lunedì 24 ottobre 2011

Mercoledì 24 ottobre 1962



NAZIONALE

telescuola

Il Ministero della Pubblica Istruzione e la RAI-Radiotelevisione Italiana
presentano
SCUOLA MEDIA UNIFICATA

Prima classe
8,55 - 9,45 ITALIANO
Prof. Lamberto Valli
10,10 - 10,35 MATEMATICA
Prof.ssa Liliana Artusi Chini
11,00 - 11,25 INGLESE
Prof.ssa Enrichetta Perotti
11,50 - 12,15 EDUCAZIONE FISICA
Prof.ssa Matilde Trombetta Franzini e Prof. Alberto Mezzetti

Seconda classe
8,30 - 8,55 MATEMATICA
Prof.ssa Liliana Gilli Ragusa
9,45 - 10,10 OSSERVAZIONI SCIENTIFICHE
Prof.ssa Donvina Magagnoli
10,35 - 11,00 STORIA
Prof.ssa Maria Bonzano Strona
11,25 - 11,50 LATINO
Prof. Gino Zennaro
12,15 - 12,40 APPLICAZIONI TECNICHE
Prof. Giorgio Luna

AVVIAMENTO PROFESSIONALE
a tipo Industriale ed Agrario
15,00 - 16,15 Terza classe
ESERCITAZIONI DI LAVORO E DISEGNO TECNICO
Prof. Nicola di Marco
FRANCESE
Prof.ssa Maria Luisa Khoury-Obeld
ITALIANO
Prof.ssa Diana di Sarra Capriati
ECONOMIA DOMESTICA
Prof.ssa Anna Marino

la TV dei ragazzi

17,00 GRANDI AVVENTURE
Un leggendario viaggio di Simbad

ritorno a casa

17,45 Dal Teatro Verdi di Sestri Ponente
Gilberto Govi
in
SOTTO A CHI TOCCA
Tre atti di Luigi Orengo
Altri interpreti: Enrico Ardizzone, Luigi Dameri, Sergio Fosco, Anna Bolens
Ripresa televisiva di Vittorio Brìgnole
(Replica del 1959)
Nel 1° intervallo (ore 18,30 circa):
TELEGIORNALE
Edizione del pomeriggio
GONG (Spic & Span - Star Tea)

20,05 ALLE SOGLIE DELLA SCIENZA
Che cos'è la chimica
I petroli
Prof. Luigi Canonica dell'Università di Milano
20,20 TELEGIORNALE SPORT

ribalta accesa

20,30 TIC - TAC (Arrigoni - Aiax - Alka Seltzer - Fonderie Filiberti)
SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE
Edizione della sera
Direttore Giorgio Vecchietti
ARCOBALENO (Cities Service - Helène Curtis - Super-Iride - Manifatture Falco - Manetti & Roberts - Mayonnaise Kraft)
PREVISIONI DEL TEMPO
20,55 CAROSELLO
(1) Confetto Falqui - (2) Durban's - (3) Bianco Sarti - (4) Omsa
I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) Cinetelevisione - 2) Ondatelerama - 3) Adriatica Film - 4) Unionfilm

21,15 TRIBUNA POLITICA
Conferenza stampa del Ministro della Pubblica Amministrazione, On. Giuseppe Medici
22,15 FUORI IL CANTANTE
con
Gloria Christian
Orchestra diretta da Gianni Ferrio
Testi di Enrico Roda
Regia di Piero Turchetti
23,00 TELEGIORNALE
Edizione della notte

SECONDO CANALE

21,05 RACCONTI DELL'ITALIA DI OGGI
IL MONDO E' UNA PRIGIONE
di Guglielmo Petroni
Adattamento televisivo di Romildo Craveri
Con Raoul Grassilli, Glauco Onorato, Franco Odoardi, Lando Buzzanca, Carlo Reali
Scene di Maurizio Mammì
Costumi di Maurizio Monteverde
Regia di Vittorio Cottafavi
22,10 INTERMEZZO (Facis Confezioni - Organizzazione VèGè - Chlorodont - Lavatrici Castor)
TELEGIORNALE
Edizione del 2°
22,35 GALLERIA DEL JAZZ
Trio George Gruntz con Lilian Terry
Presenta Franca Aldrovandi
Testi di Rodolfo D'Intino
Regia di Walter Mastrangelo
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Ultimi giorni dell'ottobre 1962: è stato appena archiviato il suggestivo momento vissuto in Piazza San Pietro, all'inizio di una dolce notte autunnale, con il commovente saluto di Papa Giovanni ai fedeli convenuti per l'ultimo atto della giornata inaugurale del Concilio Ecumenico Vaticano II, ma il mondo non vuol sapere di godere appieno della tanto auspicata pace. C'è infatti, per giunta da pochissimi giorni, un nuovo capitolo della controversa tensione internazionale basata sulla contrapposizione tra le due super- potenze, Stati Uniti e Unione Sovietica, quest'ultima con la complicità di Cuba e Fidel Castro. Proprio nell'isola centro - americana, infatti, i sovietici hanno da tempo installato dei missili, ma di questo il Presidente statunitense, John Kennedy, è stato informato solo il 16 ottobre, dopo alcune ricognizioni degli aerei - spia U 2.
L'annuncio del blocco navale per evitare l'arrivo di altri missili è stato dato da JFK in diretta TV la sera di lunedì 22: certo è che il mondo intero ha paura di un conflitto atomico quanto mai distruttivo.
La RAI, pur con i mezzi ancora limitati di cui dispone (i collegamenti video intercontinentali via satellite sono stati inaugurati appena tre mesi prima), garantisce un'esauriente copertura informativa nel corso dei quattro spazi informativi televisivi previsti tra il tardo pomeriggio e la prima nottata, nel modo che fra poco scopriremo. In attesa di aggiornamenti, si rivede con piacere un Gilberto Govi di quasi quattro anni prima (Sotto a chi tocca), sempre padrone di quell'eloquente mimica che aiuta la comprensione di una lingua non a tutti accessibile come quella genovese (del resto, come aveva dichiarato lo stesso artista dieci anni prima in un'intervista rilasciata a Indro Montanelli, Mi, in tiatru, una cumedia nu a daggu se nu ne sun persuasu cumme un cummessu viaggiatù 'u deve ese persuasu dell'articulu che 'u vende) (*), e, senza troppa pedanteria, si parla per un quarto d'ora del petrolio in chiave non economica, bensì scientifica.

(*) da INDRO MONTANELLI, Tali e quali (Incontri), vol. 2, Longanesi, 1952, pag. 260.

Il resto, come sempre, è pubblicità, pure stavolta evocata dai nostri reperti filmati ispirati agli spots della giornata. Un dialogo tra due vicine casalinghe presenta agli italiani un nuovo prodotto del colosso nordamericano Procter & Gamble: Spic & Span.

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Ormai l'Italia sta assumendo una sempre maggiore credibilità internazionale in ambito economico e industriale, per cui sembra quasi naturale il fatto che le multinazionali aprano vere e proprie filiali nella terra dove il sì suona, ivi diffondendo prodotti noti (e usati) di qua e di là dell'Atlantico. In questo brano tratto da Tic - Tac vedrete i telecomunicati nostrani di altre due invenzioni provenienti dagli Stati Uniti: l'ennesimo detersivo, Aiax, brevettato dal colosso Colgate - Palmolive (l'Ondata Blu, il Tornado Bianco e il Lanciere Bianco arriveranno tra pochi anni anche nel nostro Paese), e un rimedio medico, reperibile già da qualche anno nello Stivale, tra i più efficaci nella propria semplicità, il digestivo Alka Seltzer. Paleo-globalizzazione figlia del sempre più emergente consumismo ? Be', giudicate voi...

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Di pubblicità torneremo a parlare dando una sbirciatina al Carosellus Magnus di quel 24 ottobre 1962. Sono le 20,30 e, ora più che mai, bisogna sapere, sentire, vedere... c'è puzza di terza guerra mondiale...

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Subito la parola va a Gianni Granzotto, aiutato dai colleghi corrispondenti (specialmente da Ruggero Orlando e Antonello Marescalchi, le voci dell'America, subentrate proprio all'occhialuto giornalista veneto richiamato in Italia con l'avvento della televisione, a metà anni Cinquanta): gli anni trascorsi negli Stati Uniti, forieri di amicizie prestigiose come quella con l'illustre penna dell'Herald Tribune, Walter Lippmann, gli permettono, prima di andare in onda e grazie a determinanti telefonate transoceaniche, di avere sempre e comunque notizie di prima mano, che non solo servono a coprire gli (allora) inevitabili limiti di collegamento video diretto tra Europa e USA, ma anche - e soprattutto - permettono di spiegare serenamente agli italiani cosa sta succedendo, cosa significa il concetto di quarantena elaborato da Kennedy. Inoltre è proprio notizia di quel giorno l'invio da parte del leader del PCUS a JFK di missive atte a specificare le intenzioni pacifiche da parte sovietica di tale operazione: si parla quindi di armi deterrenti. Il peggio deve ancora venire: venerdì 26 una nave mercantile sovietica sarà abbordata da un'unità navale USA e l'indomani i russi si vendicheranno abbattendo proprio sui cieli cubani uno dei famigerati U 2 di cui sopra. Per fortuna, però, questi eventi spingeranno subito Kruscev ad annunciare smantellamento e rimozione dei missili, ottenendo da JFK in cambio la definitiva inviolabilità della sovranità di Cuba... e la pace sarà salva.
Una breve clip, reperita in quel pozzo senza fondo denominato YouTube, ci mostra i punti più salienti di quelle due difficili settimane: in sottofondo potrete ascoltare la voce di JFK durante l'annuncio del 22 ottobre, giorno in cui la crisi di Cuba sembrò acuirsi davvero seriamente.

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Kennedy ha difeso vittoriosamente lo status quo, ottenendo lo smantellamento delle basi missilistiche a Cuba: e Kruscev ha dato una prova di equilibrio e di realismo "degna di uno statista"(...). La febbre scende rapidamente, il mondo tira un sospiro di sollievo..."
(ITALO PIETRA, in Il Giorno, 30 ottobre 1962)

La guerra è evitata, ma i comunisti conservano un santuario nell'emisfero occidentale...
(dal New York Times, 29 ottobre 1962)

E' stata (...) preservata l'indipendenza cubana, la libertà di svolgimento della sua rivoluzione. Un atto di forza che la stroncasse, un'invasione americana, non avrebbe significato solo una violenza unilaterale, avrebbe anche ferito a morte il principio dell'indipendenza nazionale e della libertà di ogni popolo di creare il proprio destino attraverso le proprie esperienze, le proprie autonome decisioni.
(GIOVANNI PIERACCINI, nell'Avanti !, 30 ottobre 1962)

Non c'è in Italia niente che valga meno di... Cuba. E niente l'Italia deve cedere al comunismo senza neppure "sfidarlo" a prenderselo con la forza. Sempre che voglia, ammesso che possa.
(dal Secolo d'Italia, 30 ottobre 1962)

Gli Stati Uniti sono impegnati dinanzi alla coscienza del mondo non solo a non invadere Cuba, ma a rispettarne la sovranità e a non interferire nella sua vita interna. E' stato scongiurato il pericolo della catastrofe atomica che i gruppi oltranzisti degli Stati Uniti hanno fatto gravare per una settimana sull'umanità intera.
(Dal documento della direzione del PCI, in L'Unità, 1° novembre 1962)

(Tutte le citazioni di cui sopra sono contenute in 20° Secolo - Storia del mondo contemporaneo, vol. 6, Mondadori, 1972, pag. 624)

Chiusa la doverosa parentesi storica, che in genere ci permette di focalizzare al meglio i principali avvenimenti trattati nel corso dei notiziari radiotelevisivi della giornata, ritorniamo a parlare di pubblicità e precisamente di Carosello. Il quartetto di inserzionisti della serata è davvero speciale: si parte con Tino Scotti e il confetto Falqui; il trombettiere senese introduce immagini esotiche commentate da Giorgio Albertazzi sotto il titolo Il sorriso del mondo (anche se il sorriso più autentico è sempre... Durban's). Stacchetto del mandolinista partenopeo ed ecco due testimonial d'eccezione, la vivace coppia nordamericana formata dalla sensuale (e purtroppo, più tardi, tragicamente scomparsa) Jayne Mansfield e da quel marcantonio di nome Mickey Hargitay, oriundo magiaro, già Mister Universo. Spesso ospite del nostro Paese, soprattutto perchè chiamata a recitare nei film avventurosi del genere peplum, la coppia (forte anche del fatto che la Mansfield sia poliglotta e conosca discretamente pure la lingua italiana) accetta di dare un tocco americano a un prodotto molto italiano come l'aperitivo Bianco Sarti, realizzando, per la regia di Daniele D'Anza, una serie intitolata Gagliardo com'è (con il conseguente sdoganamento di un aggettivo regolarmente contemplato dal nostro dizionario, pur se diffuso solo a Roma e dintorni nella variante gajardo):

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Chiudono per quella sera Carosello le calze Omsa, anche stavolta presentate, dopo il grosso successo dell'anno precedente, da Don Lurio e da Alice ed Ellen Kessler, la cui teutonica sensualità, tenuta a freno dal rigore censorio della RAI (e, in questo caso, dalla consociata SACIS), non può che essere simboleggiata dalle calze da donna dell'industria romagnola. Le due gemelle ventiseienni di Lipsia hanno declinato l'invito di Antonello Falqui e Guido Sacerdote a prendere parte alla seconda edizione di Studio Uno, che debutterà sotto Natale: le aspetta un'esperienza molto speciale, la partecipazione al melodramma contemporaneo Vivì di Franco Mannino, che andrà in scena all'inizio del nuovo anno al Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania. Al loro posto, in TV, ci saranno Dany Saval e Zizì Jeanmaire. Profilandosi lunga l'assenza dai teleschermi per le ex - Gemelle del Lido di Parigi, ecco che questi interventi nel variegato baraccone di Carosello sono imperdibili momenti per i loro fans. Rivediamo un loro Champagne twist (seguito dalla versione jingle del Dadaumpa), non senza una punta di rammarico e nostalgia: a quasi mezzo secolo di distanza, la Omsa sta attraversando un difficilissimo momento, con il grosso della produzione spostato in Serbia e soprattutto 300 operaie in cassa integrazione da oltre un anno, le quali stanno lottando per rivendicare il loro pieno diritto al lavoro. A loro giungano il nostro pensiero e soprattutto il nostro più sincero in bocca al lupo !

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Una prima serata molto interessante, quella proposta dai due canali televisivi: sul Nazionale, come ogni mercoledì, c'è Tribuna politica. Parla un democristiano emiliano, l'onorevole (ci sono ancora molti che ai politici danno ancora dell'Eccellenza, ma per fortuna questa mania, retaggio del regime fascista, si sta sempre più affievolendo) Giuseppe Medici da Sassuolo, il quale, interrogato come di consueto da giornalisti delle più svariate aree ideologiche, illustra il proprio progetto consistente nel tentativo di snellire e ammodernare la pubblica amministrazione in Italia. Il Secondo, invece, dedica il posto d'onore della propria programmazione a una versione televisiva di un romanzo tra i più toccanti sul tema della Resistenza, Il mondo è una prigione, testimonianza autobiografica di Guglielmo Petroni, ex - calzolaio toscano che, coltivando costantemente la passione per la poesia e la narrativa, riuscì a ritagliarsi un posto di riguardo tra i narratori del dopoguerra. L'esperienza del partigiano imprigionato, condannato a morte dalle SS e liberato appena in tempo dagli anglo - americani in coincidenza con il loro arrivo a Roma, nel giugno del 1944, viene ridotta per la televisione da Romildo Craveri e Vittorio Cottafavi, i quali affidano il ruolo del protagonista al bravo e credibile Raoul Grassilli. Non sappiamo se la RAI conservi ancora in archivio questo racconto filmato (spesso lavori dedicati a tematiche scomode finivano al macero dopo qualche tempo), ma ci incuriosisce per più motivi, dalla minuziosa ricostruzione storica alla sicura validità di soggetto, sceneggiatura, regia e recitazione, come d'altronde si conveniva alla TV di quell'irripetibile epoca.

Ancora uno stacchetto pubblicitario, stavolta estratto da Intermezzo, ultima nata tra le rubriche pubblicitarie e inseritasi subito nel palinsesto del Secondo Canale. Sigla a cartoni animati, con tanto di un Almanacco del giorno dopo ante litteram: cornice originale per quattro telecomunicati, tra i quali, quella sera, spicca l'intervento di Virna Lisi per il dentifricio Chlorodont. Se si eccettua una breve parentesi datata 1958 - '59, quando fu rimpiazzata da Rossana Rossanigo, l'attrice marchigiana ha sempre legato il proprio sorriso al lancio di questo storico prodotto, che abbandonerà quando gli impegni cinematografici a Hollywood non le permetteranno di essere spesso a Milano a girare caroselli e flashes. Svestiti i panni dell'ingenua Candida Chedenti, la bocca della verità, la venticinquenne Virna si confessa (in Carosello, s'intende) per cento secondi alla volta, arrivando a stupire l'immaginario intervistatore con qualche affermazione non chiarissima, che giustifica con la domanda: Ho detto qualcosa che non va ?. Parte subito il jingle, Con quella bocca può dire ciò che vuole ! , che ascoltiamo anche in questo 35'':

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Seconda serata musicale su entrambi i canali: il Secondo, rete elitaria, continua, grazie all'impegno e alla competenza del capostruttura Vittorio Zivelli, a proporre interessanti concerti jazzistici (quella sera è di scena il pianista svizzero George Gruntz, affiancato da una costante presenza radiotelevisiva, la cantante maltese Lilian Terry), mentre il Nazionale prosegue negli incontri con i beniamini della musica leggera, curati da Enrico Roda ma non particolarmente riusciti, malgrado l'attraente titolo Fuori il cantante !. Qui gli idoli canori, che cambiano ogni mercoledì, si presentano da soli, accompagnati in diretta dal ricco complesso orchestrale condotto da Gianni Ferrio, ma raramente, nei momenti riservati al parlato, mostrano spontaneità... è come se fossero costretti a mandare a memoria il copione che peraltro Roda deve aver elaborato tenendo conto di quei toni ironici e provocatori da lui stesso adottati nelle sue famose interviste ai tempi della rubrica domenicale Cineselezione, proseguite poi sulle pagine del Radiocorriere TV.
Protagonista della puntata del 24 ottobre è una delle cantanti di scuola napoletana ben svincolate dalla tradizione, anche perchè maggiormente attratte dagli stili provenienti dal Nordamerica, quindi da un canto sincopato dal sapore praticamente jazzistico. Il suo nome è Gloria Prestieri, nata in Emilia da padre napoletano e madre veneta, ma comunque cresciuta a Napoli. Da anni è nota agli ascoltatori come Gloria Christian e riesce a destreggiarsi alla grande tra canzone partenopea, motivi in lingua e scorribande jazzistiche o pseudo - tali, qui interpretando i brani rigorosamente in inglese. Il suo più grande successo, comunque, è e rimarrà Cerasella, presentata al Festival di Napoli del 1959.
Oggi Gloria Christian, come saprete, dopo aver vinto un brutto male impadronitosi proprio delle corde vocali, benedice l'invenzione del playback che le permette di esibirsi in TV (come le è puntualmente capitato dieci - quindici anni fa, come frequente ospite delle meravigliose trasmissioni di Paolo Limiti di cui, obiettivamente, sentiamo molto la mancanza - erano dei passatempi tutt'altro che cretini che, se pur miravano al pubblico dei più maturi, riuscivano a coinvolgere i più giovani proprio per la fattura complessivamente valida con cui venivano realizzati). Noi le rendiamo un meritato tributo andando a pescare nel mazzo delle canzoni presentate nel corso di quella puntata di Fuori il cantante, ma nell'edizione discografica della Vis Radio, storica etichetta napoletana.
Due canzoni su tre sono sigle televisive, tra l'altro incise nel giro di pochi mesi, in coincidenza con la messa in onda delle relative trasmissioni di riferimento. Partiamo con il motivo di sottofondo dei titoli di coda della serie di Giallo Club (la trasmissione di Ubaldo Lay - Tenente Sheridan, per intenderci) messa in onda nella primavera del 1961: la misteriosa G-Man, dall'azzeccatissimo arrangiamento, composta nientemeno che dal grande Bruno Maderna, autore di musica dodecafonica (e dintorni).

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Nell'estate successiva, nuova canzone - sigla per la Christian, stavolta in napoletano e per una serie di farse scritte apposta per la TV da Peppino De Filippo. Quest'ultimo sapeva sonare mandolino e pianoforte e si dilettava a scrivere motivi da eseguirsi nelle sue commedie, o comunque in occasione dei suoi spettacoli. Proprio come in Peppino al balcone, che per sei domeniche si era concluso con questo brano intitolato Paese mio:

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Per finire, ecco il più recente successo della raffinata Gloria, seconda classificata al Festival di Napoli: un divertente e non banale Pulecenella twist, ovvero la tradizione al servizio delle nuove mode:

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Con questa allegra canzone terminiamo il nostro (variegato, come sempre) post su un palinsesto televisivo di quasi mezzo secolo fa. Altre sorprese sono in arrivo, specialmente nel corso di un mese di novembre che, a differenza sia di questo ottobre, sia del novembre di un anno fa, dovrebbe vederci sicuramente più presenti all'interno di questo blog, con post meno rarefatti nel tempo... speriamo di riuscire in tale intento.

Vi ringraziamo per l'attenzione e (a chi ama festeggiarlo...non noi)...buon Halloween ! ! !

A presto ! ! !

CBNeas

domenica 9 ottobre 2011

Lunedì 9 ottobre 1967



NAZIONALE

17,30 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE
Edizione del pomeriggio
GIROTONDO (Dolcificio Lombardo Perfetti - Bambole Furga - Biscotti Bovolone - Lebole)

la TV dei ragazzi

17,45 FLASH
Impariamo a fotografare
a cura di Alberto Casati e Pat Ferrer
con la collaborazione di Lidia Costanzo
Regia di Elisa Quattrocolo
18,15 LE AVVENTURE DI TOM SAWYER
di Mark Twain
Adattamento di C.E. Webber
La fuga sull'isola
Int. : Fred Smith, Mike Strotheide, Betty Hardy, Lindsay Scott-Patton
Prodotto da Dorothea Brooking - BBC TV

ritorno a casa

GONG (Elettrodomestici Algor - Penne L.U.S.)
18,45 LE AVVENTURE DI LAURA STORM
di Leo Chiosso e Camillo Mastrocinque
con Lauretta Masiero
Il tredicesimo coltello
Prima parte
Con Aldo Giuffrè, Stefano Sibaldi, Cristiano Minello, Oreste Lionello
e con Elena Sedlak, Carlo Giuffrè, Cesare Polacco, Nello Riviè, Franco Volpi, Brunella Bovo, Nuto Navarrini, Isabella Biagini
Maestro d'armi Enzo Musumeci Greco
Delegato alla produzione Andrea Camilleri
Scene di Maurizio Mammì
Regia di Camillo Mastrocinque
(Replica)

ribalta accesa

19,45 TELEGIORNALE SPORT
TIC - TAC (Amaro 18 - Sveglie Veglia - Camicie Cit - Crema da tavola Royal Piletti - Corsi di lingue Globe Master - Olio Samor)
SEGNALE ORARIO
CRONACHE ITALIANE
OGGI AL PARLAMENTO
ARCOBALENO (Sidol - Aranciata Idrolitina - Esso Riscaldamento - Naonis - Alimentari Buitoni - Lanificio di Somma)
PREVISIONI DEL TEMPO
In studio Nicoletta Orsomando
20,30 TELEGIORNALE
Edizione della sera
Direttore Fabiano Fabiani
CAROSELLO
(1) Fratelli Fabbri Editori - (2) Voxson Televisori - (3) Camay - (4) Baci Perugina - (5) Helene Curtis
I cortometraggi sono stati realizzati da: 1) Roberto Gavioli - 2) Massimo Saraceni - 3) Recta Film - 4) Studio K - 5) Recta Film

21,00 E' PRIMAVERA
Film - Regia di Renato Castellani
Prod.: Universalcine
Int.: Elena Varzi, Mario Angelotti, Irene Genna
Presentazione di Gian Luigi Rondi
22,50 ANDIAMO AL CINEMA
a cura dell'ANICAGIS
23,00 TELEGIORNALE
Edizione della notte

SECONDO

TRASMISSIONI IN LINGUA TEDESCA
PER LA ZONA DI BOLZANO

SENDER BOZEN

VERSUCHSSENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

20,00 TAGES- UND SPORTSCHAU
20,15 DER FENSTERGUCKER
Burgenland
Bildbericht
Regie: Leopold Hainisch
Prod.: OSTERREICHISCHER RUNDFUNK
20,45 - 21,00 LUKULL SCHLENDERT DURCH EUROPA
Eine gastronomische Reise
Raklette und Fendant
Prod.: BAVARIA

21,00 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE
Edizione del 2°
21,10 INTERMEZZO (Kambusa Bonomelli - Aiax lanciere bianco - Linetti Profumi - Omogeneizzati al Plasmon - Cera Glanzer - Caffettiera elettrica Girmi)
21,15 SPRINT
Settimanale sportivo
a cura di Maurizio Barendson
22,00 Dalla Sala Grande del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano
LE NOVE SINFONIE DI BEETHOVEN
dirette da Lovro Von Matacic
Sinfonia n.9 in re op. 125 per soli, coro e orchestra: a) Allegro ma non troppo, un poco maestoso, b) Molto vivace, c) Adagio, d) Presto (<< Ode alla Gioia di Schiller >>)
Solisti, Orchestra Sinfonica e Coro di Milano della Radiotelevisione Italiana
Maestro del Coro Giulio Bertola
Presentazione di Mario Labroca
Regia di Carla Ragionieri

TSI - SVIZZERA

18,30 MINIMONDO
Trattenimento per i più piccoli condotto da Evy Bernasconi
19,15 TELEGIORNALE 1a edizione
19,20 Problemi del lavoro
OPERAZIONE CASTAGNO
Servizio di Francesco Canova
19,45 TV - SPOT
19,50 OBIETTIVO SPORT
Riflessi filmati, commenti e interviste
20,15 TV - SPOT
20,20 TELEGIORNALE Edizione principale
20,35 TV - SPOT
20,40 PICCOLO TEATRO
Casa Martin
Telefilm con Jacques Morel, Jacqueline Jehanneuf, Françoise Fleury e Gerard Darrieu
Regia di Guy Lefranc
21,05 VITA D'OGGI
Dibattito a cura del prof. Antonio Miotto
21,55 RECITAL DI HUGUES AUFRAY
Regia di Sergio Genni
22,40 TELEGIORNALE 3a edizione
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Da un po' di tempo a questa parte, anche per controllare l'esattezza delle informazioni comunicate anzitempo dall'Ufficio Stampa della RAI alle guide radiotelevisive settimanali facenti parte del nostro archivio (senza cui il nostro blog non avrebbe praticamente una base concreta sulla quale poggiare), ci divertiamo a consultare le vecchie annate di quotidiani come La Stampa e L'Unità disponibili in rete, ovviamente in riferimento alla singola giornata da noi trattata di volta in volta, per trarre analogie con quei giorni nostri da cui cerchiamo di rifuggire il più possibile rivivendo idealmente l'irripetibile passato, sicuramente migliore di questo plumbeo presente. Così, rileggendo per sommi capi le notizie di cronaca bianca pubblicate da Stampa Sera il 9 ottobre del '67 (un lunedì: bisogna sapere che a quei tempi l'edizione serale del quotidiano torinese usciva in tutta Italia il primo giorno della settimana, facendo le veci della testata principale), abbiamo trovato una notizia che, pur senza l'odierno clamore, ci è sembrato di leggere da più parti proprio nelle scorse settimane: il colpo di coda dell'estate, con le ultime belle giornate registratesi un po' ovunque, su e giù per lo Stivale.
Mentre scriviamo sono passati alcuni giorni dal 9 di ottobre di 44 anni dopo e l'atmosfera si è di nuovo adeguata alla normalità del periodo (anzi, ci pare che già ci sia nell'aria un'avvisaglia dell'inverno che verrà): comunque sia, questo richiamo di carattere meteorologico serve quasi a chiarire che non è poi così raro un principio del terzultimo mese dell'anno atto a consumare gli ultimi spiccioli di caldo e di sole... insomma, come è accaduto nel 2011, così accadde pure nel 1967.

E sul 1967 ci soffermiamo, tenendo conto della programmazione TV, per l'appunto, di quel 9 ottobre. Il palinsesto si sta gradualmente normalizzando: tra l'altro si continua insistentemente a parlare di una fascia meridiana di circa un'ora e mezza (dalle 12,30 alle 14,00, con l'elemento più importante rappresentato da un TG sicuramente diverso dagli altri in quanto meno ufficiale) la cui partenza, prevista proprio per quell'autunno, viene definitivamente rinviata al nuovo anno. Il pomeriggio dedicato al pubblico più giovane è diviso tra un originale quanto istruttivo corso basilare di fotografia prodotto dalla sede RAI di Torino e una riduzione per il piccolo schermo delle Avventure di Tom Sawyer mandata in onda con successo dalla BBC alcuni anni prima e adesso adattata e doppiata appositamente per la nostra televisione. Infine, in attesa che riprendano le rubriche di servizio messe in onda intorno alle 19,00 (si prevedono alcuni cambiamenti di testata e di struttura), seguite da una nuova serie dell'enciclopedico progetto Sapere che tanto interesse ha suscitato nei primi mesi dell'anno, vengono riproposti alcuni sceneggiati andati in onda in precedenza, con grande successo: è il momento de Le avventure di Laura Storm, brillante originale televisivo dal sapore giallo - rosa, imperniato sulle vivaci inchieste di una super - eroina, una donna pratica di arti marziali che nella vita di tutti i giorni scrive di cronaca nera e indaga personalmente sui vari crimini di cui deve occuparsi per lavoro. A interpretare la protagonista è la bravissima, indimenticabile Lauretta Masiero, mentre la regia si deve a un artigiano del grande schermo, per l'occasione convertitosi ai 21 pollici, Camillo Mastrocinque (anche autore dei testi in collaborazione con il torinese Leo Chiosso, che di noir s'intende, non foss'altro che per la lunga collaborazione come paroliere di Fred Buscaglione), il tutto con la produzione esecutiva di Andrea Camilleri (sì, proprio lui !).
Quando, nel marzo del 2010, Orlando (che salutiamo affettuosamente: speriamo quanto prima di affidargli nuovamente le sue azzeccate e documentate analisi cinematografiche) rese omaggio a Lauretta Masiero in occasione della sua scomparsa, vi mostrammo le immagini della sigla di testa de Le avventure di Laura Storm, accompagnate da un frizzante motivo per grande orchestra. Siamo in grado di farvi ascoltare quel brano per intero, esattamente nella versione scelta a commento musicale di quella breve introduzione: si tratta di I'm looking over a four leaf clover, nell'esecuzione dell'orchestra diretta dal musicista e arrangiatore statunitense Sid Ramin, che già ispirò a Don Lurio un balletto in occasione di un varietà di Antonello Falqui (ci sembra Teatro 10 del 1964).

zSHARE - 1963 - sid ramin - I_m looking over a four leaf clover.mp3

Ed ora eccoci al consueto appuntamento con i consigli per gli acquisti vintage della giornata:





Tra gli estratti cartacei che documentano alcuni comunicati passati quella sera nei vari Tic - Tac, Arcobaleno e - più tardi - Intermezzo inseriamo un contributo video che sicuramente vi sarà gradito, anche a testimonianza della recente nascita di un must della storia telepubblicitaria italiana: il celeberrimo, orecchiabile jingle dei Baci Perugina, scritto e composto dal musicista toscano (seppur milanese di nascita) Franco Godi e destinato a legarsi al prodotto ben oltre la fine di Carosello (lo ricordiamo ancora regolarmente in onda, ovviamente debitamente riarrangiato al passo con i tempi, negli anni Ottanta). Questa prima serie, nota per una serie di effetti speciali allora del tutto rivoluzionari (tanto che, successivamente, verrà chiamato l'espertissimo Mario Bava), è tra i fiori all'occhiello della casa di produzione fiorentina Studio K, i cui cervelli sono Francesco Misseri, l'esperto copy Pico Tamburini (che però non contribuisce personalmente alla realizzazione di questo fortunato carosello) e, per l'appunto, il compositore Godi. La fatina protagonista è una bionda olandese, Katia Christine:

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Quella sera in Intermezzo...







Lunedì sera con il consueto film (da mesi tornato in onda sul Nazionale, dopo tre o quattro anni di emigrazione sul Secondo), che per quel 9 ottobre è E' primavera di Renato Castellani, il cui tema di fondo è di natura sociale, trattandosi delle prime ondate migratorie di italiani del Sud verso il più ricco Nord negli anni della Ricostruzione. Il Secondo, invece, prima della trasmissione della sempre godibile, titanica Nona di Beethoven che il grande direttore d'orchestra fiumano Lovro Von Matacic ha appositamente concertato per la RAI in occasione di una pubblica esecuzione registrata nella Sala Grande del Conservatorio di Milano (chi non conosce l'Inno alla Gioia, da sempre fonte di viva emozione nell'ascoltatore e indispensabile elemento atto a coniare l'oggettiva definizione di Corale con cui universalmente si definisce l'intiera sinfonia ?), manda in onda l'ennesimo, valido numero del settimanale sportivo Sprint, ideato da Maurizio Barendson con la preziosa collaborazione di Gianni Minà e sempre pronto a ogni innovazione. Proprio con il via al campionato di calcio 1967-'68, giunto alla sua terza giornata, viene introdotta un'analisi tecnico - tattica a freddo più approfondita della partita il cui primo o secondo tempo è andato in onda in telecronaca registrata nel tardo pomeriggio del giorno prima. Al posto della voce di Nando Martellini o di Nicolò Carosio, i riflessi filmati stavolta si avvalgono del commento - dibattito tra addetti ai lavori, siano essi giornalisti o tecnici. L'incontro più atteso della domenica si giocava al San Paolo di Fuorigrotta, là dove ospite di Sivori, Altafini & C. era il risorto Milan del ritrovato Paròn Nereo Rocco, tornato in Lombardia dopo quattro campionati alla guida del magico Toro del mona d'un bitle Gigi Meroni (per il quale il destino ha, nel frattempo, riservato purtroppo solo una settimana ancora da vivere): è finito con una rete per parte (al vantaggio brasilian - partenopeo di Canè ha subito risposto l'eternamente giovane Kurt Hamrin, che in riva al Lambro sta vivendo una nuova felice stagione della sua lunga carriera italiana e che, prima di appendere le scarpe al chiodo, finirà la propria attività proprio nelle file del Napoli) ed è stato reso vivace dalle ottime prove dei due portieri, Dino Zoff e Fabio Cudicini. Le immagini che abbiamo trovato, pur non documentando le segnature, mostrano in breve un paio di esempi di interventi da parte dei succitati estremi difensori:

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Chi riesce a captare la sempre più valida (e apprezzata, fors'anche perchè fa meno i conti con una certa ufficialità presente invece in RAI) Televisione della Svizzera Italiana ha l'opportunità, quella sera, di fare idealmente conoscenza con un personaggio che occupa un posto a sè stante nel mondo della canzone francese d'autore, Hugues Aufray. Va infatti in onda una trasmissione di circa tre quarti d'ora interamente a lui dedicata, una rassegna di brani che consentono al telespettatore di apprezzare questo artista, che da sempre alterna l'interpretazione di canzoni da lui direttamente composte con versioni francesi di brani d'Oltreoceano che appartengono prevalentemente a un genere tra il folk e la protesta, con ottimi risultati.
Uno dei maggiori successi di Hugues Aufray è Santiano, ispirato a una vecchia ballata nordamericana, forse addirittura risalente a poco dopo la nascita degli Stati Uniti, cioè alla fine del diciottesimo secolo:

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Il musicista (e occasionalmente cantautore) statunitense Mort Shuman, stabilitosi in Francia, ha scritto le note di questa delicatissima Celine, il cui testo si deve allo stesso Aufray e all'esperta paroliera transalpina Vline Buggy:

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Ecco ora uno spassionato invito a una ragazza: non è più l'ora dei giochi infantili, ma bisogna partire per la vita, con le gioie e i dolori da provare man mano che si matura: Il faut ranger ta poupée, scritta da Hugues Aufray con la collaborazione di Pierre Delanoe (il paroliere per eccellenza del grandissimo Gilbert Becaud) e di un autore e produttore molto noto allora in Francia, Guy Magenta (nome che venne rubato in Italia, a inizio carriera, da una bionda ragazzona veneziana, una certa Nicoletta Strambelli, poi divenuta, come tutti sanno, Patty Pravo, anche lei, tra qualche mese, esperta di bambole in canzonetta...):

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Uno dei grandi meriti di Hugues Aufray è stato quello di aver tradotto in francese i capolavori di Bob Dylan, ricevendo da quest'ultimo fior di complimenti e duettando con lui durante alcune esibizioni parigine del grande cantautore del Minnesota. Ecco un esempio ottimamente riuscito, Comme ces pierres qui roulent (che naturalmente è Like a rolling stone): la versione da noi reperita su YouTube risale a moltissimo tempo dopo il 1967, a conferma del fatto che Aufray, oggi ottuagenario, sia ancora molto noto e attivo, almeno in patria e nei paesi francofoni.

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Per finire, ecco quella che, al tempo della trasmissione TSI testè menzionata, è la più recente incisione di Hugues Aufray, Voilà mes conditions, allegra e disimpegnata (ma mai banale) esposizione del sempiterno tema della ragazza ideale:

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L'edizione della notte del TG di quel 9 ottobre 1967 non manca di far cenno a un - ancora ufficioso - tragico avvenimento, spietatamente consumatosi poche ore prima in Sudamerica: l'assassinio di Ernesto Che Guevara, il medico argentino che, trasferitosi a Cuba, prese attivamente parte al consolidarsi del regime castrista e, una volta staccatosene, lottò in nome della Rivoluzione, in Africa come nella stessa America Latina. Ed è in Bolivia che il Che cade:

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Non tocca a noi, che non siamo storici, esprimere pareri più o meno categorici su questo personaggio, del quale abbiamo comunque apprezzato il lato interventista - populista. Non ci va invece a genio la diffusione sin troppo trascendentale del mito di Guevara, nel senso che non reggiamo per nulla giovani del nostro tempo (i cui genitori, nel 1967, magari andavano ancora all'asilo) intenti a sventolare icone del Che o a indossare t-shirts rosse con il suo ritratto in rilievo, senza magari sapere un'acca di chi fosse realmente costui, solo per cavalcare un'immagine sin troppo alla lunga trendy, sventolando poco convinti credi comunisti. E ce ne accorgiamo con amarezza noi, che non abbiamo difficoltà a dire di avere idee tutt'altro che di Destra ! Segno di un'epoca, quella corrente, che circoscrive i propri miti tra i personaggi dello sport e dello spettacolo (specialmente, in quest'ultimo caso, della musica rock), andando a spulciare nel passato per trovare qualcuno davvero in gamba in campo sociale e politico.

Nel Sessantasette, vero inizio anticipato del Sessantotto (e, in senso più generale, a nostro avviso, degli anni Settanta), era diverso. Vero è che il TG della RAI, almeno inizialmente, pur se diretto da un democristiano di Sinistra come Fabiano Fabiani, relegò la notizia tra le brevi dall'estero (d'altronde, l'Ente di Stato era lo stesso che, nel corso di Partitissima, lo spettacolo abbinato alla Lotteria Italia - allora detta di Capodanno -, poteva permettersi di fare satira politica solo su Mao o Fidel): per quanto riguarda la carta stampata, un periodico altamente liberal - conservatore come la Domenica del Corriere spese più parole esplicative che giudizi (piuttosto moralistici, questi ultimi) nei confronti del rivoluzionario argentino, descrivendone con dovizia di particolari la fine:

''Il rivoluzionario Guevara, mentre in certi Paesi rappresenta la speranza di una soluzione castrista, a Cuba rappresenta l'opposto, dato che la politica di Castro ha deluso troppa gente. Ma è difficile spiegare ai camponeses del Nordeste brasiliano, ai peones peruviani, ai minatori del Cile e della Bolivia e a tanti altri sfortunati che avevano accettato di seguire Castro più per disperazione che per convinzione politica, le mille sfumature imposte dal gioco politico nazionale e internazionale e pertanto "Che" Guevara con la sua leggenda è la medicina che cura tutti i mali''.
(ALESSANDRO PORRO: Se senti battere alla porta, apri: è Guevara. Domenica del Corriere, 24 ottobre 1967, pagg. 26-27)

''L'alibi morale per questa brutta pagina della storia sudamericana è che Guevara ha trascinato alla morte tanti bravi giovani ignari. Ma in questi casi non c'è alibi che tenga: la ferocia è sempre ferocia e non ha diritto di cittadinanza in nessun luogo e in nessun caso. Un avversario ferito, quali che siano le sue idee, è semplicemente un uomo da curare e poi, se è il caso, da processare; un avversario caduto, quali che siano state le sue azioni, è semplicemente un morto da seppellire''.
(GIANGIACOMO FOA, "Che" Guevara è stato ucciso su una branda, inserto speciale della Domenica del Corriere, 31 ottobre 1967)

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Non poteva mancare quella toccante canzone, Hasta siempre, che Carlos Puebla scrisse nel 1965, quando Guevara partì per la propria missione di rivoluzionario così tragicamente conclusasi due anni dopo, e che ancor oggi è ben nota ed eseguita in tutto il mondo, specie da artisti politicamente impegnati.
Altri brani, in varie lingue e in svariati paesi del mondo, sono stati dedicati alla figura del Che: da noi, il primo fu questo omaggio che Sergio Endrigo gli rivolse nel primo anniversario della scomparsa, cioè nell'autunno del 1968, e che venne pubblicato in due distinti 45 giri, abbinato ad altrettante canzoni. Questa canzone ha per titolo Anch'io ti ricorderò:

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Concludiamo tirando le somme assieme allo storico Sergio De Santis, il quale, al principio degli anni Settanta, scriverà:
''Su un punto(...) non sembrano possibili ridimensionamenti o revisioni. E' sul giudizio da dare sull'elevata statura morale di Ernesto "Che" Guevara, da ogni punto di vista lo si consideri: (...) E' questo senso etico, dapprima più emozionale e poi via via sempre più ideologizzato, che rappresenta il "filo rosso" di tutto il pensiero e di tutte le azioni del "Che". Il "filo rosso" che ne spiega la logica interna, che giustifica gli errori, che fa della vita del "Che" un tutto organico. Un solo grido di guerra per la liberazione dell'uomo dalle umiliazioni, dall'oppressione, dallo sfruttamento, da qualsiasi parte essi provengano. Un solo grido di guerra per la creazione di una società più giusta. Non solamente per una società che si definisca socialista, ma per una società che sia intimamente socialista ''
(SERGIO DE SANTIS, Guevara, ne I protagonisti della Storia Universale, Compagnia Edizioni Internazionali, 1971, vol. 14, pag. 504).

E con l'omaggio a Che Guevara termina pure il presente post: anche stavolta dobbiamo scusarci per la lunga gestazione di esso, ma il lavoro ed altri urgenti impegni (compreso quello che dovrebbe finalmente trasformare in realtà quel progetto cui da tempo facciamo velatamente cenno) ci hanno costretto a operare qui ora in veste di formiche, ora di tartarughe. Speriamo di avere più momenti di riposo in futuro, a partire dalla nostra prossima occasione, alla quale, ovviamente, vi diamo appuntamento.

E' il pomeriggio di sabato 22 ottobre: grazie a tutti e buona domenica ! ! !

A presto ! ! !

CBNeas