martedì 12 luglio 2011

Venerdì 12 luglio 1968



NAZIONALE

15,30 - 16,30 EUROVISIONE
Collegamento tra le reti televisive europee
FRANCIA: Perpignano
55° TOUR DE FRANCE
Arrivo della quattordicesima tappa: Seo de Urgel - Perpignano
Telecronista Adriano De Zan

la TV dei ragazzi

18,15 LANTERNA MAGICA
Programma di films, documentari e cartoni animati
a cura di Luigi Esposito
Presenta Emanuela Fallini
Realizzazione di Amleto Fattori
18,45 CINQUECERCHI
a cura di Antonio Ghirelli e Alberto Marchesi
Regia di Sergio Ricci
19,15 IL CORRIERINO DELLA MUSICA
a cura del M° Fabio Fabor
Testi di Silvana Giacobini
Regia di Walter Mastrangelo

ribalta accesa

19,45 TELEGIORNALE SPORT
TIC - TAC (Liquigas - Durban's - Fernet Branca - Cera Grey - Biopresto - Pavesini)
SEGNALE ORARIO
CRONACHE ITALIANE
OGGI AL PARLAMENTO
ARCOBALENO (Motta - Lysoform Casa - Pasta Barilla - Lame Wilkinson - Materassi gommapiuma Pirelli - Lines Omogeneizzati)
IL TEMPO IN ITALIA
In studio Mariolina Cannuli
20,30 TELEGIORNALE
Edizione della sera
Direttore Fabiano Fabiani
CAROSELLO
(1) Motta - (2) Locatelli - (3) Williams Aqua Velva - (4) Omogeneizzati al Plasmon - (5) Argo Minimassima Automatica
I cortometraggi sono stati realizzati da : 1) Guicar Film - 2) Organizzazione Pagot - 3) Cinetelevisione - 4) Produzioni Cinetelevisive - 5) O. C. P.

21,00 TV 7 - SETTIMANALE DI ATTUALITA'
a cura di Brando Giordani
DOREMI' (Total - Birra Wuhrer qualità - De Rica)
22,00 LOTTA SENZA QUARTIERE
Mani pulite
Telefilm - Regia di Alvin Ganzer
Prod. : MGM - TV
Int.: Mark Richman, Robert Culp, Larry Gates, John Larch, Vaughn Taylor
23,00 TELEGIORNALE
Edizione della notte

SECONDO

TRASMISSIONI IN LINGUA TEDESCA
PER LA ZONA DI BOLZANO

SENDER BOZEN

SENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

20,00 TAGESSCHAU
20,10 - 21,00 BLUT FLOSE AUF BLENDINGS CASTLE
Fernsehfilm nach einer Novelle von P. G. Woodhouse
Regie: Rolf von Sydow
Verleih: BAVARIA

21,00 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE
Edizione del 2°
INTERMEZZO (API - Super Silver Gillette - Naonis - Omogeneizzati Bledina - Camay)
21,15 Dal Teatro Politeama di Napoli
XVI FESTIVAL DELLA CANZONE NAPOLETANA
organizzato dall'Ente per la Canzone Napoletana e dall'Ente Salvatore Di Giacomo
Seconda serata
Presenta Mike Bongiorno
Regia di Lino Procacci
DOREMI' (Gelati Eldorado - Pellicole Ferrania)
22,45 SE TE LO RACCONTASSI...
Soggetto e sceneggiatura di Luigi Angelo e Luciano Ferri
con la collaborazione di Bruno Corbucci e Alberto Lionello
Il complesso di Sansone
Con Alberto Lionello, Andrea Checchi, Gisella Sofio, Lina Volonghi, Giacomo Furia, Laura Gianoli, Giulio Marchetti, Luigi Pavese, Nello Riviè
e con Ricky Maiocchi e il complesso Ferry, Franco, Renè, Dany e Gaby
Musiche di Enrico Polito
Regia di Bruno Corbucci
(Produzione Edizione Aurora TV)

TSI - SVIZZERA

20,10 TELEGIORNALE 1a edizione
20,15 TV-SPOT
20,20 I SEGRETI DELLA VITA
Allevamento e cura della prole
Documentario
20,45 TV-SPOT
20,50 TNT SHOW
Varietà musicale
21,15 TV-SPOT
21,20 TELEGIORNALE Edizione principale
21,35 TV-SPOT
21,40 IL REGIONALE
Rassegna di avvenimenti della Svizzera Italiana
22,00 CINETECA
Appuntamento con gli amici del film
Presentazione di Sandro Bianconi
NON VOGLIO MORIRE
Film - Regia di Robert Wise
Int.: Susan Hayward, Simon Oaklaid e Virginia Vincent
Prod.: United Artists
23,45 VIRTUOSI AL PIANOFORTE
Programma musicale a cura di Jack Dieval
Solisti: Jacques Fevrier, Geo Voumard, Duo Geneviéve Joy-Jacqueline Robin-Bonneau
Regia di Jacques Soumet
24,00 TELEGIORNALE 3a edizione
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Proseguiamo la nostra vetrina delle lontane (e rimpiante per la loro estrema discrezione) estati televisive: stavolta siamo nel 1968, annata fatidica per tante ragioni, note e arcinote. Quel venerdì 12 luglio trascorre offrendo al telespettatore (sia RAI che TSI) una varietà di programmi potenzialmente in grado di abbracciare un po' tutti i generi, senza perdersi in chiacchiere ed urla (cosa al tempo praticamente impossibile, vuoi perchè spesso si fa uso di registrazioni preventive da far passare al vaglio della censura prima della messa in onda, vuoi perchè gli ospiti delle trasmissioni televisive non dimenticano quasi mai la buona creanza... a parte qualche sporadica eccezione che incontreremo fra poco).
Cominciamo come sempre con la TV dei ragazzi, che in estate è più lunga ed ospita sovente anche gli appuntamenti riservati ai più piccini, come Lanterna magica, primo grande contenitore di cortometraggi filmati ed animati, la cui formula poi evolverà in Uno, due e...tre nel 1970 e nella già ricordata Gallina del 1973. L'unica differenza tra Lanterna magica e le trasmissioni degli anni successivi è rappresentata dall'impiego del conduttore (e negli anni saranno ben quattro a guidare l'appuntamento del venerdì pomeriggio: Emanuela Fallini, Enza Sampò, Antonello Campodifiori e il jazzista Carlo Loffredo).
Segue Lanterna magica (e precede Il corrierino della musica, di cui non abbiamo, purtroppo, reperito la sigla che ci avevano richiesto tempo addietro: essa non è presente su YouTube) un ambizioso programma a carattere sportivo che vede tra gli autori un importante giornalista del calibro di Antonio Ghirelli, futuro portavoce della Presidenza della Repubblica e direttore del TG 2, ma anche personaggio talvolta sin troppo senza peli sulla lingua (fanno fede il celebre articolo sulla vita povera e corrotta in Cile - che, nel 1962, costò caro alla nostra Nazionale di calcio in occasione dei Campionati del Mondo - e una frase, Il Negus si è vendicato, pronunciata alla radio nel giugno del 1970 al termine di un'altra partita degli azzurri valida per un torneo iridato, quella con Israele, e per la quale pagò inspiegabilmente e ingiustamente Nicolò Carosio, che invece lavorava per la TV). Si stanno per avvicinare i Giochi della XIX Olimpiade, che si terranno a Città del Messico nel mese di ottobre (e che purtroppo segneranno l'inizio della strumentalizzazione di eventi agonistici internazionali per dare clamore a problematiche politiche più o meno grandi: basti pensare ai disordini che culmineranno con il massacro di Piazza delle Tre Culture appena dieci giorni prima dell'inizio delle gare), per cui si pensa di spiegare ai più giovani l'importanza delle Olimpiadi, appunto, facendone la storia e presentando davanti alle telecamere alcuni tra gli atleti protagonisti, sui quali vengono puntati i riflettori nella speranza di vederli tornare dal Messico con una medaglia. La trasmissione, intitolata Cinquecerchi, si avvale di una benaugurante sigla musicale, Diamoci la mano , eseguita dal complesso I Balordi:

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Da cinque anni e mezzo TV 7 rappresenta un po' l'altra faccia dell'informazione televisiva, quella meno paludata e ufficiale e quindi decisamente più coraggiosa, tendente anche al servizio di denuncia di certi malcostumi politico - sociali italiani che dovevano accortamente rimanere fuori dal TG, nonostante la serietà di direttori come Giorgio Vecchietti (che fu il primo a lanciare TV 7 nel gennaio del 1963) o Fabiano Fabiani (che, capita l'antìfona, fece di TV 7 una testata autonoma, affidata dapprima al toscano Emilio Raveggi, detto Ravel, e poi a Brando Giordani, fratello del regista Sergio e della scenografa e costumista Bonizza nonchè figlio di Igino, scrittore cattolico e deputato della Costituente). In effetti, è proprio con TV 7 che i giornalisti RAI godono sicuramente di maggiore autonomia, al riparo da pressioni sempre più forti provenienti dalle varie stanze dei bottoni, e non è un caso che, proprio in quella seconda decade del luglio 1968, come abbiamo scoperto per puro caso consultando on line le edizioni del quotidiano La Stampa allora uscite, fosse in corso un convegno riservato ai radiotelegiornalisti, atto proprio ad affrontare tematiche molto delicate come questa. Tra i servizi in onda la sera del 12 luglio 1968 spicca un asciutto reportage sulla questione del Biafra, aperta da oltre un anno. A scandire l'andamento dell'intero rotocalco è sempre Intermission riff, ma non più nella versione originale della Big Band diretta da Stan Kenton, bensì in un nuovo arrangiamento stile simil - psichedelico, affidato all'Equipe 84 con l'accompagnamento di una robusta sezione di fiati:

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Ad ogni modo, l'evento della serata è ancora una volta parte integrante della lunga e quasi interminabile stagione dei festival canori, allora numerosissimi e seguitissimi anche attraverso radio e TV, con metri e metri di nastro magnetico (le cassette sono ancora nuove e si chiamano caricatori) utilizzati per fissare le prime esecuzioni di quelle canzoni destinate ad essere cantate o, più semplicemente, fischiettate per le strade. Non si è ancora spenta l'eco del settimo Cantagiro, terminato il precedente sabato 6 luglio con il successo di Caterina Caselli di misura sull'appena congedato Gianni Morandi, che già si decidono le sorti di un altro certame di musica leggera che però, a differenza degli altri, da anni è entrato in una crisi irreversibile. Intendiamo parlare del Festival della Canzone Napoletana: i giovani e gli ascoltatori del Centro - Nord gli hanno già da tempo voltato le spalle. Sopravvivono fette di pubblico solo nel Meridione e i dischi delle canzoni in gara si vendono abbastanza solo a Napoli città, in Sicilia e in Calabria e comunque tra il pubblico di più umili condizioni socio-culturali (chi se li può permettere punta sugli originali che costano 600 - 700 lire, prezzo medio di un 45 giri all'epoca, ma tirano soprattutto le imitazioni, affidate a voci sconosciute e vendute a 300-400 lire a copia nelle bancarelle delle feste di paese). Comunque sia, l'edizione numero 16, che vede il ritorno dopo quattro anni di Mike Bongiorno in veste di maestro di cerimonie, viene varata con il solito contorno di polemiche e rivalità tra bollenti autori e aggressivi cantanti, pronti a manifestare un minimo di arroganza anche nel corso della trasmissione televisiva (fortunatamente senza arrivare alle risse e alle botte di nove anni prima).
Il grande esperto di musica leggera e jazz Salvatore Biamonte, in un articolo pubblicato dal Radiocorriere TV, tasta il polso all'illustre paziente, la canzone partenopea, nel modo che segue:

La canzone napoletana (in crisi da molti anni) parte alla riconquista del pubblico in un momento, ancora una volta, difficile. Ne sa qualche cosa l'organizzatore della rassegna partenopea, che è il dott. Luciano Villevielle Bideri, medico chirurgo ed erede di una gloriosa tradizione editoriale. Per fare uscire la produzione musicale napoletana dal cerchio di provincialismo in cui rischia di rimanere costretta, ci vorrebbero i cantanti di più larga rinomanza nazionale. Però la presenza di questi cantanti comporta la collaborazione delle Case discografiche centro-settentrionali. Questa collaborazione si tradurrebbe fatalmente in un intervento massiccio della canzone completamente industrializzata in un'area dove nascono ancora canzoni di tipo artigianale, scritte cioè non da professionisti della composizione sfornata in serie, ma da agenti del fisco, magistrati, impiegati di Case di cura, o magari, da musicisti che tuttavia trovano nel Festival la più importante, se non l'unica, fonte di guadagno. Si tratta quindi di avere i cantanti, ma di impedire anche che gli artigiani soccombano.
(S.G. BIAMONTE, Napoli si difende, RADIOCORRIERE - TV n. 28, 7 - 13 luglio 1968, pag. 30).

Passiamo ora a fare una breve cronistoria di quella seconda serata, partendo dal pezzo vincitore non solo di quella semifinale, ma anche della finalissima dell'indomani, Core spezzato, rimpianto dell'ex - partner di una ragazza/un ragazzo che nel frattempo si sposa. La versione femminile è interpretata dalla talentosa Mirna Doris, mentre quella maschile, indubbiamente più nota, è affidata a un giovane esponente del canto a fronna 'e limone, Tony Astarita (scomparso nel 1998), celebre pure per aver cantato molti brani in lingua come Chiudi la tua finestra e più tardi Arrivederci mare:

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Al secondo posto si piazza Lacrema, cesellata sia dall'esperto Mario Abbate che dall'ormai affermato Mario Trevi (quello di Indifferentemente e, molto più tardi, di una drammatica e commovente canzone - sceneggiata, 'A paggella): nella finalissima dell'indomani sera, Lacrema giungerà solo settima.

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Terza classificata in batteria è la coppia Mei Lang Chang (to', chi si rivede ! La cinesina di Giardino d'inverno) - Aurelio Fierro in Ricordo 'e maggio, seguita da due veterani, Maria Paris e Giacomo Rondinella, con M' 'o levo o nun m' 'o levo ?, poi rispettivamente undicesima e dodicesima in finale. Quinto è l'immancabile reuccio Claudio Villa, abbinato a una certa Livia, con Canta st'ammore. Per il cantante romano Napoli è come una seconda patria e il pubblico che assiepa il Teatro Politeama gli fa una festa tale da deconcentrarlo, costringendolo a dare il via per ben tre volte alla sua canzone. Il documento sonoro fortunatamente reperito su YouTube ce ne dà prova lampante:

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Ancora Aurelio Fierro, stavolta abbinato a un giovane cabarettista emergente, Vittorio Marsiglia, lancia 'O timido, sesto in batteria e poi ottavo in finale. Ancora più clamoroso è il risultato di questa marcetta sentimentale, Bandiera bianca, presentata da Maria Paris e Sergio Bruni: la sera del 12 luglio il motivetto ottiene a stento il passaggio alla finalissima, ma sarà proprio lì che farà un grande balzo in avanti, terminando giusto dietro Core spezzato, al secondo posto (ma con uno scarto di dieci punti tra una canzone e l'altra). Eccovi Sergio Bruni:

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Sarà forse un caso, ma spesso accade che, durante le singolari tenzoni canore, il buon Guglielmo Chianese in arte Sergio Bruni si ammali del forte virus dell'efferata autostima, cosa che certamente non lo rende simpatico ai più. Nel 1968, a parte il coup de theatre della finalissima, allorchè, rendendosi irreperibile al momento della ripetizione di Bandiera bianca durante la premiazione, Bruni apparirà subito dopo la doppia esecuzione della canzone vincente, pretendendo e ottenendo di chiudere definitivamente la manifestazione eseguendo la sua versione della non eccezionale marcetta, ecco altri due gesti eclatanti: il primo è un attacco violento agli organizzatori che danno carta bianca a orchestrali e cameramen per riposare un'ora ciascuno nel corso delle prove generali, chiosato dalla frase: Senza l'occhio delle telecamere non provo e stasera non canterò !. Il secondo è un esagerato moto di ribellione ai danni di un palermitano, tale Antonino Signorino, scoperto da Ciccio Ingrassia, che si fa chiamare Tony Bruni: Come si permette costui di rubare metà del mio nome d'arte ? Qui c'è un solo Bruni, io ! e giù scontri con impresari e organizzatori, i quali, per accontentarlo, gli garantiscono che Signorino canterà con il nome di Tony da Palermo. Quand'ecco, però, che, annunciato da Mike Bongiorno con questo nuovo pseudonimo, il cantante esordiente si affretta a precisare: Mi chiamo Tony Bruni. Per fortuna niente polemiche e scontri fisici o verbali, grazie anche a un adeguato spiegamento di guardie e carabinieri ronzanti intorno ai due cantanti - rivali.
Tony Bruni non ha fortuna, almeno per il momento: più avanti, però, i dischi da lui incisi per la Phonotype godranno, soprattutto nel periodo di distribuzione della gloriosa casa napoletana da parte della RCA, di un certo successo, sempre e comunque in Campania, Calabria e Sicilia (A chest'ora addò staje tu ? del 1977, per esempio), specialmente nelle versioni su nastri Stereo 7 e Stereo 8. Rispolveriamo ora la canzone oggetto di così inutili contese, Mezzanotte miezz' 'a via:

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Un altro protagonista sfortunato del Festival di Napoli 1968 è un promettente cantante pugliese, Nino Delli, abbinato a Pino Mauro (altra voce storica nota anche negativamente a seguito di certe frequentazioni non giuste) nel brano Napule e tu. Stavolta abbiamo il documento video originale, con tanto di presentazione di Mike:

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Per chiudere il discorso sul festival di Napoli, avete notato quell'attraente pianista, ben visibile in orchestra ? Il suo nome è Lucia Tramontano e alterna il repertorio classico a quello leggero. Come sottolinea TV - Sorrisi e Canzoni, le telespettatrici hanno notato di lei un particolare banalotto eppur significativo nella sua semplicità: la riccioluta capigliatura sempre a posto, pur essendo la pianista intenta a far vibrare i tasti del suo strumento, tra scale e arpeggi. Oggi la Signora Tramontano lavora a tempo pieno al Teatro San Carlo.

Passiamo ad altro: merita attenzione la programmazione di seconda serata sia dei due canali RAI che della TSI. Anzi, cominciamo proprio da quest'ultima, che propone un film molto interessante, girato dieci anni prima negli States e che prende spunto da un fatto di cronaca nera, la condanna alla sedia elettrica di Barbara Graham, pregiudicata coinvolta direttamente nel caso di un omicidio. Servendosi dell'epistolario della stessa Graham e degli articoli del giornalista del San Francisco Examiner Ed Montgomery, Don Mankiewicz e Nelson Gidding scrissero un soggetto che mirava a sostenere l'abolizione della pena di morte. Il regista Robert Wise scelse Susan Hayward come protagonista e girò così Non voglio morire (nell'originale inglese I want to live). Questa che segue è una sintesi di quasi 9 minuti del film:

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Il Nazionale RAI offre invece un nuovo episodio della serie Lotta senza quartiere ("Cain's hundred"), fortunato telefilm poliziesco che ha il proprio protagonista in Mark Richman nei panni dell'avvocato criminologo Nicholas Cain:

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Terminata l'orgia di canzoni napoletane, il Secondo Canale chiude la serata con un telefilm made in Italy giunto all'ultima puntata, Se te lo raccontassi..., una sorta di giallo - rosa all'insegna dell'ironia di cui è interprete principale Alberto Lionello. In realtà la sigla di testa della serie è intitolata proprio Se te lo raccontassi... ed è eseguita da Ferry, Franco, Renè, Dany e Gaby, un quintetto che, prendendo il nome sulla scia degli inglesi Dave Dee, Dozy, Beaky, Mick & Tich, era guidato da alcuni ex - New Dada, mentre quella di coda varia di puntata in puntata e comunque proviene dagli archivi della CBS Sugar, come questa Arriva la bomba, incisa da Johnny Dorelli l'anno prima:

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Ci si avvicina alle ore notturne e, mentre la RAI ha già mandato in onda le terrificanti Armonie del Pianeta Saturno, da sempre segnale della buonanotte, si può indugiare ancora per un quarto d'ora sulla TSI per seguire un breve programma, stavolta dedicato alla Musica con la M maiuscola, quella dei grandi e immortali compositori. Si tratta di un breve incontro con i virtuosi del pianoforte, ripresi da un programma della TV francese. Sono di scena, tra gli altri, esecutori davvero illustri, come Jacques Fevrier, concertista stimato in gioventù nientemeno che da Maurice Ravel, che gli affidò la prima esecuzione del Concerto per la mano sinistra. Ascoltiamo Fevrier in un'altra suggestiva pagina raveliana, nota anche per orchestra e recentemente (e inspiegabilmente) plagiata sotto forma di canto liturgico molto diffuso nelle chiese, specialmente qui in Italia (l'incipit è praticamente lo stesso): la Pavane pour une infante defunte.

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La breve trasmissione è chiusa da un duo femminile, francese anch'esso e pure specializzato nel repertorio tardo ottocentesco - primo novecentesco: Geneviéve Joy e Jacqueline Robin - Bonneau. Abbiamo scelto, nella loro interpretazione, una pagina di Gabriel Faurè tratta dalla Dolly Suite, quella Berceuse che è molto nota ad almeno tre generazioni di bambini inglesi, in quanto fu per più di trent'anni sigla di una rubrica radiofonica della BBC riservata ai più piccini:

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Sulle delicatissime note di Gabriel Faurè termina questo variegato post del nostro Focolare. Vi ringraziamo per la cortese attenzione e vi diamo appuntamento al prossimo, imminente intervento.

Buona notte a tutti ! ! !

CBNeas

1 commento:

Davide Camera ha detto...

Va precisato che Ghirelli nell'occasione della sua frase sul Negus aveva premesso, al microfono di Mario Gismondi, "Volendo fare una battuta" (ho riascoltato recentemente il documento sonoro). Certo, quella battuta poi l'ha pagata Carosio per una frase che non ha detto in onda, anche se fuori onda pare che su quel guardalinee etiope, secondo le testimonianze degli inviati, abbia detto anche di peggio. Ma i fatti sono questi: a Carosio fu tolta la nazionale - anche se affidata al meritorio Martellini che forse ci sarebbe arrivato comunque di lì a poco - e Ghirelli rimase indenne.