobre
22,00 MERCOLEDI' SPORT
Telecronache dall'Italia e dall'estero
CRONACA REGISTRATA DI UN TEMPO DI UNA PARTITA DELLE COPPE EUROPEE DI CALCIO
23,00 TELEGIORNALE
Edizione della notte

SECONDO CANALE

TRASMISSIONI IN LINGUA TEDESCA PER LA ZONA DI BOLZANO

SENDER BOZEN

VERSUCHSENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

20,00 TAGESSCHAU
20,10 - 21,00 LARAMIE
Cory, der Indianer
Wildwestfilm
Regie: James P. Yarbrough

21,00 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE
Edizione del 2°
21,10 INTERMEZZO
(Ferrero Industria Dolciaria - Grappa Piave Landy Fréres - Dentifricio Colgate - Tortellini Fioravanti - Coldinava - Bipantol)
21,15 GASSMAN - TOGNAZZI - TV
CRIMEN
Film - Regia di Mario Camerini
Prod. : De Laurentiis
Int.: Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Nino Manfredi, Dorian Gray, Franca Valeri, Silvana Mangano
Presentazione di Gian Luigi Rondi
23,00 PANORAMA ECONOMICO
Settimanale di inchieste e opinioni

TSI - SVIZZERA

17,00 LE CINQ A SIX DES JEUNES
Ripresa diretta in lingua francese della trasmissione dedicata alla gioventù e realizzata dalla TV romanda
Un programma a cura di Laurence Hutin
19,15 TELEGIORNALE - 1a edizione
19,20 SOPRAVVIVENZA
Gli esploratori del Nilo
Documentario realizzato da Stanley Joseph
19,45 TV - SPOT
19,50 IL PRISMA
TICINO D'OGGI
Vallemaggia 1967
Realizzazione di Bruno Soldini
20,15 TV - SPOT
20,20 TELEGIORNALE Edizione principale
20,35 TV - SPOT
20,40 PRIMA DI SERA
Film - Regia di Pietro Tellini
Int. : Paolo Stoppa, Giovanna Ralli, Lyla Rocco
22,10 PROGRESSI DELLA MEDICINA
I REUMATISMI
Dibattito a cura di Bruno Soldini
Trasmissione realizzata in collaborazione con l'Ordine dei Medici del Canton Ticino
23,00 TELEGIORNALE 3a edizione
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Dopo un paio di settimane di post radiofonici, ritorniamo a parlare di TV, della grande TV dei tempi d'oro, e lo facciamo con il nostro Sergio Mannu, il quale prende spunto dai propri ricordi d'infanzia per raccontarci come i giovanissimi vivevano l'approccio con il mezzo televisivo attraverso certi immancabili rituali quotidiani, riscontrabili un giorno qualsiasi degli anni Sessanta o dei primissimi Settanta (l'11 ottobre 1967 è una data campione concordata insieme).
Buona lettura a tutti e arrivederci al nostro prossimo intervento.
CBNeas


IL POMERIGGIO TELEVISIVO DI UNO SCOLARETTO DEGLI ANNI ’60

La giornata di un bambino dei nostri tempi è piena quanto quella di un manager d’alto rango: scuola il mattino, tempo pieno il pomeriggio, più una nutrita serie di attività parascolastiche che variano dalla scuola di calcio per i maschietti alla scuola di danza per le femminucce, senza contare i corsi di lingua inglese, di nuoto, di chitarra, di Latin Dance, di arti marziali e chi più ne ha più ne metta. Tutte cose meravigliose, non c’è che dire. Eppure ci fu un lontano tempo felice in cui un bambino non era un adulto in miniatura, vittima precoce dello stress e della competitività più accesa, ma doveva semplicemente vivere in libertà la gioiosa spensieratezza dei suoi anni. Era il tempo in cui i bambini giocavano tra loro e si divertivano un mondo pur con le poche possibilità offerte da un’epoca in cui le playstations non erano nemmeno nella testa del più ardito autore di romanzi fantascientifici. Nella bella stagione, i giochi all’aria aperta la facevano da padroni, allietando i giardini pubblici e i cortili delle case di quel leopardiano lieto romore che oggi pare del tutto scomparso. Nella restante parte dell’anno, le attività ludiche dovevano necessariamente modificarsi ed è così che uno scolaro degli anni ’60, soprattutto nelle grandi città, vedeva nella sua vita quotidiana una ben maggiore presenza della radio e soprattutto della televisione come impagabili protagoniste delle sue ore di svago.
Arrivato a casa da scuola e consumato il pranzo preparato con amore dalla mamma, il bambino degli anni ’60 attendeva ai compiti e alle lezioni per il giorno dopo, pregustando il ricco programma che lo attendeva dalle quattro del pomeriggio in poi. Alla radio, sul Nazionale, era difatti previsto il Programma per i ragazzi, che portava in scena racconti adatti alla giovane età degli ascoltatori e interpretati dai bravissimi attori che all’epoca onoravano il nostro teatro. Alle 17:15 la mamma accendeva il televisore tramite lo stabilizzatore, misterioso apparecchio consigliato dal tecnico di famiglia per evitare che gli sbalzi di tensione danneggiassero le delicate valvole termoioniche dei televisori in bianco e nero. Prima di poter vedere e udire qualcosa erano necessari circa dieci minuti di riscaldamento, per cui il tempo morto era meticolosamente utilizzato per la preparazione della merenda. Ecco, all’improvviso compare il monoscopio col suo sibilo, che cessa poco dopo seguito da ariose melodie eseguite da grandi orchestre internazionali. Si alza il volume e tra un Holiday for string dell’Orchestra Arturo Mantovani o un Cocktail for two eseguito da Toots Thielemans e il suo complesso, lo scolaretto anni ’60 consuma con appetito la sua frugale merenda. Oggi, mercoledì 11 ottobre 1967, lo chef consiglia: fetta di pane riccamente spalmata di Nutella Ferrero o cremifrutto Althea o formaggino Mio; in alternativa, panino con merenda Citterio a base di salame Milano già affettato. Il tutto innaffiato da generose quantità di succo di frutta Yoga Massalombarda o Derby, pensando al suo equino testimonial cui, vitaccia cavallina, manca sempre la fatidica parolina. Scompare il monoscopio e un brivido d’inquietudine attraversa la schiena del piccolo spettatore: le note conclusive del Guglielmo Tell di Rossini danno il via, su una coreografia di nubi che s’intrecciano con sinuose onde elettromagnetiche, all’inizio delle trasmissioni pomeridiane.

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Ancora un attimo di silenzio con i due ovali intrecciati su cui campeggia la scritta RAI – Radiotelevisione Italiana ed ecco il Telegiornale del Pomeriggio alle 17:30 in punto. Pochi e agili servizi, tra cui quello immancabile sulla moda a cura di Bianca Maria Piccinino e lo scolaretto gongola di gioia con la festante sigla di Girotondo, programma pubblicitario specificamente indirizzato ai ragazzi. La sola sigla di Girotondo è un inno all’allegria: rappresenta difatti l’intelaiatura di un globo terrestre che, ruotando su se stesso, si ricopre di figurine assortite su una saltellante musichetta che è tutta un programma. L’elegante uomo in Lebole Armando Francioli, le caramelle Pip della Perfetti, …le + belle bambole del mondo… prodotte dalla Furga e i buonissimi biscotti Pala D’Oro della Bovolone di Verona segnano l’inizio di un pomeriggio di favola.

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L’annunciatrice, bella come un angelo, presenta il programma odierno: il contenitore Lanterna magica indirizzato ai più piccini seguito nientemeno che da uno spettacolo di cartoni animati di Gatto Silvestro. Buon divertimento !, ella dice ammiccando dal piccolo schermo e il bambino guarda radioso la sua mamma che, sorridendo divertita, condivide con lui quella gioia semplice e autentica. Gioia che, se possibile, cresce ancor più con la deliziosa sigla della TV dei Ragazzi, costituita dal girotondo di tanti bambini e bambine ritagliati dalla carta del giornale, che si tengono per mano sulle note di un motivetto originalissimo dal ritmo via via diverso nel corso dell’esecuzione. Le buffe avventure del gatto maldestro e dei suoi amici si snodano su irresistibili episodi musicali eseguiti da orchestrine “vaudeville” e scorrono via veloci, dolci e carezzevoli come una coppa di panna montata.

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In un attimo si sono fatte le 18:30, ora del ritorno a casa come indicava il Radiocorriere TV. C’è ancora tempo per vedere il programma pubblicitario Gong e la sua petulante sigla, con un misirizzi che fuoriesce all’improvviso da un cubo decorato con disegni infantili. Poiché la mamma compra ogni settimana il Radiocorriere, il bimbo sa che tra gli inserzionisti odierni ci sarà Dip, il super amido permanente di cui egli tanto apprezza il divertente jingle. A seguire, l’Alka Seltzer col suo insistente e stentoreo: Avete mangiato troppo: come diventa nera la vita. Sentirsi male è sentirsi soli !, di cui non comprende la ragione essendo, beato lui, in grado di digerire anche i sassi.

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Alle 18:45, come si costumava all’epoca, il televisore viene un po’ malinconicamente spento per lasciar posto alla radio, all’epoca non meno popolare di quanto fosse la tv. Mentre in casa si diffonde la vaporosa fragranza di una buona minestra di verdura, vari programmi culturali e d'attualità si alternano fino alle 19:30, quando il notiziario Radiosera fa il suo autorevole ingresso annunciato da una sigla che evoca minacciosi tempi di guerra. Il papà, nel frattempo, è rientrato a casa e la famigliola si asside al desco, ascoltando in rigoroso silenzio le notizie del giorno. Il bambino degli anni ’60 non ama molto Radiosera, perché durante la sua trasmissione non deve volare una mosca. Per fortuna, alle 20:00 il televisore viene nuovamente acceso giusto in tempo per vedere un pezzo di Cronache italiane, che al papà e soprattutto alla mamma piace tanto. Purtroppo, dopo l’allegra sigla di chiusura, a Cronache italiane fa seguito il letargico Oggi al Parlamento, che ha da poco sostituito il non meno noioso La giornata parlamentare. Alle 20:20 è il momento di Arcobaleno, succinta anticipazione di Carosello che per il bambino degli anni ’60 rappresenta l’ultimo ma irrinunciabile divertimento della giornata. Gli spot dell'11 ottobre di 43 anni fa prevedono la presenza del simpatico Gino Bramieri per il Moplen, una pedante zietta-cuoca per i tortellini bolognesi Bertagni, gli anonimi fazzoletti Vima e la magnesia bisurata Aromatic di cui egli non comprende il perché del nome. Solo con gli anni arriverà a scoprire che il termine bisurata ha antiche origini latine: bis urata, ovvero due volte bruciata data la particolare tecnica di preparazione.

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Le previsioni del tempo, che mostrano in più riquadri l’animazione delle principali condizioni meteorologiche (sereno, pioggia, neve, vento), suscitano nel bambino un inaspettato interesse, forse anche grazie alla sigla dalla sonorità misteriosa e impalpabile. Ecco poi il Telegiornale della Sera, più severo che mai, con la sua sigla animata in apertura e fissa in chiusura. Al bimbo, poco attento alle notizie, piace invece vedere le lettere della parola Telegiornale che partono dal globo terrestre e s’incidono nel cielo a caratteri cubitali grazie alle onde elettromagnetiche irradiate da un traliccio.
Finalmente, alle 21, il tanto sospirato Carosello

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Il primo siparietto è dedicato a uno dei personaggi preferiti dal bambino, l’indianino Unca Dunca che, pubblicizzando con la sua voce roca le stufe e i bruciatori Riello, faceva la sua comparsa nel periodo fine settembre - inizio ottobre, portando un po’ di allegria a compensare la naturale malinconia del primo periodo autunnale. Creato da Bruno Bozzetto, con la sua ineffabile simpatia Unca Dunca riuscirà a rimanere nella memoria collettiva non meno di Calimero, del cavallo bianco Vidal (che esordirà l'anno dopo), di Caio Gregorio e di tantissimi altri personaggi della pubblicità d’antan.


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Come per quello di Unca Dunca (novità al posto della storica colonna sonora di Enzo Jannacci), al grande compositore Franco Godi tocca pure il jingle del successivo carosello in scaletta, ovvero Lei, Cadonett, fissa morbido morbido, definita dallo scrittore Tommaso Labranca lacca di sinistra per il suo prezzo popolare a differenza della costosa ed altezzosa Elnett Satin, lacca di destra con ovvie origini parigine. I successivi tre caroselli, dedicati alla Certosa Galbani con Johnny Dorelli, al detersivo Omo orfano del magico zio Beniamino e al caffè Miscela dell’amicizia di produzione Motta, si defilano tra la noia ed anche un pizzico di sonno. Pochi minuti ancora e dopo la sigla conclusiva con l’elenco dei prodotti presentati, il bambino degli anni ’60 va a dormire non senza un pizzico di malinconia, mentre la sua mamma gli ricorda, dopo aver recitato insieme le preghiere della sera, che il giorno dopo dovrà andare a scuola e avere la mente fresca e distesa. Per fortuna, quella sera è in programmazione il severo Memorie del nostro tempo a cura del giornalista Hombert Bianchi dall’inquietante nome di origine straniera, per cui ficcarsi sotto le lenzuola al militaresco ritmo della frase: Dopo Carosello, irt, una volta tanto, non sarà così spiacevole…

Sergio MANNU