mercoledì 25 gennaio 2012

Martedì 25 gennaio 1972 (Radio - Terza e ultima parte)



SERA

PROGRAMMA NAZIONALE

19,10 CONTROPARATA
Programma di Gino Negri
19,30 QUESTA NAPOLI
Piccola antologia della canzone napoletana
19,51 SUI NOSTRI MERCATI

Per il Trentino - Alto Adige
19,15 GAZZETTINO
19,30 - 19,45 MICROFONO SUL TRENTINO
ALMANACCO: QUADERNI DI SCIENZA, ARTE E STORIA TRENTINA
Il cardinale Bernardo Clesio e lo sviluppo urbanistico di Trento
di G.M. Rauzi

Per il Friuli - Venezia Giulia
19,30 - 20,00 TRASMISSIONI GIORNALISTICHE REGIONALI
CRONACHE DEL LAVORO E DELL'ECONOMIA NEL FRIULI - VENEZIA GIULIA - OGGI ALLA REGIONE - GAZZETTINO

Per la Sardegna
19,30 IL SETACCIO
19,45 - 20,00 GAZZETTINO SARDO, edizione serale

Per la Sicilia
19,30 - 20,00 IL GAZZETTINO DI SICILIA, 4a edizione

20,00 GIORNALE RADIO
20,15 ASCOLTA, SI FA SERA
20,20 Marcello Marchesi presenta
ANDATA E RITORNO
Programma di riascolto per indaffarati, distratti e lontani
21,00 GIORNALE RADIO
21,15 Stagione lirica della RAI
IL DEMONE
Opera di Anton Rubinstein
Con Virginia Zeani e Nicola Rossi Lemeni
Direttore Maurizio Arena
Orchestra Sinfonica e Coro di Milano della Radiotelevisione Italiana
Maestro del Coro Giulio Bertola
23,30 OGGI AL PARLAMENTO
GIORNALE RADIO
Al termine:
I PROGRAMMI DI DOMANI - BUONANOTTE

SECONDO PROGRAMMA

19,00 MONSIEUR LE PROFESSEUR
Corso semiserio di lingua francese condotto da Carlo Dapporto e Isa Bellini
Testi e regia di Rosalba Oletta
19,30 RADIOSERA
19,55 QUADRIFOGLIO
20,10 Da Firenze
SUPERCAMPIONISSIMO
Gioco in quattro serate: Salto con l'asta
di Faele e Castaldo
Presenta Paolo Ferrari con Loretta Goggi
Orchestra diretta da Riccardo Vantellini
Regia di Roberto D'Onofrio
21,00 MACH DUE
I dischi di Supersonic
22,30 GIORNALE RADIO
22,40 UN AMERICANO A LONDRA
di Pelham Granville Wodehouse
Riduzione radiofonica di Alessandro De Stefani
Compagnia di prosa di Torino della RAI
Con Mariano Rigillo, Santo Versace, Misa Mordeglia Mari, Alfredo Dari, Mario Brusa
Regia di Massimo Scaglione
23,00 BOLLETTINO DEL MARE
23,05 PING-PONG
Un programma di Simonetta Gomez
23,20 Dal V Canale della Filodiffusione:
Musica leggera
24,00 GIORNALE RADIO
0.06 - 5,59 NOTTURNO ITALIANO

TERZO PROGRAMMA

19,15 CONCERTO DI OGNI SERA
Musiche di Lulli, Boccherini, Weber e R. Strauss
20,25 MUSICHE DI STORACE E CANNABICH
21,00 IL GIORNALE DEL TERZO - SETTE ARTI
21,30 TRIBUNA INTERNAZIONALE DEI COMPOSITORI 1971 INDETTA DALL'UNESCO
Musiche di Naumann, Raxach e Linjama
22,20 DISCOGRAFIA
a cura di Carlo Marinelli
22,50 LIBRI RICEVUTI
Al termine: Chiusura

RADIO SVIZZERA - MONTECENERI

I Programma

19,00 LA TROMBA DI AL HIRT
19,15 NOTIZIARIO - ATTUALITA' - SPORT
19,45 MELODIE E CANZONI
20,00 TRIBUNA DELLE VOCI
Discussioni di varia attualità
20,45 CORI DELLA MONTAGNA
21,00 VIVA L'OLIMPO !
Le previsioni del mago Tirèsia
Fanta-rivistina mitologico-rievocativa d'attualità
di Giancarlo Ravazzin
Regia di Battista Klainguti
21,30 BALLABILI
22,00 INFORMAZIONI
22,05 QUESTA NOSTRA TERRA
22,35 GALLERIA DEL JAZZ
a cura di Franco Ambrosetti
23,00 NOTIZIARIO - CRONACHE - ATTUALITA'
23,25 - 24,00 NOTTURNO MUSICALE

II Programma

19,00 PER I LAVORATORI ITALIANI IN SVIZZERA
19,30 MUSICA LEGGERA
20,00 DIARIO CULTURALE
20,15 L'AUDIZIONE
Nuove registrazioni di musica da camera
Brani di Witsenberg, Oevering e Malipiero
20,45 RAPPORTI '72
Letteratura
21,15 I CONCERTI BRANDEBURGHESI DI JOHANN SEBASTIAN BACH
N. 5 in RE BWV 1050
21,45 - 22,30 RASSEGNA DISCOGRAFICA
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Salute a tutti ! L'inverno si sta facendo sentire crudelmente, violentemente, come accade solo ad ogni morte di Papa. Cosa c'è di meglio, quindi, dell'ideale calore suscitato dai ricordi (o, per chi non c'era ancora, dalle continue scoperte suscitate dal nostro come eravamo telespettatori o radioascoltatori) ? Allora azioniamo una volta di più la macchina del tempo on line e torniamo, per l'ultima volta, al 25 gennaio 1972 - giornata fredda e nevosa, ma non in modo anomalo come le odierne - , con una carrellata delle trasmissioni musicali radiofoniche di quella sera (di una in particolare, con l'aiuto di un ospite che scopriremo fra breve).

Per cominciare, varchiamo per un attimo il Confine di Stato e scopriamo, tra gli intermezzi musicali della prima rete di Radio Monteceneri (ossia l'emittente elvetica nazionale del Canton Ticino), un breve incontro con il trombettista statunitense Al Hirt (He's the King è l'appellativo che lo contraddistingue), solista di fama internazionale e poliedrico esecutore dall'indiscussa tecnica, da lui sciorinata in pezzi di bravura come questo Green Hornet, arrangiamento in chiave moderna de Il volo del calabrone di Nikolaj Rimskij - Korsakoff:

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Torniamo ora alla programmazione RAI: il Nazionale da tempo dedica venti minuti settimanali (anche per favorire la diffusione del Gazzettini serali messi in onda dalle sedi regionali di Trento, Bolzano, Trieste, Palermo e Cagliari) al repertorio classico napoletano (la rubrica s'intitola Questa Napoli, una testata che diventa popolarissima). Tra i brani in programma quella sera viene diffusa questa composizione risalente a metà Ottocento, struggente, bellissima e soprattutto ovunque nota (se ne ricorda una versione eseguita da Joan Baez nei propri recitals): Lu cardillo, nella versione di uno dei grandi storici (dopo Roberto Murolo e prima di Fausto Cigliano, naturalmente in ordine di tempo: quanto al valore, tutti e tre meritano l'ex - aequo) della canzone partenopea: Guglielmo Chianese, in arte Sergio Bruni.

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Alle 21 in punto scatta l'ultimo grande appuntamento con la musica per i giovani, introdotto da questa inconfondibile sigla:

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Partito nell'estate precedente, in occasione dei mesi invernali
Supersonic modifica leggeremente il titolo (che infatti diventa Mach Due - I dischi di Supersonic, variante che sarà limitata solo a quel primo trimestre del 1972: negli inverni seguenti non verranno apportate trasformazioni di sorta), ma non certo la formula. Agli ordini di Tullio Grazzini, gli annunciatori Paolo Testa, Piero Bernacchi e Antonio De Robertis (cui si aggiungerà fra poco Paolo Francisci, che terminerà la collaborazione con la Radio della Svizzera Italiana; inoltre rientrerà successivamente Gigi Marziali) si trasformano in veri animatori, inaugurando la formula delle dediche (inviate dagli ascoltatori direttamente in redazione, al numero 10 di via Asiago in Roma) e presentando in modo molto più informale del consueto le canzoni scelte, per l'appunto, dal succitato Grazzini, spigolando tra le tante novità discografiche in circolazione, non senza qualche breve tuffo nel passato, specie se si tratta di artisti e/o di generi ancora molto richiesti.
Come i nostri fedelissimi di vecchia data sanno, dal settembre del 2010 Facebook ospita una pagina, il Supersonic Fan Club, che si prefigge (e con successo, dobbiamo dire) di perpetuare il ricordo di questa storica e dinamica trasmissione, che ebbe sicuramente il merito (assieme alla già ricordata Per voi giovani ) di rivoluzionare definitivamente le offerte radiofoniche di musica leggera, allargando di molto gli orizzonti (cogliendo quindi anche ciò che di nuovo e di buono caratterizzò le nuove tendenze del pop - rock). Ideatore e animatore di tale tributo è l'esperto napoletano di musica anni '70 Max D'Agata, che voi del Focolare già conoscete e che per l'occasione ritorna, aiutandoci ad illustrare, con adeguate presentazioni, la nostra retrospettiva. Anzi, linea subito a lui per l'introduzione al primo brano in programma quella sera:

- Già negli anni '70 i SANTANA mescolavano vari generi quali salsa, rock classico, blues e fusion. CARLOS SANTANA(uno dei migliori chitarristi rock viventi) usava, e lo fa tuttora, in modo estensivo i suoi assoli di chitarra e si avvaleva anche di strumenti tradizionali del suo paese.
- Ascoltiamo quindi Hope you're feeling better, dall'album Abraxas:

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- Il dirigibile del rock anglosassone continua a volare alto, pur se è ancora vivo il ricordo dei disordini dell'estate precedente a Milano, in occasione di una partecipazione alla tappa del Cantagiro - Cantamondo. Si mantengono costanti le vendite di Led Zeppelin IV, ricordato dai più certamente per Stairway to heaven, ma contenente anche altri interessanti pezzi, proprio come questo Rock and roll:

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- I MIDDLE OF THE ROAD, gruppo scozzese di nascita ma romano di adozione (uno dei tanti gruppi alla ricerca del successo in Italia sull'onda della "British invasion") nascono alla fine degli anni'60. La particolarità è che le loro canzoni sono italianissime: prodotte da GIACOMO TOSTI, le musiche sono firmate dai fratelli MARIO E GIOSY CAPUANO ed i testi sono di LALLY STOTT (altro cantautore inglese famosissimo all'epoca e "adottato" dal nostro Paese). Questo è uno dei loro tanti successi: TRY A LITTLE UNDERSTANDING.

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- Dal cilindro di Mogol e Battisti, titolari della Numero Uno, esce un nuovo personaggio, un pugliese alto e aggressivo, "una roccia dal cuore caldo" (come lo definirà, anni dopo, il titolo di una raccolta di suoi successi). Il suo nome è Adriano Pappalardo e, in attesa di esplodere l'estate seguente con E' ancora giorno di Lucio Battisti, si fa le ossa con Una donna di Mario Lavezzi:

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- WILLIAM GARRISON "BILL" WITHERS, nato a Los Angeles il 4 luglio 1938,(sì, proprio lo stesso giorno in cui, 33 anni dopo, sarebbe andata in onda la prima puntata di SUPERSONIC) è un cantautore e musicista statunitense attivo sulla scena musicale dal 1970 al 1985. Il 25 gennaio 1972 MACH DUE ci propone il suo più recente successo: HARLEM.

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- Presenza costante di Supersonic (e quindi anche del suo derivato Mach due) è Mina, la quale, reduce dalla recente maternità, ha appena ripreso a lavorare a pieno ritmo, sia alla radio (con il nuovo programma Andata e ritorno, che la vede al microfono il mercoledì e il venerdì sera) che in TV, contattata dal suo regista di sempre, Antonello Falqui, per una nuova edizione di Teatro 10 a fianco di Alberto Lupo. Per intanto la si ascolta nel disco uscito prima dell'ingresso nella Clinica Mangiagalli di Milano per dare alla luce Benedetta, Uomo:

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- I TEN YEARS AFTER, gruppo appartenente alla stagione d'oro del rock- blues inglese, sono stati in attività tra il 1965 ed il 1973, anno in cui ALVIN LEE, chitarrista e leader del gruppo, ha abbandonato la band per intraprendere progetti solistici. Questa è UNCLE JAM:

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- Dopo un periodo in cui, come Piero Litaliano, si era fatto conoscere tra gli addetti ai lavori della canzone d'autore, del livornese Piero Ciampi si erano perse le tracce. Nel '70 è sorprendentemente rispuntato, sempre come "poeta maledetto" e suonatore autodidatta, aiutato nelle partiture da Pino Pavone e Gianni Marchetti e pronto a catturare di nuovo i più attenti ascoltatori. Nel 1971 Ciampi ha partecipato senza fortuna alle eliminatorie del Disco per l'Estate con uno dei suoi migliori brani, L'amore è tutto qui:

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Da IMAGINE (6° 33 giri "solo" di JOHN LENNON, il 2° dopo lo scioglimento dei BEATLES),questo è il pezzo che chiude il disco, ovviamente dedicato a colei che è stata la causa principale della fine dei FAB FOUR, ovvero la famigerata Yoko Ono: OH YOKO.

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- Un trio inglese, purtroppo presto dimenticato: i Freedom in un'interessante ballad intitolata Thanks.

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- Gli OSAGE sono un gruppo di rock progressivo formato nel 1971 e fondato da FRANCO BATTIATO, cantante della band, che a quei tempi si dedicava alla musica sperimentale. Il pezzo che ascolteremo tra pochissimo era la sigla di apertura dell'edizione 1971- '72 (l'ultima) di CHISSA' CHI LO SA, il fortunato quiz televisivo per ragazzi condotto da FEBO CONTI: gli OSAGE con UN FALCO NEL CIELO.

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- Paul Bradley Couling, gallese, più noto come Mal, tenta (da Roma) di conquistare il mercato britannico con alcuni brani in madrelingua. Non riuscirà nell'intento, ma in compenso arriverà a piazzarsi bene nelle classifiche tedesche con questo Mighty mighty Roly poly:

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- Un grande cantautore italiano, BRUNO LAUZI, qui in veste di interprete di un grande successo firmato dalla PREMIATA DITTA MOGOL-BATTISTI: L'AQUILA.

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- Una profonda metamorfosi per colei che solo sette - otto anni prima era Mimì Bertè, reginetta dello yè-yè: ora la ventiquattrenne Domenica ha assunto il nome d'arte di Mia Martini e da poco ha pubblicato un 33 giri dal titolo Oltre la collina, disco pieno di canzoni impegnate e sofferte. Talune sono originali; altre sono versioni di pezzi già noti, quasi tutti tradotti per l'occasione, sicchè I believe in love, dal film Taking off, diventa Ossessioni.

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- Un cantante inglese i cui pezzi, spesso e volentieri, passavano a SUPERSONIC che li trasformava in successi: ENGELBERT HUMPERDINCK con THERE'S AN ISLAND.

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- Due voci black, quelle di Mac e Katie Kissoon, con un gioiellino dal titolo I've found my freedom:

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- Non può mancare il mito della musica italiana non solo di quel periodo, ma anche di tutti i tempi: il grandissimo LUCIO BATTISTI con un suo classico, BALLA LINDA:

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- Wilson Pickett, scomparso qualche anno fa, è ricordato dai più non solo come partner sanremese di nostri validissimi interpreti come il succitato Lucio Battisti o Fausto Leali, ma anche come un personaggio di primissima scelta del grande R & B proveniente dalle sale d'incisione della Atlantic. Eccolo in I found a true love:

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- Atmosfere più melodiche e romantiche con un giovane cantautore che nell'estate del 1972, proprio grazie a SUPERSONIC, troverà il successo definitivo con ALONE AGAIN. GILBERT O'SULLIVAN in WE WILL...
- ...che I Profeti, dopo aver tradotto un altro brano dell'artista irlandese, Nothing rhymed, in Era bella, italianizzeranno con il titolo Prima notte senza lei:

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- Poteva mancare l'angolino del pop progressivo made in Italy, così in voga in quel periodo ? Certamente no: per giunta è di scena un gruppo cresciuto all'interno della IT di Enzo Micocci, ma purtroppo mai divenuto celebre. Si tratta de Le Impressioni, che eseguono E' la fine della vita:

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- Ancora musica italiana con un gruppo che sicuramente avrebbe meritato di piu':sono i FLASHMEN con MA COSA FAI.
- Brano ancor oggi, a 40 anni di distanza, di grande attualità, non foss'altro che per il testo dichiaratamente antirazzista:

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- Varchiamo nuovamente le Alpi e ci spingiamo oltre la Manica per ascoltare un altro gruppo da one shot: i Fuzzy Duck, esecutori di Time will be your doctor:

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- Torniamo in Italia con una grande cantante, PATTY PRAVO, che vediamo in un video tratto da CANZONISSIMA 1971 con il suo ultimo successo: PREGHIERA.

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- Una produzione interamente italiana per un clamoroso ritorno, quello di Ghigo Agosti, rocker gay che scandalizzò non poco i benpensanti nel 1959 con Coccinella, canzone dedicata al famoso transessuale francese. Nel 1967, con il nome di Mister Anima, Ghigo aveva inciso Non voglio pietà, ripresentato ora in inglese come Hot rock, con il nome d'arte di Black Sunday Flowers e la produzione di Franco Battiato:

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- Andiamo avanti con i MEGATON, altro gruppo purtroppo non molto conosciuto anche se molto valido: questo è il loro successo Supersonico di inizio 1972, WANNA BE A HERO.

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- La puntata di Mach due" del 25 gennaio 1972 si conclude con un altro gruppo tra i più noti e dinamici dell'hard rock inglese del periodo, dal nome preso a prestito da un personaggio negativo del David Copperfield di Dickens: sono in scena gli Uriah Heep con I wanna be free.

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Benissimo: ringraziamo Max D'Agata, compagno di avventure supersonico - nostalgiche, e concludiamo il nostro post, articolato in tre parti per (soprattutto) vostra comodità, in modo, oseremmo dire, quasi solenne. L'occasione ci viene data dalla trasmissione mandata in onda dal Secondo Programma della Radio Svizzera Italiana, alias Montecèneri, che diffonde, nell'ambito di un ciclo che presenta tutti e sei i fondamentali Concerti Brandeburghesi di Johann Sebastian Bach, forse il capolavoro assoluto del compositore di Eisenach vissuto tra fine '600 e la prima metà del '700, il quinto della serie.
Da dire che in origine Bach aveva classificato la raccolta (catalogata poi, nel Bach Werk Verzeichnis, progressivamente dal numero 1046 al numero 1051) con un semplice titolo in francese, Concerts avec plusieurs instruments: l'appellativo di Brandeburghesi fu postumo, per merito di Philipp Spitta, musicologo ottocentesco originario della Bassa Sassonia, che ebbe modo di studiare a fondo l'uomo e il musicista Bach e per l'occasione si rifece alla dedica di quest'ultimo a Christian Ludwig, Margravio di Brandeburgo e Suo ammiratore, formulata nella bella copia dello spartito presentata al Nobile prussiano il 24 marzo 1721.
Il Concerto numero 5 è in realtà il sesto e ultimo composto in ordine cronologico ed è l'apoteosi del clavicembalo, strumento che praticamente domina, assieme al flauto traverso, tutte le parti solistiche dei tre tempi, i quali sono un lungo ed elaborato Allegro, un intimo Affettuoso e un nuovo Allegro conclusivo.
La musicologa Maria Luisa Merlo spiega il senso e il successo dei Brandeburghesi in questo modo: "La magnificenza strumentale dei ''Concerti Brandeburghesi'' trova una spiegazione, oltre che nello specifico musicale, anche nelle condizioni sociali e spirituali in cui furono creati. Il Barocco fu un periodo estremamente fecondo sia dal punto di vista religioso sia dal punto di vista politico; anzi, possiamo affermare che le due forze - potere religioso e potere temporale - si assestarono su posizioni sostanzialmente paritarie, in quanto la Controriforma cattolica coincise con il trionfo dell'assolutismo e il consolidarsi degli Stati nazionali. Questo significò aumento di potere e di ricchezze sia per le istituzioni religiose sia per quelle politiche, ed entrambe utilizzarono le arti come elementi rappresentativi del potere; l'ostentazione di splendore divenne così una delle funzioni principali della musica nelle corti barocche. per questo motivo si diffuse il gusto della sfarzosità in musica e gli aristocratici divennero produttori e al tempo stesso destinatari delle composizioni musicali. La musica da camera e quella sacra diventarono istituzioni di corte e i musicisti costituirono un seguito indispensabile durante i consueti spostamenti delle corti. (...) I musicisti, in quanto membri di una corte, ne seguivano le sorti e potevano così cadere in disgrazia o godere di grandi privilegi a seconda delle vicissitudini politiche. Spesso le loro condizioni economiche erano così precarie che, nei periodi di crisi, erano i primi a farne le spese: i compensi venivano dimezzati, se non addirittura soppressi, come durante la Guerra dei Trent'Anni, che segnò un momento disperato per i musicisti tedeschi. Certamente, il grande prestigio sociale che derivava da un impiego a corte sopperiva in parte alla mancanza di un salario sicuro".
(dalla brochure di un'edizione discografica pubblicata nella collana I Maestri della Musica, Istituto Geografico De Agostini, 1989)

Dopo questa lunga e doverosa premessa, godiamoci insieme e per intero il Concerto Brandeburghese numero 5 in RE, BWV 1050, di Johann Sebastian Bach, nell'esecuzione dell'Orchestra da Camera della Radio della Saar diretta da Karl Ristenpart:

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Così, sulle note di Bach, ha termine questa panoramica (la più possibile approfondita) sui programmi radiofonici del 25 gennaio 1972. Ora ricominciano le ricerche di archivio, fatte soprattutto di filmati presenti su YouTube, per dar vita al nuovo argomento di cui ci occuperemo. Vi possiamo solo dire che rivisiteremo un certo palinsesto di un certo febbraio più o meno lontano... il resto lo saprete non appena avremo completato e licenziato il tutto.

Grazie mille per l'attenzione e arrivederci presto ! ! !

Un caro e affettuoso saluto da

CBNeas

Martedì 25 gennaio 1972 (Radio - Seconda parte)



POMERIGGIO

PROGRAMMA NAZIONALE

13,00 GIORNALE RADIO
13,15 LE BALLATE DELL'ITALIANO
Spettacolo di ieri per gente di oggi, scritto e diretto da Maurizio Jurgens
Musiche originali di Gino Conte
14,00 GIORNALE RADIO
- Flaminia Morandi e Pasquale Chessa
presentano:
BUON POMERIGGIO
Nell'intervallo (ore 15,00):
GIORNALE RADIO - CICALINO
16,00 Programma per i ragazzi
DON CHISCIOTTE E' TRA NOI ?
a cura di Gladys Engely
Consulenza del prof. Alessandro Martinengo dell'Università di Trieste
Regia di Ugo Amodeo
16,20 PER VOI GIOVANI
dischi a 33 e 45 pop folk underground italiani e stranieri testi tradotti novità lettere interviste mondo del lavoro e della scuola tempo libero consumi libri film giornali e anche altre cose
- Richard Benson e Mariù Safier: L.P. dentro e fuori classifica
- Michelangelo Romano: nuovi cantautori italiani
- Raffaele Cascone: L.P. appena usciti
Nell'intervallo (ore 17,00):
GIORNALE RADIO

Per il Friuli - Venezia Giulia
15,10 COME UN JUKE - BOX
16,00 MUSICHE DI AUTORI DELLA REGIONE
16,20 UN PO' DI POESIA
16,25 ORCHESTRA JAZZ SEBASTIAN BACH
16,40 - 17,00 CON L'ORCHESTRA DIRETTA DA ENZO CERAGIOLI

18,20 COME E PERCHE'
Una risposta alle vostre domande
18,40 I TAROCCHI
Presenta Barbara Marchand
18,55 ITALIA CHE LAVORA
Panorama economico sindacale
a cura di Arnaldo Plateroti e Ruggero Tagliavini

SECONDO PROGRAMMA

13,30 GIORNALE RADIO
13,35 QUADRANTE
13,50 COME E PERCHE'
Una risposta alle vostre domande
14,00 SU DI GIRI
14,30 TRASMISSIONI REGIONALI
15,00 DISCOSUDISCO
Nell'intervallo (ore 15,30):
GIORNALE RADIO - MEDIA DELLE VALUTE - BOLLETTINO DEL MARE

Per il Trentino - Alto Adige
15,00 - 15,30 SIGNORI, VOGLIAMO PARLARNE UN PO' INSIEME ?
di Sandra Tafner
Per la Sardegna
15,00 ALBUM MUSICALE ISOLANO
15,40 - 16,00 S. PILI ALLA FISARMONICA
Per la Sicilia
15,05 SICILIA GIOVANI
di Franco Chiarenza
con Maresti Savona e Francesco Causarano
15,40 - 16,00 FUORISACCO

15,55 CICALINO
16,00 Franco Torti e Federica Taddei
presentano
CARARAI
Un programma di musiche, poesie, canzoni, teatro, ecc. su richiesta degli ascoltatori
a cura di Pier Benedetto Bertòli
con la consulenza musicale di Sandro Peres e la regia di Giorgio Bandini
La musica della sigla è eseguita all'organo da Gianni Mazza
Negli intervalli (ore 16,30 e 17,30):
GIORNALE RADIO
18,00 SPECIALE GR
Fatti e uomini di cui si parla
a cura di Alfredo Ferruzza
Edizione della sera
18,15 LONG PLAYING
Selezione dai 33 giri
18,40 Luigi Silori presenta:
PUNTO INTERROGATIVO
Fatti e personaggi nel mondo della cultura

TERZO PROGRAMMA

13,00 INTERMEZZO
Musiche di Glinka, Chopin e Rachmaninoff
14,00 SALOTTO OTTOCENTO
Musiche di Bellini, Donizetti e Verdi
14,20 LISTINO BORSA DI MILANO
14,30 IL DISCO IN VETRINA
Musiche di John Cage eseguite da Jeanne Kerstern
(CBS)
15,30 CONCERTO SINFONICO
Direttore JOSEF KRIPS
Pianista WILHELM KEMPFF
Musiche di Beethoven, Schumann e Mendelssohn
London Symphony Orchestra
16,45 IVRY GITLIS SUONA BACH
17,00 LE OPINIONI DEGLI ALTRI
Rassegna della stampa estera
17,10 LISTINO BORSA DI ROMA
17,20 FOGLI D'ALBUM
17,35 JAZZ OGGI
Un programma a cura di Marcello Rosa
18,00 NOTIZIE DEL TERZO
18,15 QUADRANTE ECONOMICO
18,30 BOLLETTINO DELLA TRANSITABILITA' SULLE STRADE STATALI
18,45 GLI INFORTUNI SUL LAVORO IN ITALIA
a cura di Giuseppe Tolla
Cosa si fa e cosa non si fa per rendere più sicura la vita nelle fabbriche e nella campagna

RADIO SVIZZERA - MONTECENERI

I Programma

13,00 DISCHI
13,25 CONTRASTI '72
Variazioni musicali presentate da Solidea
14,00 INFORMAZIONI
14,05 RADIO 2 - 4
16,00 INFORMAZIONI
16,05 A TU PER TU
Appunti sul music - hall con Vera Florence
17,00 RADIO GIOVENTU'
18,00 INFORMAZIONI
18,05 FUORI GIRI
Rassegna delle ultime novità discografiche a cura di Paolo Francisci
18,30 CRONACHE DELLA SVIZZERA ITALIANA

II Programma

14,00 Dalla RDRS
MUSICA POMERIDIANA
17,00 Radio della Svizzera Italiana
MUSICA DI FINE POMERIGGIO
Brani di Croce, Telemann, Hauser, Verdi e Vaughan Williams
18,00 RADIO GIOVENTU'
18,30 INFORMAZIONI
18,35 LA TERZA GIOVINEZZA
18,50 INTERVALLO
-------------------------------------------------------------------------------------Eccoci di nuovo qui per riprendere la narrazione delle tante cose interessanti che, soprattutto a livello musicale, la radio (sia la RAI che quella della Svizzera di lingua italiana) seppe proporre agli ascoltatori un freddo (ma non gelido come l'odierno !) martedì di gennaio di quarant'anni fa.
Il capitolo centrale della nostra cavalcata in tre parti ci conduce alle ore pomeridiane, come sempre molto più ricche di pubblico rispetto a quelle antimeridiane e perciò molto più variegate sotto il profilo tematico.
Apriamo subito con il Terzo Programma, specializzato soprattutto in musica colta, ma che non tralascia di certo cose più popolari, magari raccogliendole all'ora di pranzo sotto il titolo di Intermezzo in quanto più semplici e fruibili rispetto alle altre. Tra i pezzi in scaletta figura una delle pagine più celebri non solo di Frèdèric Chopin, ma anche dell'intera letteratura pianistica: la Fantasia - Impromptu (Improvviso) in do diesis, pubblicata postuma in quanto ripudiata in vita dal sommo musicista polacco per alcune risultanti assonanze beethoveniane a Lui sgradite, specie nel primo, vivace tema, mentre è sicuramente più affascinante il secondo motivo, un Cantabile cui si deve l'indubbia popolarità del brano.
Tra le decine e decine di letture esistenti in sede discografica, non si poteva scegliere che quella del più grande interprete dell'intero repertorio del poeta del pianoforte , ossia Artur (o Arthur, se si vuole americanizzare la grafia del nome) Rubinstein, un musicista che ha continuamente aggiornato i propri approcci con il compositore per eccellenza della sua patria natìa, affrontandone in disco l'opera maxima almeno per tre volte. Questa incisione della Fantasia - Improvviso venne effettuata da Rubinstein nel marzo del 1964, alla Carnegie Hall di New York:

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Torneremo fra poco alla musica seria, come ancora la si definiva nel 1972: ora ci tuffiamo per un attimo nel mondo della canzonetta più commerciale, quella ospitata già da tempo in una seguita rubrica pomeridiana del Secondo Programma di RadioRAI, Su di giri. A dire il vero, tre proposte molto diverse si elevano qualitativamente sulle altre facenti parte integrante della scaletta di quel 25 gennaio e ci piace menzionarle. Incominciamo dagli olandesi Shocking Blue che, pur se non riusciranno più a ripetere il successo planetario di Venus (inverno 1969 - '70), non mancano di lanciare nuovi pezzi ben accolti dagli ascoltatori, come Blossom lady, che ha però un difetto che non sfuggirà agli intenditori: infatti, come dice l'amico fiorentino Marco Coccinella Manuelli, l'è 'n plagio di un notissimo motivo di dieci anni prima, Runaway di Del Shannon:

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In casa Numero Uno, ossia l'etichetta di Mogol e Battisti, si sta facendo largo una nuova formazione che riunisce alcuni reduci dell'era beat, pronti a sviluppare estro, tecnica e fantasia entrando nel ricco e variegato panorama del pop progressivo. L'album di esordio di questo nuovo complesso s'intitola Storia di un minuto, il cui estratto a 45 giri, Impressioni di settembre, diventerà fra poco un best seller: ecco quindi a voi la Premiata Forneria Marconi ! ! !

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Li abbiamo già incontrati nella prima puntata di questo post: li ritroviamo qui a Su di giri. Parliamo di Roby, Riccardo, Dody e Valerio - ultimamente sostituito da Stefano - ... insomma, i Pooh, con un motivo apparso solo a 33 giri in Opera prima, dal titolo Che favola sei:

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Frattanto, il Terzo manda in onda un programma dedicato a un improvviso, recente fenomeno che ha subito interessato tutto il mondo: la riscoperta, cioè, di quelle composizioni brevi, una via di mezzo tra lieder e canzoni (che non sono certo la stessa cosa), elaborate da autori come Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti e Giuseppe Verdi tra un melodramma e l'altro. La prima divulgatrice di questo repertorio non a tutti noto fu Renata Scotto, che si esibì alla Carnegie Hall di New York, in una serie di concerti, nell'ottobre del 1969 e che, visto il successo, al ritorno in Italia tirò fuori un intero LP, inciso a Roma negli studi della RCA Victor italiana e stampato ben presto anche dalla casa madre statunitense. Subito la concorrenza si adoperò per una contromisura di lusso: la Dischi Ricordi arruolò nientemeno che Anna Moffo (già artista RCA, quindi mossa polemica, almeno sotto il profilo artistico), la quale incise un disco simile a Milano nella primavera del '70. Il breve recital, ovviamente, è stato costruito dai programmatori della futura Radiotre sul materiale contenuto - con poche differenze - in questi due LP: abbiamo trovato per voi una curiosità verdiana che ci riporta agli anni di galera del compositore di Busseto (non che fosse stato mai arrestato; solo che a volte, tra i trenta e i trentasette anni di età, doveva musicare almeno due opere all'anno, per cui il buon Peppino non trovava che minuti di libertà per la propria vita privata, che, dopo l'inesorabile perdita dell'amatissima Margherita Barezzi, stava prendendo una nuova piega sentimentale con l'amore per Giuseppina Strepponi). Si tratta de Lo spazzacamino, una burletta che potremmo definire una sorta di paleo - jingle, dato che il testo di un quasi oscuro verseggiatore per musica di nome Manfredo Maggioni, un tale che viveva e lavorava in Inghilterra al soldo della Regina Vittoria e del teatro di Sua proprietà, recita: Signore e signori, lo spazzacamin / vi salva dal fuoco per pochi quattrin. Anna Moffo, con Giorgio Favaretto al pianoforte:

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Dopo questa chicca verdiana (parleremo ancora più avanti di grande musica), uno sguardo agli orologi e ai registratori (a bobine e a cassette) da tenere pronti. Si stanno avvicinando le fatidiche ore 16,20 e, a quanto pare, i tecnici della sede romana di RadioRAI stanno regolarmente lavorando, dando voce a Flaminia Morandi (la Signora Costanzo del periodo) e Pasquale Chessa, che stanno guidando Buon pomeriggio, come da tempo accade nei giorni pari (lasciando quelli dispari ai titolari storici della rubrica, alias Dina Luce e il succitato Maurizio Costanzo), per cui... niente scherzi, come è accaduto il giorno prima, allorquando un'impostata voce di speaker ha comunicato la ferale notizia: "Vi informiamo che, a causa di uno sciopero, il previsto programma Per voi giovani oggi non sarà trasmesso" ! L'atteso rituale del pomeriggio, tanto amato e seguito dagli studenti italiani (è il sottofondo ideale per i compiti scritti), si rinnova quindi regolarmente: certo, dopo le polemiche dell'anno prima per certi servizi spregiudicati e come tali invisi a certi ottusi dirigenti RAI, vi è stata una certa normalizzazione nell'affrontare tematiche soprattutto sociali, ma comunque la vera regina della trasmissione è la grande musica pop - rock del periodo, che ivi trova una delle due oasi ad essa riservate nel palinsesto radiofonico di ogni giorno (dell'altra ci occuperemo nell'imminente terza ed ultima parte di questo elaborato post).
Sono tutti pronti ai posti di comando: Michelangelo Romano, che già gira attorno a quell'orbita cantautoriale che presto diverrà il proprio mestiere (guadagnandosi, molto più tardi, la stima, l'affetto e anche, per un certo periodo, l'amore di Ornella Vanoni), e Raffaele Cascone, ex - chitarrista de Il Balletto di Bronzo passato dietro le quinte in veste di esperto recensore di dischi nuovi di zecca (guadagnandosi la stima e perfino una citazione da parte di Edoardo Bennato nella canzone Venderò del 1976), vivono sull'attualità estrema e quindi i loro interventi saranno a sorpresa (sarebbe curioso chiedere a Cascone, che è in contatto con alcuni nostri amici e che salutiamo a nostra volta, se per caso conserva ancora, dopo quattro lunghe dècadi, i fogli ormai ingialliti della scaletta preparata in extremis per quel 25 gennaio). Invece, l'esotico Richard Benson e la bella Mariù Safier (che è anche attrice e annunciatrice e un giorno lontano comunicherà giornalmente agli ascoltatori le notizie sul traffico lungo la rete stradale e autostradale italiana... il CCISS - Viaggiare informati si rivelerà un refugium peccatorum
- ci perdonino i diretti interessati, ma comunque lo diciamo per scherzare - per molte voci storiche delle trasmissioni musicali per i giovani degli anni Settanta) hanno già da tempo comunicato all'Ufficio Stampa della RAI le loro scelte musicali, atte a prendere spunto da microsolchi di grande formato più o meno graditi al pubblico, anche per scoprire insieme qualche brano rimasto inizialmente - e immeritatamente - nell'ombra. Vediamo e ascoltiamo alcuni degli esempi presentati quel pomeriggio, partendo da un folle trasformista del rock, il papà del glam metal: Alice Cooper, che dal suo ultimo lavoro Killer ci fa ascoltare la canzone di apertura, Under my wheels:

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Se il prog sta facendo anche della nostra Italia uno dei Paesi più evoluti in fatti di gruppi impegnati in questo genere, sapiente fusione di armonie rock, jazz e sinfoniche, non bisogna dimenticare che la patria per eccellenza del filone è la Gran Bretagna. Proprio dalla capitale del Regno Unito arriva una formazione impegnata soprattutto nella fusion, i Colosseum, che hanno trovato la loro voce - guida in Chris Farlowe, interprete d'esperienza, e da poco hanno raccolto in un'antologia (Collector's) il meglio di tre lunghi anni di ricerche e sperimentazioni, accolte con vivo successo in England and abroad. Ne è prova lampante l'ottima Rope ladder to the moon:

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Nel mese di aprile arriveranno in Italia, forti non solo del geniale Peter Gabriel, ma anche di un talentuoso percussionista di nome Phil Collins: per intanto, il 33 giri Nursery Cryme sta cominciando a ingranare anche nel nostro Paese, soprattutto grazie a Cascone, Benson e alla Safier che lo promuovono continuamente. Ascoltiamo i favolosi Genesis in 7 stones:

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Una volta tanto, anche i puristi della musica seria tacciono, ammirando l'opera di contaminazione, rispettosa appieno della partitura (del resto già rielaborata: nata come pezzo per pianoforte solo e solo successivamente orchestrata da Maurice Ravel), che di Quadri di un'esposizione di Modest Moussorgsky hanno fatto, anche con l'inserzione di alcune loro brevi composizioni originali, tre abili musicisti inglesi: Keith Emerson alle tastiere; Greg Lake agli strumenti a corde pizzicate (chitarre e basso) e alla voce; Carl Palmer alle percussioni. Presentata e registrata dal vivo a Newcastle il 26 marzo 1971, questa magistrale versione ha l'apice in uno spettacolare finale, naturalmente ispirato a La grande porta di Kiev, con il testo e la voce di Lake che danno vigore a un cantato che, una volta tanto, non ci sembra fuori posto:

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John Lennon è più pacifista che mai: lo dimostra il suo ultimo lavoro, Imagine, che trae spunto da quella sincera dichiarazione - sogno proibito di bontà e fratellanza tra tutti i popoli che, non a caso, rimane il più popolare e famoso motivo del "cervello" dei Fab Four (ossia, ça va sans dire, dei Beatles). L'album però dà spazio anche ad altre tematiche, come la gelosia e l'egoismo maschile (e relativi rimorsi), espresse nel testo di un brano intitolato proprio Jealous guy:

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Scioltisi da poco i Taste, il chitarrista e cantante irlandese Roy Gallagher sta tentando con successo la strada solistica: dall'album Deuce, vogliate ascoltare l'ottima Creste of a wave:

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I Moody Blues continuano ancor oggi la loro attività discografica e concertistica, pur se la dura legge del tempo ha imposto un sempre costante ringiovanimento dell'organico, anche con efficaci innesti femminili (comunque sia, fino al 2010 e prima di andare in pensione, Justin Hayward,
John Lodge e Graeme Edge hanno tenuto alta la bandiera del nucleo storico del complesso). Nel 1971 - '72, almeno da noi, se per la massa sono quelli di Nights in white satin (ovvero Ho difeso il mio amore - o Un po' d'amore nell'edizione di Dalida - , ma parliamo comunque di circa quattro anni prima) o, più indirettamente, del Carosello del Personal GB (grazie a Ride my see-saw, fatta ascoltare in sottofondo nel corso dell'intero spot televisivo), per i più attenti fruitori sono anche e soprattutto gli autori e gli interpreti di parecchi album dal grande respiro orchestrale (anche grazie ai prodigiosi effetti del mellotron), l'ultimo dei quali s'intitola, riprendendo un proverbio inglese, Every good boy deserves favour. Facendo nostre le indicazioni di Richard Benson e Mariù Safier, estraiamo da tale 33 giri il pezzo di chiusura, My song, scritto interamente da un altro membro di quel periodo della band, Mike Pinder:

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Da qualche settimana vi è un nuovo stato indipendente asiatico, il Bangladesh, staccatosi dal Pakistan (di cui fisicamente è la zona Est), dopo una dura guerra civile. Sia quest'ultima motivazione politica, sia soprattutto le devastanti piogge alluvionali che nel 1970, per l'ennesima volta, martoriarono quell'area geografica, avevano spinto George Harrison, nell'estate del '71, a organizzare un grande spettacolo musicale, ospitato dal Madison Square Garden di New York, al fine di raccogliere fondi per aiutare le popolazioni del Bengala, così provate da due eventi di diversa natura ma egualmente disastrosi e preoccupate per un futuro molto incerto. A quel recital aderirono molti artisti, sia statunitensi che inglesi, e fu un evento epocale della storia della musica pop, raccolto presto in dischi (e in attesa di diventare un film - documentario che però da noi arriverà solo molto tempo dopo e direttamente in TV): per chiudere la nostra finestra su una parte degli argomenti musicali trattati nel corso di Per voi giovani del 25 gennaio 1972, eccovi George Harrison in una superba versione per voce e chitarra di Here comes the sun :

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Sintonizziamoci per l'ultima volta sul Terzo Programma: alle 16,45 è previsto un riempitivo di lusso, cioè l'ascolto della pagina violinistica più nota di Johann Sebastian Bach. Si tratta della lunghissima, emozionante Ciaccona con cui si conclude la Partita n.2 in re per violino solo, vero banco di prova per esecutori esperti, specie i virtuosi: infatti, non a caso, il grande compositore nativo di Eisenach compose questo e altri brani del genere a Weimar tra il 1708 e il 1717, molto probabilmente per un bravissimo violinista del tempo che si chiamava Johann Georg Pisendel.
Nel '72 sono già note a tutti le interpretazioni di artisti come Yehudi Menuhin, Ruggiero Ricci, Salvatore Accardo (quest'ultimo in un disco inciso nel '67 e oggi - 2012 - introvabile); negli anni futuri avranno grande successo, tra le altre, le letture di Nathan Milstein, Itzhak Perlman, Uto Ughi. La versione trasmessa dalla radio quel 25 gennaio di 40 anni or sono è invece dovuta a un prolifico violinista israeliano ma naturalizzato francese, Iwry Gitlis, concertista ma soprattutto didatta del principe degli strumenti ad arco, oggi novantenne e attivo fino a non molti anni fa. Pur non avendo trovato la registrazione discografica ante - 1972, abbiamo fortunatamente colto sul Tubo la ripresa filmata di un'esibizione della maturità di Gitlis, appunto: dovrebbe trattarsi di un concerto tenuto nei primi anni Novanta. Crediamo che un inserto del genere sia eloquente, soprattutto per toccare idealmente con mano passione, dedizione, impegno, fatica, attenzione... insomma, quegli ingredienti che servono senz'altro per interpretare al meglio un brano simile, che crediamo non manchi di affascinare pure coloro che sino a poco fa si sono deliziati con le chicche rock d'epoca estrapolate da Per voi giovani e invece conoscono poco o nulla di autori come Bach (amato perfino, per restare in tema rock, da Keith Richards, il chitarrista dei Rolling Stones... e scusate se è poco !):

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L'ultima finestra sui programmi del pomeriggio ci riporta al Secondo Programma e nuovamente a un certo pop d'autore, garbato e raffinato. Da un po' di tempo va in onda una rubrica che mira anche in questo caso a conoscere meglio i 33 giri dei più noti cantanti e complessi, sia italiani che stranieri, a volte creando abbinamenti apparentemente bizzarri, ma atti a evidenziare una certa differenza di genere. Così ci capita di trovare nello stesso programma I Domodossola (gruppo leggero misto, cioè composto da ragazze e ragazzi, scoperto da Mina e ovviamente originario della cittadina dell'Alto Piemonte Orientale) e Cat Stevens, ovvero l'anglo - greco - svedese Steven Georgiou, ripresosi brillantemente da una malattia che lo aveva allontanato dalle scene per qualche tempo e creatore di uno stile molto personale ovunque apprezzato, prima di un'inattesa conversione al culto musulmano (con l'assunzione del nome Yussuf Islam), che avverrà sul finire degli anni Settanta.
Soffermiamoci dunque su Cat Stevens e su un disco, Teaser and the Firecat, noto soprattutto per la gustosa ballad Morning has broken. I curatori della trasmissione, però, desiderano giustamente valorizzare altre interessanti cose presenti in questo 33 giri, che non esitiamo, a nostra volta, a farvi ascoltare. Ecco quindi, in rapida successione, Tuesday's dead;

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la breve The wind;

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Peace train...

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...e, per finire, Bitterblue.

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Sulle note delle struggenti ballate di Cat Stevens si chiude la seconda parte del nostro nutrito intervento d'argomento radiofonico. Chiuderemo in bellezza, con una programmazione serale che avrà il proprio fulcro in un altro appuntamento davvero mitico per la gioventù del tempo, ricostruito per l'occasione assieme a colui che su questa leggendaria rubrica musicale porta avanti un ambizioso progetto a futura memoria su Facebook. Parleremo anche di qualche selezione musicale di Radio Monteceneri, nella cui equipe figura pure un personaggio che presto animerà con la propria voce anche la trasmissione RAI di cui sopra: il suo nome è Paolo Francisci.

Vi aspettiamo quindi fra pochi giorni per il completamento del nostro tema. Per intanto vi auguriamo una felice nottata, al calduccio (dato il grande gelo di questi tempi), l'ideale per sognare anche di (ri)vivere e (ri)ascoltare le trasmissioni sin qui ricordate.

Con affetto, il vostro

CBNeas