domenica 31 luglio 2011

Lunedì 27 luglio 1964 (Aggiunta)



In via eccezionale, complice un improvviso ritrovamento su YouTube, ecco questa breve appendice al dettagliato post sulle trasmissioni televisive del 27 luglio 1964, in particolare sullo spettacolo Incontro a Roma, rassegna di cantanti RCA presentati da Mike Bongiorno nel corso di una serata all'Hotel Hilton di Roma. Ci siamo imbattuti in questa che, nell'economia del nostro discorso, ci sembra una vera e propria chicca: qualcuno, quella sera, aveva piazzato la propria cinepresa 8mm (o Super 8 ? Non ce ne intendiamo...) all'altezza del televisore, filmando alcune scene tratte da questo spettacolo e registrandone l'audio in separata sede. Quel qualcuno doveva essere un fan del povero Luciano Vieri: infatti se ne ascolta la voce, impegnata sia nel provino de La casa del sole registrato pochissimi giorni prima di quella sciagurata domenica di fine autunno, sia in Torno a pregare, con tanto di presentazione del buon Mike. Mentre scorrono le immagini, sfilano rapidamente, oltre allo sfortunato cantante romano, artisti come Anna Maria, Gianni Morandi, Michele, Gino Paoli e lo stesso Bongiorno: il tutto coronato dai titoli di coda di un programma che forse la RAI non ha più nel proprio archivio - anche se, grazie a uno dei brillanti topi di videoteca che conosciamo, ossia quel Christian Calabrese le cui scelte nobilitano Da da da... (onore al merito !), non escludiamo che le immagini di questo showcase siano miracolosamente riapparse, consegnando ai posteri uno spaccato di quella felice stagione canzonettistica - .

Vi proponiamo allora questo filmato amatoriale e vi diamo appuntamento al nostro prossimo intervento, che si svilupperà nella maniera consueta.

Buon proseguimento di giornata ! ! !

CBNeas


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mercoledì 27 luglio 2011

Lunedì 27 luglio 1964



NAZIONALE

la TV dei ragazzi

18,00 - 19,30 ALADINO
Favola araba adattata per la televisione da Rex Tucker
Traduzione e riduzione di Edoardo Anton
Con Davide Montemurri, Franco Coop, Josè Greci, Enrico Glori, Silvia Monelli, Ignazio Colnaghi, Franco Morgan
Scene di Filippo Corradi Cervi ed Ennio Di Majo
Costumi di Ebe Colciaghi
Regia di Vito Molinari

ribalta accesa

20,00 SEGNALE ORARIO
TIC - TAC (Erbadol - Invernizzi Porcellino - Caramelle Dufour - Meraklon - Rabarbaro Zucca - Superinsetticida Grey)
TELESPORT
ARCOBALENO (Società Mellin - Pirelli-Sapsa - Olà - Olio Dante - Prodotti Singer - Signal)
PREVISIONI DEL TEMPO
20,30 TELEGIORNALE
della sera
Direttore Giorgio Vecchietti
20,50 CAROSELLO
(1) Motta - (2) Bel Paese Galbani - (3) Stock 84 - (4) Gillette
I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) Paul Film - 2) Recta Film - 3) Cinetelevisione - 4) Ondatelerama

21,00 INCONTRO A ROMA
Spettacolo musicale con Charles Aznavour, Sergio Endrigo, Nico Fidenco, Michele, Gianni Morandi, Gino Paoli, Neil Sedaka, ecc.
Presenta Mike Bongiorno
Regia teatrale e coreografie di Dario Doria
Ripresa televisiva di Fernanda Turvani
22,05 NUOVI INCONTRI
Un'ora con Georges Simenon
a cura di Pio De Berti Gambini
Interviste di Giorgio Vecchietti
Regia di Franco Morabito
23,00 TELEGIORNALE
della notte

SECONDO

21,00 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE
Edizione del 2°
21,10 INTERMEZZO (Alemagna - Frigoriferi Atlantic - Williams Aqua Velva - Ava per lavatrici Extra)
21,15 Lotta ai gangsters
Temi e figure del gangsterismo visti dal cinema americano
a cura di Giulio Cesare Castello
Stasera:
LA GANG
Film - Regia di John Cromwell
Prod. : R.K.O.
Int. : Robert Mitchum, Elizabeth Scott
22,40 NOTTE SPORT
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Quando si pensa alle belle, calde estati italiane (non certo questa pallida primavera prolungata, con tutti i capricci del caso e i presagi dell'autunno sempre più vicino, che stiamo vivendo), i primi flashes che si accendono nella nostra mente sono sempre gli stessi: gli anni Sessanta, ogni spiaggia stracolma di gente, un juke - box o un mangiadischi, tantissime canzoni.
Proprio di musica leggera parliamo nel post che abbiamo preparato questa volta per voi, tuffandoci (è proprio il caso di dirlo) nella spensierata, ricchissima estate canora del 1964, sicuramente la più prolifica e fors'anche la più rivoluzionaria, proprio per il consolidarsi di una fetta di pubblico ben definita tra i fans dei cantanti e gli acquirenti dei dischi: gli adolescenti. Il solco tracciato da Rita Pavone, Gianni Morandi e Gigliola Cinquetti, con la complicità di artiste d'Oltralpe (Françoise Hardy prima fra tutte), viene difeso da tantissime voci nuove, fresche, giovani che si affacciano a frotte alla ribalta canora: molte di esse rimarranno in auge anche negli oltre quattro decenni che seguiranno, fagocitate dal riflusso e dalla riscoperta di quell'irripetibile stagione.
La sera di lunedì 27 luglio 1964, il Nazionale TV manda in onda la parte conclusiva di uno spettacolo che la sempre più forte filiale italiana del colosso discografico americano RCA Victor ha messo in scena un paio di mesi prima nel salone della sede romana dell'Hotel Hilton, avvalendosi non solo della partecipazione di big e nuove leve sotto contratto con la prestigiosa casa, ma anche di un presentatore degno di tale occasione: Mike Bongiorno, venuto apposta da Milano dopo aver registrato una puntata del suo seguitissimo gioco televisivo a premi La fiera dei sogni, che in quel periodo dà spazio a molti debuttanti nel vorticoso mondo della canzone italiana (e di cui purtroppo, come ben sapete - ne parlammo a lungo l'anno scorso - , non esistono più immagini in archivio). Questo showcase è introdotto addirittura da una sigla musicale composta per l'occasione, intitolata Incontro a Roma (proprio come l'evento ripreso dalle telecamere guidate dalla brava regista italo - francese Fernanda Turvani) ed eseguita dallo stesso autore, Luis Enriquez Bacalov, arrangiatore di punta della RCA assieme ad Ennio Morricone e, a tempo perso, dedito alla sperimentazione di un rudimentale sound elettronico:

zSHARE - incontro a roma _rca 64_-luis enriquez.mp3

Largo ai giovani, quindi: c'è una speciale linea che li raggruppa tutti ed è denominata ARC, in quanto l'auspicio è che, con i loro primi dischi, questi ragazzi possano scoccare la giusta freccia per fare centro. Teddy Reno, Sergio Bardotti, Nico Fidenco, Nanni Ricordi, Carlo Rossi sono solo alcuni membri di questa ricca congerie di talent-scouts molto avveduti, pronti a puntare su personaggi originali o comunque in grado di catturare facilmente l'attenzione degli ascoltatori. La serata si apre proprio con una creazione di Teddy Reno, il quale ha dato l'imprimatur per la formazione di un piccolo, ma sicuramente agguerrito complesso di ragazzi romani, guidato da un giovane esperto chitarrista, Enrico Ciacci, fratello di Little Tony e apprezzato turnista, e rafforzato da due ex - collettoni di Rita Pavone, Fabrizio Brunetti e Massimo Camilletti, dalla brava Anna Maria Izzo (che già reclamizza il Cornetto Algida in Carosello assieme a quattro ragazzotti di Londra che si fanno chiamare The Rokes e di cui si parlerà molto presto) e dalle sorelle Laura e Marisa Fionda, che in precedenza si erano messe in luce come ragazzine prodigio, impegnate in un duo di canto e chitarra (le Primavera) che si esibiva spesso in giro per Roma. Il sestetto si fa chiamare La Cricca e, strizzando l'occhio al nuovo ballo che sta conquistando i ragazzi di tutto il mondo, propone Il surf delle mattonelle:

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E' poi la volta di una voce interessantissima, quella di Luciano Gentile: smessi i panni del rocker Jean Luk (che si spacciava per americano), il diciannovenne Gentile diventa Luciano Vieri e, prodotto da Nico Fidenco, colpisce gli ascoltatori più giovani e sensibili con la non disprezzabile Torno a pregare, versione italiana di Standing in the shadows, un brano del cantante afroamericano Kenny Gamble:

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Mentre La Cricca, anche dopo vari cambiamenti di organico, uscirà presto di scena (eccezion fatta per Enrico Ciacci, ancor oggi chitarrista del più noto fratello Antonio, e per la Izzo, che andrà avanti fino ai primi anni '70 come cantante solista: una delle sorelle Fionda, invece, diventerà proprietaria di un importante negozio di dischi sito al centro di Roma), Luciano Vieri dovrà fare i conti con il Fato ben presto, rimanendo vittima di un pauroso incidente d'auto nel novembre successivo: molte adolescenti del tempo, che pronosticavano un sicuro successo per il giovanotto, lo piangeranno a lungo e magari, alcuni anni dopo, gli dedicheranno toccanti romanzi (Deviazione al 14° della giornalista, poetessa e narratrice romana Patrizia Alò), rendendo omaggio proprio alla stagione musicale che stiamo per l'appunto rivisitando in queste righe.

La serata registrata a fine maggio all'Hilton e messa in onda il 27 luglio 1964 prosegue con un'eterna promessa della canzone, quell'Anna Maria Ramenghi che, dopo aver vinto a Castrocaro nel 1961 e aver inciso alcuni dischi di canzoni altamente melodiche, si converte allo yè-yè e registra un motivetto scritto proprio dai succitati Rokes dal titolo Il ragazzo del mio palazzo:

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Il cantautore fiorentino Riccardo Del Turco, sfortunato partecipante al primo Disco per l'Estate organizzato dalla RAI con la pur bella Dimmi se vuoi, decide di cambiare obiettivo di promozione e punta sul lato B del 45 giri in questione, la piacevole M'hanno detto che, scritta assieme al cognato Sergio Endrigo e all'amico Gianni Meccia:

zSHARE - 05 RICCARDO DEL TURCO M_HANNO DETTO CHE.mp3

Non riesce a sfondare completamente la spezzina Rosanna Negri, in arte Rosy, anche se il suo 45 giri uscito nel precedente inverno, La prima festa che darò, ha avuto una discreta eco. Ad ogni modo, la pupilla di Enrico Polito (che diventerà pure suo marito) si propone con un'orecchiabile e frizzante canzone dal titolo Tutto l'amore del mondo :

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E siamo alla canzone - simbolo dell'estate 1964, definitiva consacrazione come cantante melodico di quel Gianni Morandi che fino a quel momento si era fatto notare più che altro con brani abbastanza intonati alla propria condizione di diciottenne e che, con la travolgente In ginocchio da te, faticosamente orchestrata da Ennio Morricone (il quale, in fase di realizzazione, non credeva in quell'introduzione dialogata tra pianoforte e archi, ritenendola una stronzata, al contrario di Franco Migliacci, che la considerava a ragione come vero punto di forza del motivo), ora dà una sterzata al proprio genere, aprendo una strada che lo porterà a diventare, almeno nei cinque - sei anni che seguiranno, la voce maschile italiana di musica leggera più amata e popolare. Vittoria al Cantagiro; un milione di copie vendute; versioni in spagnolo, francese, inglese (in questo caso nell'interpretazione di Neil Sedaka); un musicarello
cinematografico galeotto, non foss'altro perchè segnerà l'incontro di Morandi con Laura Ephrikian; una canzone che oggi porta benissimo i propri 47 anni:

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Arriva da Perugia, ha 22 anni e, vuoi per seri studi pianistici e linguistici, vuoi per una certa raffinatezza nella scelta delle canzoni da lei interpretate, composte assieme alla musicista bolognese Loredana Ognibene e arrangiate impeccabilmente da Ennio Morricone (fa fede Diario di una sedicenne, forse il primissimo concept album uscito da noi), si porta addosso l'etichetta di cantante impegnata: eppure il Cantagiro è la competizione in cui ella, Donatella Moretti, si esprime al meglio. Per l'edizione 1964 è Gino Paoli a regalarle una propria canzone, La legge dell'amore:

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Anche gli artisti stranieri più importanti, siano essi provenienti dalla casa madre newyorkese o più semplicemente da etichette distribuite dalla RCA solo per il mercato italiano, non si lasciano sfuggire la ghiotta opportunità di pubblicare un disco nella nostra lingua. Neil Sedaka è stato, assieme a Paul Anka (che in questi giorni compie 70 anni), il primo esponente della pop music d'Oltreoceano a incidere regolarmente canzoni in italiano: anzi, per lui l'Italia è stato il Paese più ricco di trionfi, proprio mentre negli States le cose cominciavano ad andare meno bene di prima (ne è prova il grosso successo de La terza luna e de I tuoi capricci nel corso del 1963: due brani scritti da Franco Migliacci e Luis Bacalov e inevitabilmente tradotti in lingua inglese per il pubblico statunitense). Per l'estate 1964 Sedaka punta su un motivo di qualche anno prima, Another day, another heartache, che fa tradurre e riarrangiare dai fidi autori di cui sopra: ne viene fuori La notte è fatta per amare, titolo destinato a diventare proverbiale e quindi nuovo successo made in Italy per il cantante e pianista di Brooklyn (il quale, come ringraziamento nei riguardi del buon Migliacci, affiderà poi ad Howard Greenfield il testo inglese della già ricordata In ginocchio da te ):

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Oggi Neil Sedaka, da buon nonno, ha ripreso e adattato alcuni vecchi successi, cambiandone i testi e destinandoli ai più piccoli: un'operazione molto carina (ben visibile su YouTube) che suggeriamo alle maestre impegnate nell'insegnare le prime nozioni della lingua inglese ai bambini, pur se il relativo CD è disponibile solo d'importazione (il titolo è Waking up is hard to do, naturalmente ispirato a Breaking up is hard to do, ovvero la nostra Tu non lo sai):

Da qualche tempo Eddie Barclay ha firmato un contratto di esclusiva per l'Italia con la RCA per la distribuzione dei dischi pubblicati dalla sua casa: ne deriva che anche il grande chansonnier Charles Aznavour viene a Roma a incidere le versioni italiane dei propri successi, raccolte in due LP usciti nel giro di pochi mesi. E' solo l'inizio di una lunga fase nostrana per l'artista di origine armena, ben supportato da parolieri come Sergio Bardotti e soprattutto Giorgio Calabrese, che sicuramente sanno interpretare meglio degli altri le inquietudini del personaggio, adattandole ad arte per la fruizione degli ascoltatori del Bel Paese. La prima grossa affermazione in lingua italiana di Aznavour si deve però alla penna di Mogol: La mamma, canzone tristissima che fa piangere in massa il pubblico. Questa drammatica storia, ambientata, come specifica il testo originale francese, proprio nel nostro Mezzogiorno, è fonte d'ineffabile commozione ovunque la si ascolti e in qualsiasi lingua la si canti... l'importante è che la interpreti Aznavour e solo lui (tempo dopo ci avrebbe provato nientemeno che Ray Charles - For mama - : sarebbe stato meglio se The Genius avesse trovato qualcosa di diverso, invece di ostinarsi a dare una chiave blues a una canzone sin troppo europea sotto il profilo stilistico):

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Mentre Rita Pavone conquista gli Stati Uniti, supportata da un adeguato repertorio in lingua inglese, l'America ci manda la sua locale replicante, una sedicenne di origini italiane, Margherita Bonavia, che però usa quale nome d'arte il tipicamente yankee Little Peggy March. Voce un po' nasale, dizione italiana (ovviamente) non perfetta, Margherita - Peggy (reduce da un'avventurosa partecipazione a Sanremo in coppia con Claudio Villa) le tenta tutte per conquistare gli italiani, ma non ce la farà. Le andrà molto meglio in Germania, ancor oggi sua seconda patria. Comunque sia, per la canzone da lanciare nell'estate 1964 si scomodano Franco Migliacci, Bruno Zambrini ed Ennio Morricone per l'arrangiamento: Gli occhi tuoi sono blu.

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Nico Fidenco, ogni disco un successo: così la RCA, nel 1962, pubblicizzava l'attività del cantautore romano (ma d'origine abruzzese per parte di padre e piemontese per parte di madre). Dai tempi di What a sky ! e Legata a un granello di sabbia, quasi tutti i brani lanciati da Domenico Colarossi alias Nico Fidenco, appunto, hanno raggiunto i primi posti delle classifiche. La cosa si ripete puntualmente nel 1964 grazie a Con te sulla spiaggia , partecipante al primo Disco per l'Estate RAI. Poichè il regolamento della manifestazione impone l'esecuzione dei motivi partecipanti solo all'interno delle apposite vetrine radiotelevisive, per Incontro a Roma Fidenco prepara il lato B del 45 giri, Mi devi credere, brano ugualmente valido che ricalca un po' nello stile Se mi perderai dell'anno prima:

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Sergio Endrigo è visibilmente stufo della politica che certi dirigenti RCA seguono: per ragioni di fatturato e di immagine, spesso vengono imposti ai cantanti motivi poco graditi, lontani anni luce dalla mentalità del singolo artista. Così, quando gli viene chiesto di incidere in italiano Warum, nur warum di Udo Jurgens, il cantautore di Pola, che ha sempre ben figurato seguendo un certo discorso, risponde picche in difesa della propria indipendenza e fa già sapere che non rinnoverà il contratto, ormai in scadenza (si accaserà alla Fonit - Cetra, che grazie a lui svecchierà il proprio parco artistico, sin troppo basato sulla tradizione... e poi c'è Domenico Modugno che a propria volta va via: serve quindi un cantautore). Ci sono ancora dei dischi da incidere prima di lasciare la RCA: la proposta estiva è all'insegna del riciclaggio (anche se il termine non è ancora di moda), constando di una canzone già nota, essendo uscita nel 1962, inclusa nel primo LP endrighiano. Basta solo rinfrescare l'arrangiamento e ricantarla, et voilà... ecco a voi La dolce estate:

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Gianfranco Michele Maisano, vigevanese trapiantato a Genova e più noto semplicemente come Michele, continua a convincere per il suo timbro vocale, risultando molto più di un banale imitatore italiano di Elvis Presley. Dopo Se mi vuoi lasciare , Ridi (ossia Free me di Johnny Preston, nota in spagnolo come Dame felicidad grazie al messicano Enrique Guzmàn) e un gustoso primo LP, Michele si affida a una composizione dei due fratelli Revèrberi, raramente attivi insieme: Ti ringrazio perchè.

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Per la prima volta Gino Paoli, che sfoggia un paio di inattesi baffoni, incide un brano americano, per il quale scrive il testo italiano assieme a Sergio Bardotti: Your other love di Claus Ogerman, portato al successo da Connie Francis l'anno prima e curiosamente inciso quasi subito in versione tedesca (Mein guter stern) nientemeno che dalla nostra Mina (disco però rimasto inedito in Italia). Sulla base di un arrangiamento molto originale di Ennio Morricone, ecco Lei sta con te (trent'anni dopo, il genovese Francesco Baccini la riprenderà a tempo di reggae, dando vita a una versione gradevolissima e ancor oggi meritevole):

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Da poco è arrivato alla RCA un giovane produttore, scrittore e musicista emiliano, Paolo Dossena: la sua conoscenza del francese gli permette di lavorare bene con i cantanti sia della Barclay che della Victor transalpina, spingendoli sul nostro mercato anche con brani incisi in italiano. Così debutta nella nostra lingua (e sarà un episodio che rimarrà isolato per circa tre anni: dal 1967, invece, l'Italia si rivelerà per anni una nazione disposta ad apprezzarla in tutto e per tutto) Sylvie Vartan, che fa diventare Canta insieme a me un brano country - pop, My whole world is falling down, già inciso in francese con il titolo Si je chante. L'arrangiamento e la direzione orchestrale sono del fratello maggiore di Sylvie, Eddie Vartan:

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Con Sylvie Vartan termina quest'unico e irripetibile Incontro a Roma organizzato all'Hilton dalla RCA Victor italiana, allora certamente all'apice del successo. La lunga storia di tre generazioni di cantanti, parolieri e musicisti è stata sapientemente raccontata nel 2007 da Maurizio Becker che, intervistando Italo Lilli Greco e molti altri protagonisti che frequentarono per più o meno tempo i fantascientifici studi di via Tiburtina, ha licenziato un volume riccamente illustrato, C'era una volta la RCA
, pubblicato dalla Coniglio Editore.
Dopo la sigla di apertura, non possiamo esimerci dal mandare in rete anche quella di chiusura della manifestazione, Monte Mario: è ancora Luis Bacalov, con i suoi Electronic Men, ad eseguirla.

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Per finire, diamo uno sguardo alla programmazione del Secondo Canale, che propone il consueto film del lunedì nell'ambito di un ciclo dedicato ai meglio riusciti film polizieschi sul tema della lotta al gangsterismo. Per quella sera è in programma La gang, pellicola del 1951 (titolo originale The racket) che riprende un soggetto già portato sullo schermo nel 1928 (con Edward G. Robinson) e ispirato a un dramma realistico presentato con successo a Broadway negli anni del proibizionismo. Stavolta il capitano McQuigg (cognome che nell'edizione italiana viene semplificato in Martin) ha il volto di Robert Mitchum, decisamente a proprio agio nei panni del capo della Polizia Giudiziaria che indaga fino in fondo sui fuorilegge e sulle loro attività illecite caldeggiate da alcuni uomini politici e perfino da giudici corrotti (sottolineiamo che stiamo parlando degli Stati Uniti negli anni Venti). Vicenda piena di cadaveri e di colpi di scena, ma alla fine, e con molta fatica, la giustizia trionfa.
La regia è di John Cromwell ma, come vedrete nel trailer italiano da noi reperito, l'opera viene attribuita ad Howard Hughes. In effetti, il film venne diretto da più persone: ai due succitati realizzatori deve aggiungersi Nicholas Ray. Alcune copie del film vennero firmate dal solo Hughes in quanto Cromwell era appena caduto nella trappola delle liste nere del maccartismo (che, lo ricordiamo per quei pochi che non lo sapessero, fu il termine usato per indicare la presa di posizione, da parte del senatore McCarthy, contro gli intellettuali statunitensi sospettati di comunismo che condizionò gli ambienti culturali a stelle e strisce nei primi anni '50):

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Questa parentesi cinematografica chiude un post prevalentemente musicale, che speriamo sia stato esauriente nell'offrire un compendio di quella produzione RCA celebrata nello special TV registrato all'Hilton di Roma. Il nostro Focolare proseguirà nei prossimi giorni, con altre interessanti sorprese.

A presto ! ! !

CBNeas

martedì 19 luglio 2011

Mercoledì 19 luglio 1978



RETE UNO

13,00 CONCERTO DELLE TREDICI
Musiche per viola e orchestra di Rolla e Paganini
Solista Luigi Alberto Bianchi
Orchestra Sinfonica di Roma della RAI diretta da Ferruccio Scaglia
13,30 TG 1
OGGI AL PARLAMENTO
(PARZIALMENTE A COLORI)

18,15 CIRCHI DEL MONDO
Le olimpiadi del circo
dal Circo Royal di Bruxelles

Un programma di Jean Richard e Jean-Paul Blondeau
presentato da Jean Richard
(A COLORI)
19,20 ZORRO
Pericolo nella via del Nord
Telefilm con Guy Williams, Gene Sheldon, Henry Calvin, Jolene Brand
Prod. : Walt Disney
19,45 ALMANACCO DEL GIORNO DOPO
(A COLORI)
CHE TEMPO FA
(A COLORI)
- Spazio A
20,00 TG 1
Direttore Emilio Rossi
In studio Emilio Fede
(PARZIALMENTE A COLORI)
- Spazio B
20,40 PAESAGGIO SEGRETO
Pasqua ha troppa fantasia
Telefilm tratto da un racconto di Barbara Waring
Con Rosalind McCabe, Simon Griffiths
Regia di June Howson
(A COLORI)
- Spazio C
21,35 PADRI E FIGLI
A cura di Federica Taddei e Claudia Aloisi
(A COLORI)
22,05 MERCOLEDI' SPORT
Telecronache dall'Italia e dall'estero
EUROVISIONE
Collegamento tra le reti televisive europee
ITALIA: Bellaria
PUGILATO: JACOPUCCI - MINTER
valevole per il titolo europeo dei pesi medi
Telecronista Paolo Rosi
(A COLORI)
Al termine:
- Spazio D
TG 1
OGGI AL PARLAMENTO
CHE TEMPO FA
(PARZIALMENTE A COLORI)

RETE DUE

13,00 TG 2 - ORE TREDICI
(A COLORI)
13,15 VEDO, SENTO, PARLO
Rubrica di libri a cura di Guido Davico Bonino
Realizzazione di Adriano Cavallo
(Replica)

18,00 EUROVISIONE
Collegamento tra le reti televisive europee
ITALIA: Siena
ATLETICA LEGGERA: XIX MEETING DELL'AMICIZIA
Telecronista Gianfranco Pancani
19,00 DAL PARLAMENTO
TG 2 - SPORTSERA
(A COLORI)
19,10 TARZAN, IL SIGNORE DELLA GIUNGLA
Il ritorno nella città d'oro
Cartoni animati.
Sceneggiatura di Leon Hanson e Chuck Melville
Regia di Don Towsley
- Spazio A
19,40 IL TEMPO DOMANI
(A COLORI)
19,45 TG 2 - STUDIO APERTO
Direttore Andrea Barbato
(PARZIALMENTE A COLORI)
- Spazio B
20,40 Peter Falk in
COLOMBO
Una questione d'omore
Telefilm con Ricardo Montalban, Pedro Armendariz jr., Robert Carricart
Sceneggiatura di Larry Cohen e Brad Radnitz
Regia di Ted Post
Tema musicale di Henry Mancini
La voce di Peter Falk è di Giampiero Albertini
(A COLORI)
- Spazio C
22,00 CIAO COPPIA
Un programma di Aldo Forbice
Regia di Celestino Elia
(A COLORI)
22,50 ORIZZONTI DELLA SCIENZA E DELLA TECNICA
A cura di Giulio Macchi
(A COLORI)
- Spazio D
23,40 TG 2 - STANOTTE
(PARZIALMENTE A COLORI)

TSI - SVIZZERA

Trasmissioni a colori

16,05 In Eurovisione da Losanna:
CICLISMO: TOUR DE FRANCE
Cronaca diretta delle fasi finali della tappa Morzine - Losanna

19,15 Per i più piccoli:
BARBAPAPA'
Cartoni animati
Gli amici dell'Africa
19,20 Per i bambini:
ATTRAVERSO L'OBIETTIVO
Documentario
19,30 LASCIAR VIVERE
Documentario
L'animale amico: i ricci
19,55 LEGGENDE TICINESI
20,10 TELEGIORNALE 1a edizione
20,25 TRENTATRE' GIRI LIVE
Con Asha Puthli
Regia di Mascia Cantoni
20,55 IL MONDO IN CUI VIVIAMO
Documentario
Altri pianeti, ma nessuno come la Terra
21,30 TELEGIORNALE Edizione principale
21,45 LA QUALITA' DELL'AVVENIRE
Spazi in pericolo
22,40 MERCOLEDI' SPORT
- CICLISMO: TOUR DE FRANCE
(Sintesi della tappa odierna)
- In Eurovisione da Amburgo:
SCHERMA: Campionati mondiali di spada
24,00 TELEGIORNALE 3a edizione

KOPER - CAPODISTRIA

Trasmissioni a colori

21,00 L'ANGOLINO DEI RAGAZZI
Cartoni animati
21,15 TELEGIORNALE
21,35 UNO SPARO NEL SOLE
Film - Regia di Giampaolo Santini
Con Joel Barcellos, Benny Cardoso
23,00 Dal XXVI Festival della montagna di Trento
TERRA DI NEBBIA E DI FUOCO
Documentario - Regia di Leo Dickinson

A 2 - FRANCIA

Trasmissioni a colori

14,00 SI VERSAILLES M'ETAIT CONTE
Film - Regia di Sacha Guitry
Con Jean-Pierre Aumont e Jean-Louis Barrault
(Seconda parte)
15,25 AUJOURD-HUI

18,55 DES CHIFFRES ET DES LETTRES
19,20 ATTUALITA' REGIONALI
19,45 L'HEURE D'ETE'
20,00 JOURNAL
20,32 MOI, CLAUDE EMPEREUR
Telefilm con Derek Jacobi
21,30 QUESTIONE DI TEMPI
22,30 TELEVISIONS ETRANGERES: SUISSE
22,53 JOURNAL
23,10 MUSICALE

TMC - MONTECARLO

Prove di trasmissione in colore sistema PAL

18,15 UN PEU D'AMOUR, D'AMITIE' ET BEAUCOUP DE MUSIQUE
Presentano Jocelyn e Sophie
Nel corso del programma: CARTONI ANIMATI
19,30 GORKI, IL RAGAZZO DEL CIRCO
Telefilm
La zia Marta
20,05 PAROLIAMO
Telequiz presentato da Lea Pericoli
20,30 NOTIZIARIO
Prima edizione
20,40 LOTTA SENZA QUARTIERE
Telefilm
L'intrigo
21,30 L'OMBRA
Film - Regia di Giorgio Bianchi
Con Marta Toren, Pierre Cressoy
23,00 OROSCOPO DI DOMANI
23,05 TELE-SCOPIA
Rubrica di attualità
23,45 NOTIZIARIO
Seconda edizione - MONTECARLO SERA
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Il 19 luglio è una data spesso abbinata a eventi tragici, luttuosi: basti ricordare, nel 1985, la frana in Val di Stava, a Tèsero, o ancor più, nel 1992, l'attentato di Palermo di cui furono vittime il Dottor Paolo Borsellino, magistrato che assieme a Giovanni Falcone si battè contro la criminalità organizzata, e gli uomini della sua scorta. Anche andando indietro nel tempo, comunque, possiamo trovare altri 19 luglio caratterizzati da inaspettate sventure ai danni di personaggi celebri, come quello del 1978, giornata apertasi e chiusasi con due inesorabili disgrazie che colpirono profondamente sia lo spettacolo che lo sport.

I primi TG dell'ora di pranzo di quel brutto mercoledì danno in apertura la notizia della morte per annegamento, in Sardegna, di un grande e poliedrico uomo di spettacolo, prolifico autore e gustoso attore: Marcello Marchesi. Forse ai più giovani questo nome non dirà assolutamente alcunchè, ma agli over 40 dice sicuramente tantissimo. Nato a Milano il 4 aprile 1912, ma vissuto a lungo a Roma sin da piccolo, al punto da acquisire accento e intonazione prettamente capitolini, Marchesi seppe alternare sapientemente lunghi periodi milanesi di lavoro ad altrettanto lunghi periodi romani,facendosi sin da giovane largo tra gli umoristi più arguti e brillanti, riuscendo col tempo a diventare un vero e proprio maestro della satira, della barzelletta raffinata e intelligente, dei giochi di parole (come vedremo).
Marchesi muore quel mattino mentre, facendo il bagno nelle acque di San Giovanni di Sinis, prova a far divertire il suo unico figlioletto, Massimo, di appena due anni, tentando una capriola, ma una violenta quanto inattesa ondata (in quei giorni il tempo non è bellissimo: soffia un fastidioso Maestrale nell'isola di Ichnusa) spinge verso uno scoglio il malcapitato scrittore, che vi sbatte contro picchiando violentemente e fatalmente la testa.
Il prossimo anno cadrà il centenario della nascita di Marcello Marchesi, il quale ha lasciato un ricchissimo corpus che alterna testi datati ad altri quanto mai attuali, seppur scritti 40, 50, 60, 70 anni fa. Abbiamo pregato un nostro (e vostro) amico che nel teatro (specialmente di quello leggero) trova da sempre la propria principale fonte di divertimento e passione, ossia il commediografo milanese Paolo Starvaggi, di tratteggiare in poche, ma eloquenti righe un ritratto del personaggio, anche per invitare i (purtroppo) tanti che lo hanno dimenticato a rinverdirne arte, testi e fasti:

All’epoca in cui la tv era scritta dagli autori (e non dai manager o dai funzionari), Marcello Marchesi rappresentava la punta di diamante di un team al servizio della Rai-Radiotelevisione Italiana. E che team! Amurri, Chiosso, Clericetti, Continenza, Costanzo, Faele, Lerici, Palazio, Paolini, Peregrini, Scarnicci, Silvestri, Simonetta, Tarabusi, Terzoli, Vaime, Verde, Vianello, tutti in rigoroso ordina alfabetico. Ma Marcello Marchesi era, se non il più bravo, certamente il più importante.

Considerato da certa critica come una versione minore di Campanile, Marchesi fu in realtà umorista di maggior modernità rispetto allo scrittore e commediografo napoletano, soprattutto per i mezzi attraverso i quali egli meglio si esprimeva: la radio, la tv, la pubblicità.

In radio fu l’amabile intrattenitore di
Andata e ritorno: teoricamente un semplice riascolto di brani «per indaffarati, distratti e lontani», in realtà piccoli saggi brillanti sui più disparati argomenti d’attualità e di costume. Per la tv, con cui collaborò praticamente dai primi mesi del servizio ufficiale, firmò i copioni dei varietà più ricordati (Canzonissima del ’68 e del ‘72, La via del successo con Walter Chiari, Il signore ha suonato? con Simonetti, le rivistine fatte con gli amici come Sveglia ragazzi!, Eccetera eccetera) e ricercò spesso formule e volti nuovi (Per un gradino in più, Ma perché? Perché si! e Ti piace la mia faccia? coi famosi
“tiribitanti”).

E, al contrario di molti colleghi, si divertì pure a far vedere al pubblico la sua, di faccia: oltre a decine di ospitate in varietà altrui, nel ‘63 scrisse (con Camilla Cederna) e fu protagonista de Il signore di mezza età. Baffoni finti e ombrello sotto mano, rileggeva in chiave satirica i vizi e le virtù dei cinquantenni come lui.

Fu geniale inventore di popolarissimi slogan pubblicitari
: «Non è vero che tutto fa brodo!» per il dado Lombardi, «Il signore sì che se ne intende» per la Stock e «Il brandy che crea un'atmosfera» per la Vecchia Romagna Buton, «Con quella bocca può dire ciò che vuole» per il dentifricio Chlorodont e «Falqui: basta la parola!», intuizione che evitava di nominare nel carosello la vietatissima parola “lassativo”.

Non solo radio e tv: era a suo agio anche con la parola scritta (Essere o benessere e Il malloppo sono ancora oggi deliziosi picchi di letteratura umoristica) e con il cinema. Scrisse valanghe di sceneggiature e, col sodale Vittorio Metz, si concesse il lusso di dirigere Totò nel misconosciuto Sette ore di guai, film tratto da una commedia scarpettiana e sparito dalla circolazione per anni, fino al ritrovamento alla fine degli anni ‘90.

Poliedrico, infaticabile Marchesi! Dormiva pochissimo: due-tre ore a notte. Dava appuntamenti alle sei del mattino: lui era già sveglio da un pezzo. Da giovane andava in bicicletta da Roma a Milano per trovare la morosa. Dal fronte, scrisse all’amico Steno di avere paura non tanto del nemico, ma piuttosto di non entrare nella divisa. Riusciva a lavorare contemporaneamente a un carosello, un varietà televisivo, un libro, una trasmissione radiofonica e a un copione per il cinema.

E chissà quante altre cose avrebbe ancora scritto se un’onda perfida non se lo fosse portato via! Una morte che lo colse in pienissima attività: tant’è vero che la Rai aveva già in magazzino due suoi spettacoli nuovi di zecca: la puntata del ciclo
Un mestiere da ridere, quasi un varietà autobiografico da lui condotto (trasmesso in sordina il pomeriggio dell’8 dicembre ’78 e parte integrante di una serie, realizzata a Milano, dedicata a tutti i più grandi umoristi italiani in attività in quel tempo), e Ci vediamo stasera, strana commistione tra varietà e prosa brillante di cui è “solo” autore insieme a Guido Clericetti (messo in onda nel febbraio ’79, a sette mesi dalla scomparsa).

La capacità di sfornare frasi ad effetto e l’estro dell’umorista fecero di Marchesi anche un grande creatore di aforismi
: «Tutto è perduto fuorché l’ospite d’onore», «La pubblicità è il commercio dell’anima», «La logica è una forma di pigrizia mentale», «L’Italia è una donna di facili consumi», il celeberrimo «Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano».

E il più bello: «L’importante è che la morte ci trovi vivi». Per lui è stato proprio così.

Dopo questo ritratto di Marcello Marchesi, scritto come sempre in punta di penna dal bravo Paolo Starvaggi, soffermiamoci ancora un po' sul grande umorista milanese, riallacciandoci ad alcuni temi esposti più sopra dal nostro graditissimo ospite. Prima di tutto, a proposito del radiofonico Andata e ritorno che il buon Marcello animava ogni giovedì sera (gli altri giorni erano appannaggio di Massimo Ranieri, Ornella Vanoni, Domenico Modugno e Mina, che spesso si avvicendavano con altri colleghi del mondo dello spettacolo), ci piace ricordare il tormentone La vita è una gran balonada, rassegna di brevi frasi di V.I.P. atte a segnalarsi per una loro banalità di fondo e commentate causticamente, come sempre, da Marchesi. Poi la lunghissima esperienza come creatore di sketches e slogan pubblicitari: abbiamo estrapolato dal documentario televisivo di Luciano Emmer Carosello, che passione !, andato in onda nel gennaio - febbraio 1977, alcuni esaurienti (e anche divertenti) interventi di commento (nell'ultimo si vede pure il figlioletto Massimo, praticamente appena nato):

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I frequentissimi contatti con industriali e commenda d'ogni sorta e dimensione per stendere le sceneggiature dei vari caroselli diedero a Marchesi un intuitivo quanto brillante spunto: la lingua neon-latina, ossia il lessico degli antichi Romani, croce e delizia di ginnasiali e liceali, opportunamente corrotto da influenze pubblicitarie (e dintorni). Si trattava della conseguenza di una strana malattia contratta da un ipotetico zio sacerdote, il quale, durante la celebrazione delle funzioni religiose, si lasciava andare a errori del tipo: In nomine Patris et Philco et Spiritus Sancti, In illo Lebole, Ava Maria, Ecce Olà, Tantum Energol Visco Static, Tu es Petrus... Boonekamp, Premium Nabisco Motta pro nobis !, Nunc et in hora... cioccolato Dulciora, Sursum Cora.
E che dire di quel lunghissimo, spettacolare monologo intitolato Il malloppo - Le parole si vendicano, forse l'apoteosi dell'intera carriera di Marcello Marchesi, il cui personaggio - simbolo, il signore di mezza età, viene qui raffigurato mentre, ricoverato in ospedale, è in preda a un inesorabile delirio, sparando frasi a raffica, spesso all'insegna di spettacolari giochi di parole e doppi sensi certamente molto più eleganti di quelli odierni. Eccovene un breve estratto:

In occasione del decimo anniversario, verrà ripetuta la catastrofe del Vajont. Il disastro è organizzato. I soccorsi no. Pende sull'umanità il satellite di Damocle. Padre nostro che sei nei cieli dacci odio, il nostro pane quotidiano. Mafia tempora currunt. Un momento. Dov'è il pappagallo ? Se me ne dimentico, fra due ore, mi piscio sotto come una teiera. Ah ! Ah ! Da giovane avevo una vena umorisitica. Adesso ho una vena varicosa. Fosse una soltanto ! Ho le gambe che sembrano percorse da rivoletti di cera rappresa. A forza di stare solo col cane, quando verrà l'infermiera invece di salutarla abbaierò. La mia infermiera da ragazza doveva sposare uno che i suoi volevano e lei no. La vigilia delle nozze si è rapata a zero. Adesso, quando non vuole una cosa, perde i capelli. La vecchiaia ha questo di bello, che hai tante cose da raccontare. Bisogna vedere se c'è qualcuno disposto ad ascoltarle. Questo mi diceva il vecchietto del n.2.
(MARCELLO MARCHESI, Il malloppo, Bompiani, 1971, pag. 14)

Terminiamo qui quest'ampio e sentito ricordo di Marcello Marchesi (ribadendo la nostra speranza che nel 2012, in occasione del centenario della nascita, fioriscano in tutta Italia le iniziative per celebrarlo come sicuramente merita) e spigoliamo tra i palinsesti TV pomeridiani di quel 19 luglio, sia italiani che stranieri. Anzi, apriamo proprio con Antenne 2, la seconda rete nazionale francese facilmente captata in Liguria, Toscana e Lazio, che in quel periodo manda in onda, nella collocazione del primo pomeriggio, vecchi film divisi in due puntate. Si conclude così, tra le 14 e le 15,30, la visione di un'interessante coproduzione franco - italiana, Si Versailles m'etait conte, storia dei sovrani di Francia che si succedettero nella reggia di Versailles, fino, naturalmente, alla Rivoluzione di fine Settecento. A questo proposito, abbiamo trovato su YouTube proprio le scene finali di questo kolossal europeo che venne apprezzato pure negli Stati Uniti (ove venne editato come Royal affairs in Versailles, mentre in Italia uscì semplicemente come Versailles):

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Anche d'estate prosegue la guerra del canale combattuta tra i bambini dei nuclei familiari d'Italia, con buona pace delle mamme. Basti pensare alle scelte che, strettamente in contemporanea, vengono praticate dai programmisti delle due reti RAI e della TSI elvetica per quel tardo pomeriggio. Alle 19,10 la rete 2 ritrasmette una serie a cartoni animati, prodotta negli States un paio d'anni prima e messa in onda in edizione italiana già nel precedente gennaio, dedicata al mito di Tarzan. Ne è autore Don Towsley, misconosciuto artigiano del genere. Il Signore della Giungla ottiene una discreta popolarità, ma non tale da garantire una stabile presenza nella memoria dei piccoli telespettatori del tempo. Proviamo noi a fare opera di rilancio, proponendovi, in lingua originale, l'episodio trasmesso in tale data, Il ritorno nella città d'oro :

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Ormai le avventure di Barbapapà sono popolarissime pure tra gli italofoni: la simpatica famiglia creata dal duo franco - statunitense Annette Tilson - Talus Taylor e diventata una serie animata di successo grazie a una coproduzione nippo - olandese torna sui teleschermi della Svizzera Italiana, là dove esordì tre anni prima per poi passare subito in RAI. E' ormai proverbiale la frase Resta di stucco... è un barbatrucco, così come sono sulla bocca di tutti le versioni italiane delle canzoni che commentano i vari episodi, interpretate da Roberto Vecchioni con il coretto Le Mele Verdi di Mitzi Amoroso (se ne sta preparando però una nuova versione, affidata alle voci di Orietta Berti e Claudio Lippi, che sarà lanciata dalla RAI l'anno successivo). Anche i figli dei telespettatori di allora, cioè i bambini dei giorni nostri, conoscono molto bene Barbapapà, Barbamamma e i loro Barbabebè, ritornati in auge grazie soprattutto ai canali televisivi satellitari tematici riservati ai giovanissimi. A tal uopo si è fatto ricorso a un (dobbiamo dirlo, inutile) ridoppiaggio: è in questa veste che vi mostriamo l'episodio Gli amici dell'Africa, nel frattempo divenuto, più semplicemente, Africa.

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La Rete Uno, invece, punta ancora una volta su Zorro, il cavaliere mascherato che, in occasione di ogni passaggio televisivo della serie disneyana a lui dedicata, fa il pieno tra grandi e piccini. In quell'estate del '78 vengono riproposti tutti gli episodi già trasmessi in Italia negli anni precedenti: non è ancora l'integrale che si vedrà dopo la colorizzazione elettronica delle immagini, ma è comunque una selezione degli episodi meglio riusciti, come questo Horse of another color (Il cavallo di un altro colore). Accanto al consueto trio di protagonisti (l'oriundo siciliano Armando Catalano alias Guy Williams - Don Diego/Zorro, Henry Calvin - Sergente Garçia e Gene Sheldon - Bernardo), c'è la bella Jolene Brand che ricopre il ruolo della senorita Anna Maria Verdugo, deuteragonista di una breve saga. Rivediamo l'episodio per intero, in versione colorizzata e con l'audio originale americano:

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Abbiamo l'opportunità di riproporvi lo stesso episodio in edizione italiana: prima, però, crediamo faccia piacere a molti di voi riascoltare la versione nella nostra lingua, in stile pop, del tema musicale dei telefilm di Zorro così come andava in onda sul finire degli anni '70. Quando, nel 1977, la RAI ritrasmise in orario preserale questo the best of..., si pensò di ammodernare il motivo musicale della sigla con - per la prima volta - un testo italiano, scritto da Paola Orlandi e cantato da Arthur Zitelli con il nome fantasma di Zig Zag Ensemble:

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In italiano questo episodio è noto con due titoli: negli anni '70 passò come Pericolo nella via del Nord (e come tale fu presentato anche il 19 luglio del 1978), mentre in tempi recenti è stato intitolato Scambio di persona. In coincidenza con la colorizzazione, anche il doppiaggio italiano è stato rinnovato... e un po' dispiace non poter più sentire - a meno che non salti fuori qualche emesso - lo strabiliante Sergente Garçia di Carletto Romano, un feticcio per noi piccoli telespettatori del tempo (in sua vece c'è Giorgio Lopez, fratello del più noto Massimo, mentre al posto di Cesare Barbetti è Antonio Sanna a prestare la voce a Don Diego de la Vega):

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Vento caldo, mari mossi e tendenza a nuovo peggioramento sul Nord-Ovest: queste le previsioni del tempo per l'indomani, introdotte sulla rete 2 da una casina di tipo tirolese con pupazzetti semoventi e da un arrangiamento del tema musicale dal telefilm Van der Valk (Eye Level):

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Mascia Cantoni è sempre più il simbolo della TSI, per la quale non solo conduce trasmissioni (Un'ora per voi prima fra tutte), ma sta anche in cabina di regia, dirigendo programmi di varietà, come una serie di speciali dedicati ai cantanti del momento, tra cui l'indiana Asha Puthli, artista sostanzialmente poliedrica che in quel periodo raggiunge la testa delle classifiche discografiche di mezzo mondo con una serie di canzoni molto legate alla discomusic dominante, ma che non mettono di certo in ombra le qualità vocali e interpretative da lei sciorinate. Il singolo che in quei giorni radio, discoteche e juke-boxes battono frequentemente s'intitola I'm gonna dance, regolarmente eseguita dall'artista di Bombay nel corso del passaggio realizzato negli studi TV di Lugano:

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Lasciamo Asha Puthli e la sua trasferta elvetica e puntiamo nuovamente gli obiettivi su Antenne 2, il cui spettacolo di prima serata è un interessante sceneggiato storico di produzione inglese, dedicato all'imperatore romano Claudio, impeccabilmente impersonato da Derek Jacobi, attore gay britannico che proprio grazie a questa serie, trasmessa in molti paesi del mondo (Italia esclusa, però: bisogna ringraziare la seconda rete francese se le immagini di questa serie arrivarono pure - seppur in parte - da noi), ottenne lunga e duratura fama internazionale. Da Io, Claudio eccovi un breve, significativo inserto:

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Incombe lo sport, come ogni mercoledì che si rispetti: andato in vacanza il calcio, dopo l'orgia dei Mondiali d'Argentina e un quarto posto dell'Italia salutato quasi come un trionfo, la TV porta le proprie telecamere ai bordi dei ring per seguire alcuni interessanti matches di boxe. Quella sera, a Bellària, in Romagna, è in palio il titolo europeo dei pesi medi: giunge dall'Inghilterra il campione in carica, Alan Minter, mentre lo sfidante è il grintoso e a volte polemico Angelo Jacopucci, uno degli assi italiani della nobile arte negli anni '70. Nessuno sa che, inaspettatamente, si sta per compiere un tragico destino che tinge di nero un evento che tutti gli appassionati di pugilato di casa nostra attendono da tempo.
Sono tanti i televisori accesi, sintonizzati sulla rete 1 per seguire la telecronaca, curata da Paolo Rosi, dell'incontro: noi, appena decenni, siamo ospiti del bungalow affittato come ogni estate da uno zio materno presso una stazione balneare alle porte di Catania e ci mischiamo alla folla di parenti e amici riuniti per assistere alla trasmissione del combattimento. Sembra un incontro di ordinaria amministrazione: mentre le immagini dimostrano chiaramente quanto il pugile italiano sia più impacciato del consueto, giungono da tutte le parti urla di incoraggiamento. Poi quel round combattuto malamente da Jacopucci, del tutto incapace di difendersi dai colpi da maestro del superiore Minter, degno detentore della corona continentale dei medi. Qualcosa non sembra andare: come in tutte le case italiane i cui televisori sono in quel momento sintonizzati sulla rete 1, anche tra gli ospiti del succitato piccolo complesso di bungalows riunitisi per l'occasione davanti al video vi è un passaparola all'insegna della perplessità più totale. Perchè Jacopucci ne sta prendendo così tante stasera ? Come mai, in questo round, non oppone per nulla resistenza ? Inevitabile che, a un certo punto, il boxeur di Tarquinia vada inesorabilmente al tappeto e che Minter si riconfermi campione d'Europa di categoria. Il peggio, però, deve ancora venire.
Cena al ristorante tra vincitore, sconfitto e relativi entourages, ma poi ecco manifestarsi ripetuti conati di vomito avvertiti da Jacopucci, il quale entra subito in coma: i violenti colpi subiti durante quella fatale, disastrosa ripresa sortiscono il loro malefico, crudele effetto. Ancora poche ore di coma e poi, purtroppo, verrà constatata la morte clinica dell'atleta.
Abbiamo trovato, tratto dalla rubrica televisiva di RAITRE Sfide, un inserto filmato di parecchi anni dopo che racconta per filo e per segno quella sventurata serata sul ring di Bellària, documento asciutto e chiaro di come andarono realmente le cose:

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Finisce qui il nostro post dedicato alla TV del 19 luglio 1978 e soprattutto alle due gravi, inattese, fatali circostanze che caratterizzarono quel giorno: se non altro, il nostro è stato un modo per ricordare queste due figure geniali, a loro modo e nei loro rispettivi campi d'azione, che avrebbero meritato una maggior considerazione da parte delle più giovani generazioni e invece sono cadute in quell'insopportabile oblio di convenienza che cancella nomi anche leggendari per esigenze di business e pubblicità... una speculazione continua... e scusate se è poco !
Vi chiediamo scusa se abbiamo elaborato un testo lunghissimo, ma circostanze, situazioni ed eventi lo meritavano senz'altro. Vi diamo appuntamento al prossimo intervento, che contiamo di sviluppare ai primi della settimana entrante.

Buona giornata a tutti ! ! !

CBNeas