giovedì 23 febbraio 2012

Martedì 23 febbraio 1954



TELEVISIONE

17,30 DOCUMENTARIO PER I RAGAZZI
17,40 Dal Teatro dell'Arte al Parco di Milano
RAGAZZI IN GAMBA presenta un programma di quiz a premio con
Serafino e il Professore
Realizzazione di Romolo Siena

20,45 TELEGIORNALE
Direttore Vittorio Veltroni
21,00 I LOVE YOU, JE T'AIME, IO T'AMO
Programma di canzoni presentato da Vivi Gioi
Regia di Daniele D'Anza
21,30 TRAGEDIA A SANTA MONICA
FIlm - Regia di Andrè De Toth
Int.: Dick Powell, Lizabeth Scott, Jane Wyatt, Raymond Burr
Prod.: United Artists
23,00 REPLICA TELEGIORNALE E ULTIME NOTIZIE
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Questo specchietto estrapolato da un Radiocorriere del tempo ci mostra le aree geografiche regolarmente servite dalla televisione italiana nel febbraio 1954, ossia un mese e mezzo dopo l'apertura ufficiale - convenzionale delle trasmissioni. Tanto si è fatto per lanciare alla grande pure da noi il nuovo mezzo di comunicazione che sta cambiando in tutto il mondo le abitudini della gente e che viene salutato come un'ottava meraviglia, ma molto c'è ancora da fare. Per esempio, bisogna dotare anche il Mezzogiorno di antenne e ripetitori, e ci vuole tempo...



Questo signore che, infagottato nella sciarpa, ostenta serietà di fronte all'operatore dell'agenzia Deltafoto (che poi invierà tale scatto alla redazione del Radiocorriere) mentre lo ritrae alle prese con le manopole del suo primo apparecchio video è il medico condotto di un paesello dell'Appennino bolognese, Castel D'Aiano (sito quasi a un passo da un altro centro di nome Zocca, nel Modenese, dove vive un bambinetto di due anni di nome Vasco, delle cui prodezze canore un giorno si parlerà, bene o male, ma purchè se ne parli). In casa non solo dell'anonimo dottore, ma anche in quelle di due montanari più abbienti e pure - naturalmente, per i tempi - nell'osteria del villaggio si può regolarmente assistere alle quattro ore complessive, distribuite tra pomeriggio e sera, di programmi che la TV offre quotidianamente al proprio pubblico, sempre più crescente.
Già, l'osteria: immaginiamo quanti bar e quante taverne del Centro - Nord fossero gremite, durante quella gelida sera di 58 anni fa, in occasione della trasmissione di un bel film, un dramma noir di quelli che ti lasciano col fiato sospeso fino alla fine e che magari ti regalano, nel corso delle sequenze conclusive, pure un briciolo di commozione, senza abusare in retorica.
In effetti, il film prescelto per la messa in onda è un buon prodotto firmato da un altro cineasta emigrato dalla puszta magiara a Hollywood, Andrè de Toth, uno di quei registi che i soloni della celluloide classificano come artigiani e che, rispetto a quel Laslo Benedek il cui Selvaggio ha occupato gran parte del nostro precedente post, è maggiormente ricordato per costanza e popolarità dei soggetti. Si pesca nel mazzo dei lungometraggi relativamente nuovi tra quelli da trasmettere liberamente (bisogna puntare su pellicole uscite almeno cinque anni prima, anche perchè è giusto che esse abbiano superato l'allora abituale trafila delle varie categorie di visione) e ci si imbatte in questo Pitfall del 1948, da noi distribuito con il più esplicito titolo di Tragedia a Santa Monica, essendo l'azione ambientata nella città californiana.
Abbiamo fortunatamente reperito l'intero film, sia pure in un'edizione destinata ai non udenti statunitensi, quindi con i dialoghi in sovrimpressione più le didascalie che indicano i rumori e i suoni fuori scena. Per noi italiani, una piacevole lezione d'inglese... pur se abbiamo nostalgia del doppiaggio stentoreo eppur spettacolare, nella propria professionalità, di quei tempi, magari con le voci di Augusto Marcacci e Rina Morelli e con lo "you" di cortesia tradotto con il Voi anzichè con il Lei (pur se le disposizioni a tal riguardo erano da tempo tramontate con il regime che le formulò... ma questi sono altri discorsi...). Film da recuperare in edizione italiana (quella che, naturalmente, passò quel lontanissimo 23 febbraio del '54), dal momento che non ci sembra sia stato mai pubblicato in videocassetta o in DVD in tutti questi anni:

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Avrete subito riconosciuto, tra gli interpreti principali di un intreccio che - ve lo anticipiamo - col passare dei minuti si farà sempre più avvincente, a parte Dick Powell, divo della vecchia Hollywood (nei panni del protagonista, ossia l'assicuratore di Santa Monica John Forbes), due attori che proprio al piccolo schermo legheranno di lì a poco la loro più grossa fetta di gloria: la buona e rassicurante Jane Wyatt (Sue Forbes), la quale, proprio mentre da noi viene trasmessa questa sua fatica cinematografica di sei anni prima, incomincia negli States una serie di telefilm, Papà ha ragione, da noi ricordata proprio nel corso del nostro precedente intervento, e soprattutto un giovane Raymond Burr, ancora ben lontano dai fasti di Perry Mason (la cui prima trasmissione sarà solo nel settembre 1957 e due anni dopo arriverà pure da noi), intento a ricoprire il ruolo del detective (ancora) amico dell'assicuratore e che a quest'ultimo si rivolge per denunciare quel certo caso che condizionerà il dipanarsi di tutta la matassa.

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...ed eccola qui, questa Mona Stevens... oggetto del caso assicurativo che ben presto si trasforma, per il buon John Forbes, in oggetto del desiderio. Essendo una modella, non può non rappresentare compiutamente quel ruolo di femme fatale, sensuale e fatalmente attraente, immancabile nei romanzi e nei soggetti cinematografici noir dell'epoca. A prestarne il volto è una bella e prestante attrice originaria dell'Est europeo, figlia di immigrati che dalla Cecoslovacchia si trasferirono in Pennsylvania: Emma Matzo, in arte Lizabeth Scott. Carriera artistica non fortunatissima, la sua, forse per il fatto di non essere riuscita a inserirsi nei giri giusti, anche a causa di alcune dicerie mai accertate sul conto dei propri gusti sessuali, cosa quanto mai tabù nel puritano mondo a stelle e strisce. Eppure la Scott aveva un indubbio talento, come si può dedurre proprio dall'intensa interpretazione da lei offerta in questo Pitfall:

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Ci piace sottolineare che Lizabeth Scott oggi è ancora vivente, pur avendo abbandonato le scene da parecchi decenni ormai, e ogni tanto viene richiamata in occasione di qualche evento commemorativo di quell'epoca così fortunata della storia della cinematografia internazionale (anzi, potremmo dire che ella appartiene al così esiguo numero di sopravvissuti tra i protagonisti di quel periodo, ahinoi, sempre più lontano): su Internet circolano delle foto piuttosto recenti che la ritraggono arzilla e noncurante del tempo che passa (è del 1922 e quindi compirà 90 anni nel prossimo settembre), con i lunghi capelli sulle spalle, proprio come quando era una giovane e apprezzata diva.

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Inevitabilmente, il rapporto tra i due colleghi precipita in modo irrimediabile: addirittura, dopo uno scontro fisico, il detective MacDonald prepara la vendetta ai danni di Johnny Forbes e si reca nel carcere dove sta finendo di scontare la pena Bill Smiley (interpretato da Byron Barr), il ladro che con i dollari rubati ha pagato quei regali destinati a Mona, sua fidanzata, punto di partenza della nostra storia...

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Smiley esce dal carcere, ma rabbia, gelosia e vendetta, dopo quelle "misteriose" notizie che gli sono pervenute nel corso dell'ultimo giorno di detenzione, si impadroniscono di lui. Johnny, dal canto proprio, è fuori di sè...

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Dunque, Johnny ha assassinato Smiley, ma altro sangue viene sparso pochi minuti dopo...

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Durante l'interrogatorio, Forbes spiega con franchezza i motivi che lo hanno indotto a compiere l'omicidio: la legittima difesa viene riconosciuta senza indugio, per cui l'assicuratore viene subito rilasciato. Poco prima di uscire dal commissariato e di rientrare con la moglie Sue (che lo ha perdonato sia del tradimento che del misfatto compiuto in piena notte) a casa, ecco che Johnny si imbatte un'ultima volta in Mona, che a propria volta sta per cominciare a scontare la sua pena per aver ferito mortalmente il perfido MacDonald...

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Ritmo serrato, trama coinvolgente (dovuta a Jay Dratler, esperto di soggetti e sceneggiature thrilling che vedono in ballo inquietanti figure femminili: a lui si devono pure, tra gli altri, i dialoghi di Vertigine, ossia Laura, film ricordato anche per la celeberrima canzone dedicata alla protagonista), attori bravissimi: davvero un'ottima scelta, da parte della RAI, quella di inserire Tragedia a Santa Monica nella lista dei primi lungometraggi cinematografici da trasmettere per televisione. Non ci sono ancora indici di gradimento e di ascolto ufficiali (arriveranno fra qualche tempo), ma crediamo che, sia nelle poche case private che nei tanti bar provvisti di apparecchio, il lavoro di Andrè De Toth sia stato molto apprezzato quella sera.

Altresì, speriamo che pure voi abbiate gradito la visione da noi offertavi quale esempio degli alti livelli qualitativi che sin dall'inizio, e per i primi tre decenni, hanno caratterizzato le trasmissioni televisive di film da parte dell'Ente di Stato.

Vi salutiamo caramente, quindi, dandovi appuntamento al più presto con un nuovo palinsesto commentato della TV (o della radio) di ieri.

CBNeas

martedì 14 febbraio 2012

Lunedì 14 febbraio 1966



NAZIONALE

telescuola

Il Ministero della Pubblica Istruzione e la RAI - Radiotelevisione Italiana presentano:

SCUOLA MEDIA
Prima classe:
11,40 - 12,05 Italiano
Prof.ssa Fausta Monelli
12,30 - 12,50 Educazione Musicale
Prof.ssa Lydia Fabi Bona
12,50 - 13,15 Matematica
Prof.ssa Liliana Ragusa Gilli
13,15 - 13,20 Due parole tra noi
Prof.ssa Maria Grazia Puglisi
13,20 - 13,35 Religione
Fratel Anselmo
13,35 - 13,55 Educazione fisica (femminile e maschile)
Prof.ssa Matilde Trombetta Franzini e Prof. Alberto Mezzetti

Seconda classe
8,55 - 9,00 Due parole tra noi
Prof.ssa Maria Grazia Puglisi
9,00 - 9,20 Italiano
Prof. Giuseppe Frola
9,45 - 10,10 Italiano
Prof. Giuseppe Frola
10,35 - 11,00 Matematica
Prof.ssa Liliana Ragusa Gilli
11,15 - 11,40 Francese
Prof. Henri Arcaini
12,05 - 12,30 Inglese
Prof. Antonio Amato

Terza classe
8,30 - 8,55 Matematica
Prof.ssa Liliana Artusi Chini
9,20 - 9,45 Applicazioni tecniche
Prof. Gaetano De Gregorio
10,10 - 10,35 Osservazioni elementari scientifiche e matematiche
Prof.ssa Ivolda Vollaro
11,00 - 11,15 Religione
Fratel Anselmo

Allestimento televisivo di Lydia Cattani Roffi

17,30 SEGNALE ORARIO
GIROTONDO (Formaggino Dofocrem - Pasta Antonio Amato - Biscotti Ciac Saiwa - Manetti & Roberts)

la TV dei ragazzi

17,32 FINESTRA SULL'UNIVERSO
Invenzioni, scoperte ed attualità scientifiche
Programma a cura di Giordano Repossi
Il mare e il clima
Presenta Silvana Giacobini
Realizzazione di Marcella Curti Gialdino
18,05 LE AVVENTURE DI RIN TIN TIN
L'educazione del caporale Rusty
Telefilm - Regia di Robert G. Walker
Distr.: Screen Gems
Int.: Lee Aaker, James Brown, Joe Sawyer, Rand Brooks, Robert Burton e Rin Tin Tin

ritorno a casa

18,30 Il Ministero della Pubblica Istruzione e la RAI - Radiotelevisione Italiana presentano
NON E' MAI TROPPO TARDI
1° corso di istruzione popolare per adulti analfabeti
Insegnante Alberto Manzi
19,00 TELEGIORNALE
della sera - 1a edizione
GONG (Rexona - Formaggio Bebè Galbani)
19,15 SEGNALIBRO
Programma settimanale di Luigi Silori a cura di Giulio Nascimbeni
Redattori Giancarlo Buzzi, Enzo Fabiani, Sergio Miniussi
Regia di Enzo Convalli

ribalta accesa

19,55 TELEGIORNALE SPORT
TIC - TAC (Prodotti Ideal-Standard - Magnesia Bisurata Aromatic - Riso Curti - Crema Nivea - Aiax ondata blu - Invernizzi Invernizzina)
SEGNALE ORARIO
CRONACHE ITALIANE
ARCOBALENO (Confetto Falqui - Telerie Bassetti - Vini Folonari - Caramelle Ugoletta - Sidol - Cafè Paulista)
PREVISIONI DEL TEMPO
20,30 TELEGIORNALE
della sera - 2a edizione
Direttore Fabiano Fabiani
CAROSELLO
(1) Digestivo Antonetto - (2) Aqua Velva Williams - (3) Società del Plasmon - (4) Sis Cavallino Rosso - (5) Sapone Sole
I cortometraggi sono stati realizzati da. 1) Delfa Film - 2) Unionfilm - 3) Brera Cinematografica - 4) Produzione Diretta - 5) Roberto Gavioli

21,00 TV 7 - SETTIMANALE TELEVISIVO
diretto da Giorgio Vecchietti
22,00 PRINCIPESSE, VIOLINI E CHAMPAGNE
Cronaca musicale dell'operetta a cura di Angelo Frattini e Carlo Silva
presentata da Lauretta Masiero ed Enrico Viarisio
con la partecipazione di Ugo Benelli, Carlo Campanini, Giuseppe Campora, Giuseppe Di Stefano, Gianna Galli, Dora Gatta, Bruna Lelli, Juan Oncina, Elio Pandolfi, Arturo Testa, Edda Vincenzi
Vienna da Strauss a Lehar
Coreografie di Valerio Brocca
Scene di Enrico Tovaglieri
Costumi di Sebastiano Soldati
Orchestra diretta da Cesare Gallino
Regia di Gianfranco Bettetini
(Replica dal Secondo Programma)
23,00 TELEGIORNALE
della notte

SECONDO CANALE

TRASMISSIONI IN LINGUA TEDESCA
PER LA ZONA DI BOLZANO

SENDER BOZEN

VERSUCHSSENDUNG IN DEUTSCHER SPRACHE

20,00 TAGES-UND SPORTSCHAU
20,15 - 21,00 AFRIKA - GOTTER DER KONIGE, EMYRE UND PROPHETEN
Das Imperium der Yoruba
Bildbericht und Regie: Klaus Stephan
Prod. : Telepool

21,00 SEGNALE ORARIO
TELEGIORNALE
Edizione del 2°
21,10 INTERMEZZO (Ava per lavatrici Extra - Cioccolato Nestlè - Rhodiatoce - Liquore Strega - Margarina Foglia d'Oro - Guanti Marigold)
21,15 IL SELVAGGIO
Film - Regia di Laszlo Benedek
Prod.: Columbia
Int.: Marlon Brando, Mary Murphy, Lee Marvin
Presentazione di Gian Luigi Rondi
22,30 I DIBATTITI DEL TELEGIORNALE
Fotografia e civiltà contemporanea

TSI - SVIZZERA

19,25 INFORMAZIONE SERA
Notizie brevi dal mondo
19,30 OBIETTIVO SPORT
Fatti, cronache, avvenimenti nazionali e cantonali
a cura del servizio sportivo della TSI
19,55 TV-SPOT
20,00 TELEGIORNALE
20,15 TV-SPOT
20,20 PAPA' HA RAGIONE
Telefilm in versione italiana interpretato da Robert Young e Jane Wyatt
Bud il geloso
20,40 TV-SPOT
20,45 FANTASIA PER ORCHESTRA E BALLETTO
Spettacolo musicale
Una coproduzione della Bavaria-TV e della Televisione belga
21,30 MONITOR
Rivista televisiva a cura di Mimma Pagnamenta
Presenta Piera Rolandi
22,20 INFORMAZIONE NOTTE
Ultime notizie e 2a edizione del Telegiornale
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Torniamo a Mamma TV, che da tempo non evocavamo più in queste pagine web, e traiamo stavolta spunto da una giornata apparentemente non eccezionale sotto il profilo della programmazione, il San Valentino del 1966, un lunedì di mezzo inverno come molti altri. Eppure i nostri palinsesti sono come i limoni: quando meno te l'aspetti, riesci a ricavare succo sufficiente per una bevanda ristoratrice... e così accade pure quel quattordici febbraio di quarantasei anni or sono, giornata imbronciata, umida e uggiosa (con obbligo di ombrello e impermeabile per i passanti) in quasi tutto lo Stivale... pur se il grande gelo, arrivato con notevole anticipo (metà novembre '65) e protrattosi sino a tutto gennaio, è ormai quasi superato.

Si impara tanto dalla TV: a parte le lezioni - fiume di Telescuola, che regalano gloria televisiva a impassibili insegnanti (chissà se oggi qualcuno di loro è ancora vivente, o quantomeno se figli e/o nipoti di essi hanno la fortuna di seguirci: sarebbe curioso sapere di più di un'esperienza televisiva le cui registrazioni sono state conservate, a quanto pare, solo in piccola parte), è interessante notare come l'atteso telefilm di Rin Tin Tin, garanzia di successo popolare, sia preceduto da alcune nozioni scientifiche, degne di essere adoperate nelle ricerche destinate all'allora secondo ciclo della scuola elementare (ossia la terza, la quarta e la quinta classe). Un po' come fare ai piccoli telespettatori il seguente ragionamento: "Volete rivedere Rin Tin Tin ? Dovete meritarvelo: vi tornerà molto utile sapere ciò che vi insegneremo dal teleschermo"..

Poi, quando i pupazzetti del girotondo di carta della sigla della TV dei Ragazzi di allora si staccano e l'annunciatrice ricorda ai cari amici ciò che si vedrà nel pomeriggio successivo, ecco che in certe case si crea una vera e propria staffetta: i bambini tornano nelle camerette a svolgere i loro compiti, mentre la stanza del televisore viene occupata da genitori o nonni che, non avendo avuto purtroppo la possibilità di imparare a leggere e scrivere da piccoli, sono ora in grado di colmare la loro grave lacuna, tenuti per mano dal maestro Alberto Manzi. Per Non è mai troppo tardi è ormai il sesto anno scolastico consecutivo: mentre altri insegnanti si danno il cambio per combattere l'analfabetismo di ritorno (che rischia di tornare a essere, quasi mezzo secolo dopo i fatti qui narrati, una vera piaga sociale italiana, sia pur in termini assai diversi da allora) con i corsi di istruzione popolare, Manzi occupa il proprio, meritatamente inamovibile (almeno fino alla primavera del 1968, quando Non è mai troppo tardi chiuderà per sempre le proprie trasmissioni) posto di maestro di lettura e scrittura... e sarà una vittoria non indifferente, almeno da quel punto di vista.
Di Non è mai troppo tardi parlammo già a lungo un paio d'anni fa, in uno dei primissimi post del Focolare, ma ci ritorniamo volentieri questa volta anche perchè abbiamo trovato una clip, tratta da un servizio della rubrica del TG 2 Nonsolonero, risalente a una ventina d'anni fa (quando Manzi, che purtroppo sarebbe poi morto nel '97, tornò a fare l'insegnante in TV, ma stavolta di lingua italiana per gli extra - comunitari ospiti dello Stivale), che riassume ampiamente il prima, il durante e il dopo il giusto boom di questo speciale corso televisivo (con clip annessa, risalente però a qualche anno prima del 1966, e con un ospite d'eccezione: l'attore brillante piemontese Carlo Campanini):

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Da un po' di tempo non vediamo telecomunicati pubblicitari d'epoca (se si eccettua qualche carosello): stavolta, sapendovi particolarmente appassionati di questi reperti, vi accontentiamo subito, proponendovi sia i due Gong che l'intero blocco di Tic-Tac di quella sera:

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Frattanto, la TSI (ossia la Televisione della Svizzera Italiana) continua a rappresentare, in tempi di monopolio RAI, la valida alternativa per il pubblico lombardo e del Piemonte Nord - Orientale, anche per merito di un palinsesto che, tra produzioni autoctone, trasmissioni importate direttamente da altri Paesi e collaborazioni con la stessa RAI, specie per gli avvenimenti sportivi d'attualità, sa equilibrare generi e tematiche senza risultare barboso (come alcuni - a torto, in verità - definiscono certe rubriche culturali o giornalistiche dell'Ente televisivo nazionale italiano). Non manca quindi lo spazio per i telefilm statunitensi di ogni genere: i più graditi sono sempre i polizieschi e le situation comedies. E proprio una sitcom viene diffusa la sera di quel 14 febbraio dalla rete ticinese: si tratta di Papà ha ragione (Father knows best), storie gravitanti attorno a una famiglia e sviluppate sempre in chiave bonaria e brillante. Alla testa del cast, nei ruoli dei coniugi Anderson, la coppia Robert Young - Jane Wyatt. Questa è la sigletta musicale dei vari episodi:

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Nino Benvenuti non è ancora titolare della corona mondiale dei pesi medi (la conquisterà, come sapete, l'anno dopo), ma comunque è un pugile già affermato e amato, non solo dai tifosi, ma anche dal pubblico femminile grazie a un certo fascino a metà strada tra il latino e l'austroungarico, date le proprie, notissime origini giuliane. E forse è il personaggio giusto per parodiare James Bond in una serie di caroselli pubblicitari finanziati e (cosa assai rara) direttamente prodotti dalla distilleria astigiana SIS. Sull'ingenuità del soggetto prevale certamente il valore storico di questo cortometraggio: da notare che, nel recitato, Benvenuti (che peraltro ha un'inconfondibile voce dal registro tenorile) è doppiato.

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Il 14 febbraio 1966 è un lunedì e quindi è il turno della grande serata cinematografica, allora collocata sul Secondo Canale. I titoli offerti ai telespettatori sono sempre e comunque di grande pregio: anzi, quella sera la pellicola prescelta è tra le più significative, anche per le non indifferenti influenze a carattere sociale e di costume, non solo in Nordamerica, ma pure in gran parte del mondo occidentale:

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The wild one, tradotto in italiano con il titolo Il selvaggio, è una produzione del 1953, determinante assist per la definitiva svolta data alla propria carriera dal ventinovenne Marlon Brando, il quale, dopo aver impersonato in modo convincente personaggi storici sia dell'antichità (Marco Antonio in un adattamento del Giulio Cesare shakespeariano) che dell'era contemporanea (Emiliano Zapata), si cala in un contesto praticamente di cronaca, dando voce e volto per primo ai rebels without a cause che poco dopo troveranno un altro simbolo in James Dean. Il ruolo di Johnny Strabler, icòna di un clan di motociclisti ribelli in giubbotto di pelle, apre a Brando le porte del definitivo successo planetario, cui indubbiamente contribuirà l'ancor più impegnativo (e meritatamente premiato con un Oscar) ruolo del protagonista di Fronte del porto, altro dramma sociale ambientato tra gli scaricatori del porto newyorkese:

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Fortunatamente, su YouTube è visibile quasi tutto il film e (caso non frequentissimo) sono disponibili pure alcune scene doppiate in lingua italiana (qui è Emilio Cìgoli, già noto per essere la voce di John Wayne - e anche del nostro Vittorio Gassman nei lungometraggi girati da quest'ultimo a Hollywood a inizio carriera - a dare la favella nostrana a Brando). Ecco perchè abbiamo deciso di offrirvi Il selvaggio in versione bilingue (sostituendo a quelle in inglese le sequenze reperite, per l'appunto, con il parlato in italiano), anche per confrontare (come avrebbero fatto presto gli stessi attori statunitensi: si racconta che Brando, durante una visita italiana di quel periodo, fosse rimasto sorpreso e anche piuttosto contrariato dalla nostra abitudine del doppiaggio dei film stranieri... ma non era altro che una cosa che ancora non si sapeva negli ambienti cinematografici californiani) l'asciutto slang della West Coast con la musicalità della parlata dei luoghi dove il suona. Del resto, a proposito della dizione dello stesso Marlon Brando, il severo critico teatrale statunitense John Mason Brown ebbe a dire: "Per qualunque altro attore, la sua voce e la sua dizione avrebbero rappresentato degli handicaps; per lui, invece... il modo di parlare confuso e il ricorrere di toni di voce più lievi si rivelano uno strumento di sorprendente efficacia emotiva".
(cit. da GIORGIO BRUNACCI in Enciclopedia dello spettacolo, vol. 2, Casa Editrice Le Maschere, Roma, 1955, col. 1003)

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La protagonista femminile, la paziente (benchè visibilmente terrorizzata, specie nel corso dei primi incontri con il ribelle Johnny nel bar presso il quale lavora) e dolce Kathie Bleeker, figlia dello sceriffo della cittadina in cui si svolge l'azione, è Mary Murphy, giovane attrice originaria di Washington, la quale, però, non riuscendo a entrare nei giusti giri, è oggi ricordata dai più (compresi gli autori dei brevi coccodrilli apparsi lo scorso anno sulle pagine dei giornali che ne annunciavano, purtroppo, la scomparsa all'età di 80 anni) solo per questa incisiva interpretazione:

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Da non sottovalutare la produzione di Stanley Kramer (poi anche regista di lavori assai diversi tra loro, come Vincitori e vinti, ricostruzione del processo di Norimberga, e Indovina chi viene a cena ?, commedia impegnata atta a sensibilizzare l'opinione pubblica sul delicatissimo tema del razzismo) e naturalmente la regia dell' ebreo - ungherese Laszlo Benedek, emigrato negli States al tempo delle persecuzioni naziste e affermatosi meritatamente proprio al soldo di Hollywood, grazie a una filmografia di titoli mai banali (Il selvaggio rimane il lavoro più noto e importante da lui diretto):

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Fra poco vedrete, nei panni del duro Chino, capo della banda rivale detta dei Beetles, un altro giovane attore destinato al più grande successo proprio grazie alla caratterizzazione di svariati personaggi aggressivi, insofferenti, violenti, infelici: Lee Marvin.

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Alla zuffa, che termina con l'arresto di Chino, segue il breve, ma incisivo scontro tra Johnny e Kathie, nel quale viene pronunciata la celeberrima battuta: Se mi arrabbio spacco tutto !.

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Birra a fiumi (e a tempo di jazz, ascoltato tramite i 78 giri gettonati nel juke-box); ubriachezze moleste sufficienti in qualche caso per trascorrere la notte in guardina; corteggiamenti gestiti in maniera becera sotto l'effetto dell'alcool; inevitabili preoccupazioni da parte di genitori e autorità... per cui Kathie prova a scendere in campo con l'intento di sedare quell'infernale gazzarra. Tutti i membri della gang dei Neri Motociclisti Ribelli si rendono protagonisti di attenzioni tutt'altro che delicate nei confronti della giovane barista: tutti, tranne uno, Johnny...

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Qui però il ravvedimento sembra cedere nuovamente il posto alla maschera di giovane aggressivo, cinico e inquieto che Johnny si porta addosso e che lo rende inviso ai cittadini della località in cui il gruppo del quale egli fa parte ha seminato panico e scompiglio... :

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La vicenda assume quindi connotati tragici... :

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Sarà proprio la figlia del durissimo Sceriffo Bleeker, con la propria testimonianza, a scagionare definitivamente Johnny dall'accusa di omicidio. Il ragazzo viene rilasciato, pur se non potrà più tornare (e con lui tutti gli altri componenti del BRMC) in quel villaggio. Struggente il finale, praticamente giocato sulle sole inquadrature di Brando e della Murphy, senza bisogno di dialoghi, ma con l'obiettivo puntato sui loro sguardi durante il momento dell'addio, fino a quel momento di dolcezza che spontaneamente emerge dall'espressione (finalmente, sia pur per un attimo, sorridente) dello scapestrato motociclista, quasi a voler rivelare che anche i duri, quando vogliono, sanno essere puri di cuore:

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Anche ai tempi di coloro i quali sarebbero diventati, di lì a poco, teddy boys (praticamente i nonni degli odierni bulli), quindi, il limite tra la semplice trasgressione e il teppismo era molto sottile, solo che, nel corso dei decenni, non si è mai trovata una via di mezzo per correggere chi si corazzava allora (e, ovviamente, si corazza oggi) di questa maschera spavalda, aggressiva, dura, a volte violenta: troppa repressione preventiva allora da parte di famiglie e autorità; eccessive giustificazioni in nome della tolleranza allo stato attuale, con il crollo dei valori educativi che è davanti ai nostri occhi giorno per giorno.

Con la visione (commentata da noi alla men peggio) de Il selvaggio ha termine questo post. Vi aspettiamo presto con i nostri prossimi interventi, contraddistinti da altre (gradevoli e gradite) sorprese e da autorevoli contributi di esperti (come nel caso di un post che non sarà forse il prossimo, ma sicuramente uno dei prossimi... vedremo poi in fase di organizzazione...).

Un caro saluto a tutti dal vostro

CBNeas

martedì 7 febbraio 2012

Domenica 7 febbraio 1971 (Radio)



PROGRAMMA NAZIONALE

6,00 SEGNALE ORARIO
- MATTUTINO MUSICALE (I parte)
Brani di Ciaikowski, Offenbach, Bizet e Chabrier
6,54 ALMANACCO
7,00 MATTUTINO MUSICALE (II parte)
Brani di Massenet
7,20 QUADRANTE

Per il Friuli - Venezia Giulia
7,15 - 7,35 GAZZETTINO DEL FRIULI - VENEZIA GIULIA

7,35 CULTO EVANGELICO
8,00 GIORNALE RADIO
- SUI GIORNALI DI STAMANE
Rassegna della stampa italiana
8,30 VITA NEI CAMPI
Settimanale per gli agricoltori
a cura di Antonio Tomassini

Per la Sardegna
8,30 - 9,00 IL SETTIMANALE DEGLI AGRICOLTORI, a cura del Gazzettino Sardo

9,00 MUSICA PER ARCHI
9,10 MONDO CATTOLICO
Settimanale di fede e vita cristiana
Editoriale di Costante Berselli - La posta di Padre Cremona - Notizie e servizi di attualità
9,30 SANTA MESSA
in lingua italiana
in collegamento con la Radio Vaticana, con breve omelia di Don Valerio Mannucci
10,15 SALVE, RAGAZZI !
Trasmissione per le Forze Armate
Un programma presentato e realizzato da Sandro Merli

Per il Friuli - Venezia Giulia
8,30 - 10,45 TRASMISSIONI REGIONALI

10,45 Mike Bongiorno presenta:
MUSICAMATCH
Rubamazzetto musicale di Mike Bongiorno e Paolo Limiti
Orchestra diretta da Tony De Vita
Regia di Pino Gilioli
(Replica dal Secondo Programma)
- Crema Mani Tretan
11,35 IL CIRCOLO DEI GENITORI
a cura di Luciana Della Seta
12,00 SMASH ! DISCHI A COLPO SICURO
12,29 Giancarlo Guardabassi presenta:
VETRINA DI HIT PARADE
Testi di Sergio Valentini
12,44 QUADRIFOGLIO
13,00 GIORNALE RADIO
13,15 Dina Luce e Maurizio Costanzo
presentano:
BUON POMERIGGIO
15,00 GIORNALE RADIO
- CICALINO
15,10 POMERIGGIO CON MINA
Programma della domenica dedicato alla musica con presentazione di Mina, a cura di Giorgio Calabrese
- Chinamartini
16,00 TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO
Cronache, notizie e commenti in collegamento diretto da tutti i campi di gioco, condotto da Roberto Bortoluzzi
- Stock
17,00 Falqui e Sacerdote presentano
FORMULA UNO
Spettacolo condotto da Paolo Villaggio, con la partecipazione di Luciano Salce e Ugo Tognazzi
Regia di Antonello Falqui
(Replica dal Secondo Programma)
- Star Prodotti Alimentari
17,54 CANZONI NAPOLETANE
18,10 IL CONCERTO DELLA DOMENICA
Direttore
KIRILL KONDRASCIN
Musiche di Shostakovich
19,15 I TAROCCHI
Presenta Barbara Marchand
19,30 TV MUSICA

Per il Trentino - Alto Adige
19,15 GAZZETTINO - BIANCA E NERA DALLA REGIONE - LO SPORT - IL TEMPO
19,30 - 19,45 MICROFONO SUL TRENTINO. PASSERELLA MUSICALE
Per il Friuli - Venezia Giulia
19,30 - 20,00 GAZZETTINO CON LA DOMENICA SPORTIVA
Per la Sardegna
19,30 IL SETACCIO
19,45 - 20,00 GAZZETTINO SARDO, edizione serale - SERVIZI SPORTIVI DELLA DOMENICA, a cura di Mario Guerrini
Per la Sicilia
19,30 - 20,00 SICILIA SPORT, panorama della domenica a cura di Orlando Scarlata e Luigi Tripisciano
Prima edizione

20,00 GIORNALE RADIO
20,20 ASCOLTA, SI FA SERA
20,25 BATTO QUATTRO
Varietà musicale di Terzoli e Vaime presentato da Gino Bramieri, con la partecipazione di Herbert Pagani e Nilla Pizzi
Regia di Pino Gilioli
(Replica dal Secondo Programma)
21,20 CONCERTO DEL QUARTETTO HUBEAU, GALLOIS-MONTBRUN, LEQUIEN E NAVARRA
Musiche di Faurè
21,55 DONNA '70
Flash sulla donna degli anni Settanta, a cura di Anna Salvatore
22,15 MUSICA LEGGERA DA VIENNA
22,40 PROSSIMAMENTE
Rassegna dei programmi radiofonici della settimana, a cura di Giorgio Perini
22,55 PALCO DI PROSCENIO
- Aneddotica storica
23,05 GIORNALE RADIO
- I PROGRAMMI DI DOMANI
- BUONANOTTE

Per la Sicilia
23,25 - 23,55 SICILIA SPORT, panorama della domenica a cura di Orlando Scarlata e Luigi Tripisciano
Seconda edizione

SECONDO PROGRAMMA

6,00 IL MATTINIERE
Musiche e canzoni presentate da Giancarlo Guardabassi
Nell'intervallo (ore 6,24):
BOLLETTINO PER I NAVIGANTI
7,30 GIORNALE RADIO
- Al termine: BUON VIAGGIO
- FIAT
7,40 BUONGIORNO CON GIPO FARASSINO E ANNA MARIA IZZO
Un caffè, canzoni e poche righe
8,14 MUSICA ESPRESSO
8,30 GIORNALE RADIO
8,40 IL MANGIADISCHI
9,14 I TAROCCHI
Presenta Barbara Marchand
9,30 GIORNALE RADIO
9,35 Dall'Auditorium A di Via Asiago in Roma
Amurri e Verde presentano:
GRAN VARIETA'
Spettacolo con Raimondo Vianello e la partecipazione di Vittorio Congia, Sandra Mondaini, Domenico Modugno, Francesco Mulè, Monica Vitti e Iva Zanicchi
Orchestra diretta da Marcello De Martino
Regia di Federico Sanguigni
Nell'intervallo (ore 10,30):
GIORNALE RADIO
11,00 CHIAMATE ROMA 3131
Conversazioni telefoniche del mattino condotte da Franco Moccagatta
Nell'intervallo (ore 11,30):
GIORNALE RADIO
12,00 ANTEPRIMA SPORT
Notizie e anticipazioni sugli avvenimenti del pomeriggio, a cura di Roberto Bortoluzzi e Arnaldo Verri
- Norditalia Assicurazioni
12,15 QUADRANTE
12,30 Lucio Dalla presenta:
PARTITA DOPPIA
Un programma di Sergio Bardotti
- Mira Lanza

Per il Friuli - Venezia Giulia
12,00 - 13,00 TRASMISSIONI REGIONALI
Per il Trentino - Alto Adige
12,30 - 13,00 GAZZETTINO TRENTINO - ALTO ADIGE - TRA MONTI E VALLI, trasmissione per gli agricoltori - CRONACHE - CORRIERE DEL TRENTINO - CORRIERE DELL'ALTO ADIGE - SPORT - IL TEMPO
Per l'Umbria, la Basilicata e la Calabria
12,30 - 13,00 SUPPLEMENTI DI VITA REGIONALE

13,00 IL GAMBERO
Quiz alla rovescia presentato da Franco Nebbia
Regia di Mario Morelli
- Star Prodotti Alimentari
13,30 GIORNALE RADIO
13,35 ALTO GRADIMENTO
di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni
14,00 SUPPLEMENTI DI VITA REGIONALE
14,30 LA CORRIDA
Dilettanti allo sbaraglio presentati da Corrado
Complesso diretto da Roberto Pregadio
Regia di Riccardo Mantoni
(Replica dal Programma Nazionale)
15,20 LE PIACE IL CLASSICO ?
Quiz di musica seria presentato da Enrico Simonetti
Regia di Roberto D'Onofrio

Per la Sardegna
14,30 IL PROTESTIERE
Proteste a non finire, con contorno di canzoni, spiattellate da Mapus
Regia di Luigi Nora
14,50 COMPLESSI E CANTANTI ISOLANI DI MUSICA LEGGERA
15,10 - 15,30 MUSICHE E VOCI DEL FOLCLORE SARDO
Per la Sicilia
14,30 - 15,30 DOMENICA CON NOI, di Elmer Jacovino
con Rita Calapso e Gabriello Montemagno

16,00 POMERIDIANA
16,55 GIORNALE RADIO
17,00 DOMENICA SPORT
Risultati, cronache, commenti, interviste e varietà, a cura di Guglielmo Moretti, con la collaborazione di Enrico Ameri e Gilberto Evangelisti
In studio Rino Icardi
18,00 PAGINE DA OPERETTE
Scelte e presentate da Cesare Gallino
Musiche di Pietri, Johann Strauss, Lombardo, Offenbach e Lehar
18,30 GIORNALE RADIO - BOLLETTINO PER I NAVIGANTI
18,40 Umberto Simonetta e Livia Cerini
presentano
OMERO & C.
Cantautori di ieri e di oggi
Un programma di Umberto Simonetta realizzato da Franco Franchi
19,30 RADIOSERA
19,55 QUADRIFOGLIO
20,10 ALBO D'ORO DELLA LIRICA
a cura di Rodolfo Celletti e Giorgio Gualerzi
Soprano GIANNA PEDERZINI
Tenore TITO SCHIPA
- Stabilimento Chimico Farmaceutico Marco Antonetto
21,00 EPISTOLARI POLITICI DELL' 800
IL CANCELLIERE DI FERRO
a cura di Maria Luisa Spaziani
21,30 DISCHI RICEVUTI
a cura di Lilli Cavassa
Presenta Elsa Ghiberti
21,50 LA CERTOSA DI PARMA
di Stendhal
Adattamento radiofonico di Adolfo Moriconi
Compagnia di prosa di Torino della RAI con Valentina Cortese, Warner Bentivegna, Loris Gizzi
Musiche originali di Franco Potenza
Regia di Giacomo Colli
Sesta puntata
22,30 GIORNALE RADIO
22,40 INVERNO NAPOLETANO
Canzoni e poesie di stagione scelte e illustrate da Giovanni Sarno
Partecipa Nino Taranto
Presenta Annamaria D'Amore
Musiche originali di Carlo Esposito
23,05 BOLLETTINO PER I NAVIGANTI
23,10 BUONANOTTE EUROPA
Divagazioni turistico - musicali di Lorenzo Cavalli
Regia di Manfredo Matteoli
24,00 GIORNALE RADIO
0,06 - 5,59 NOTTURNO ITALIANO

TERZO PROGRAMMA

TRASMISSIONI SPECIALI
(DALLE 9,25 ALLE 10,00)

9,25 L'EVOLUZIONE DELL'UOMO E LA SUA VOLONTA'
Conversazione di Maria Maitan
9,30 CORRIERE DELL'AMERICA
Risposte de La Voce dell'America ai radioascoltatori italiani
9,45 PLACE DE L'ETOILE
Istantanee dalla Francia
10,00 CONCERTO DI APERTURA
Musiche di Beethoven e Berlioz
11,15 CONCERTO DELL'ORGANISTA EDWARD POWER BIGGS
Musiche di Pachelbel e Rheinberger
11,50 FOLK - MUSIC
Due canti folkloristici ungheresi delle località di Sarkoz e di Bekes
12,10 L'UOMO CHE ANDAVA PER TARTUFI
Conversazione di Franco Piccinelli
12,20 I TRII DI WOLFGANG AMADEUS MOZART
13,00 MIREILLE
Opera in cinque atti di Charles Gounod
Con Renèe Doria, Michel Senechal, Robert Massard, Solange Michel
Orchestra e Coro della Vega diretti da Jesus Etcheverry
14,50 PROVA D'AMORE
Radiodramma di Fred William Willetts
Traduzione di Teresa Telloli Fiori
Con Nando Gazzolo, Arnoldo Foà, Cinzia De Carolis, Corrado Gaipa, Cecilia Todeschini, Antonella Della Porta, Franco Scandurra, Maria Grazia Sughi, Giampiero Becherelli.
Regia di Umberto Benedetto
17,00 I CLASSICI DEL JAZZ
17,30 DISCOGRAFIA
a cura di Carlo Marinelli
18,00 CICLI LETTERARI
Memorialisti italiani del Novecento
a cura di Ettore Bonora
Memorie di guerra e di prigionia
18,30 BOLLETTINO DELLA TRANSITABILITA' DELLE STRADE STATALI
18,45 PAGINA APERTA
Settimanale di attualità culturale
La crisi delle librerie. Interventi di Ferdinando Virdia e Mirko Zanello - L'enigma dell'universo: la teoria della creazione continua. Intervista a Vinicio Barocas - Il Foro Romano è in pericolo? Intervento di Sabatino Moscati - Tempo ritrovato: uomini, fatti, idee
19,15 CONCERTO DI OGNI SERA
Musiche di Kodaly e Bartok
20,00 PASSATO E PRESENTE
Il trattato di Rapallo
a cura di Claudio Schwarzenberg
20,30 POESIA NEL MONDO
Poesia e protesta, a cura di Gilberto Finzi
La Seconda Guerra Mondiale
Dizione di Renzo Palmer, Francesco Carnelutti, Laura Giordano, Fulvio Ricciardi
Regia di Enzo Convalli
21,00 IL GIORNALE DEL TERZO - SETTE ARTI
21,30 Club d'ascolto
LA SETTIMANA DI FRANZ SCHUBERT
a cura di Boris Porena
Schubert oggi
Interventi di Mario Bortolotto, Aldo Clementi, Giorgio Manganelli
Al termine: Chiusura

MONTECENERI - SVIZZERA

I Programma

7,00 NOTIZIARIO
7,05 CRONACHE DI IERI
7,20 LO SPORT-ARTI E LETTERE
7,30 MUSICA VARIA
8,00 NOTIZIARIO
8,05 MUSICA VARIA - NOTIZIE SULLA GIORNATA
8,30 ORA DELLA TERRA
A cura di Angelo Frigerio
9,00 MAZURCHE
9,10 CONVERSAZIONE EVANGELICA
del Pastore Guido Rivoir
9,30 SANTA MESSA
10,15 ARCHI
10,25 INFORMAZIONI
10,30 RADIO MATTINA
11,45 CONVERSAZIONE RELIGIOSA
di Monsignor Corrado Cortella
12,00 CONCERTO BANDISTICO
12,30 NOTIZIARIO - ATTUALITA'
13,05 CANZONETTE
13,10 IL MINESTRONE (ALLA TICINESE)
14,00 INFORMAZIONI
14,05 TEMI LEGGERI
14,15 CASELLA POSTALE 230
risponde a domande di varia curiosità
14,45 MUSICA RICHIESTA
15,15 CITTA' ANTICA
15,45 MUSICHE DI GERSHWIN
16,30 LA RSI ALL'OLYMPIA DI PARIGI
17,30 LA DOMENICA POPOLARE
18,15 ORCHESTRE RICREATIVE
18,25 INFORMAZIONI
18,30 LA GIORNATA SPORTIVA
19,00 CLARINETTI
19,15 NOTIZIARIO - ATTUALITA'
19,45 MELODIE E CANZONI
20,00 IL MONDO DELLO SPETTACOLO,
a cura di Carlo Castelli
20,10 LA MARCIA DI RADETZKY
Dramma in due tempi di Carlo Castellaneta
Regia di Alberto Canetta
22,00 INFORMAZIONI E DOMENICA SPORT
22,20 PANORAMA MUSICALE
23,00 NOTIZIARIO-ATTUALITA'
23,25 - 24,00 NOTTURNO MUSICALE

II Programma

14,00 IN NERO E A COLORI
Mezz'ora realizzata con la collaborazione degli artisti della Svizzera Italiana
14,35 MUSICA PIANISTICA DI CARL MARIA VON WEBER
14,50 LA COSTA DEI BARBARI
Presenta Febo Conti
(Replica dal I Programma)
15,15 RASSEGNA DISCOGRAFICA
Trasmissione di Vittorio Vigorelli
16,00 ROBERTO DEVEREUX
Opera di Gaetano Donizetti
Con Beverly Sills e Peter Glossop
Royal Philharmonic Orchestra e Ambrosian Opera Chorus diretti da Charles Mackerras
18,00 ALMANACCO MUSICALE
18,30 LA PRIMA LEGORA
di Enrico Talamone
Regia di Sergio Maspoli
19,30 DISCHI PER I GIOVANI
20,00 DIARIO CULTURALE
20,15 NOTIZIE SPORTIVE
20,30 IL CANZONIERE
20,45 OCCASIONI DELLA MUSICA
a cura di Roberto Dikmann
22,00 - 22,30 MATERIALI
Quindicinale di informazioni culturali
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Anche questo post illustra una giornata radiofonica ed è molto più snello, complici gli scioperi dei poligrafici addetti ai periodici che bloccarono le pubblicazioni di quasi tutti i numeri del febbraio 1971 dele principali guide radiotelevisive (TV Sorrisi e Canzoni in testa: si salvò, almeno per quella settimana, il Radiocorriere magno, che uscì in edizione ridotta e con meno dettagli sulle scalette musicali delle varie trasmissioni). Pochi contributi estratti dal Tubo, quindi, ma sufficienti a fare da colonna sonora a una giornata che passerà alla storia, almeno in ambito sportivo... ne parleremo più avanti.
E dire che le prime notizie diffuse dai giornali radio sono drammatiche, a cominciare da un terremoto che ha devastato, la sera prima, il centro storico di Tuscania, nel Viterbese, località che solo due anni e mezzo prima aveva goduto di fama universale, avendovi Franco Zeffirelli girato gran parte della versione cinematografica di Romeo e Giulietta di Shakespeare.



Inoltre cresce la tensione in Calabria a seguito della decisione di spostare il capoluogo di regione da Reggio a Catanzaro (è una protesta che dura sin dall'estate precedente): nei giorni precedenti è scoppiata una rivolta nel quartiere popolare reggino di Sbarre contro la decisione del prefetto di impedire lo svolgimento del comizio del Comitato d'Azione per Reggio capoluogo, fondato da Ciccio Franco, integerrimo fascista e sostenitore dell'antico motto dannunziano Boia chi molla !.



Radio e telegiornali danno un'importanza solo relativa ai due eventi in questione, laddove nei successivi decenni eventi del genere (in particolare le scosse sismiche) avranno una copertura quasi totale, a volte pure esagerata, da parte dei principali organi di informazione: solo aggiornamenti, qualche collegamento, ma sempre nei limiti di tempo delle trasmissioni dei vari notiziari. Poi c'è la missione lunare dell'Apollo 14 che sicuramente fa più spettacolo e che distoglie maggiormente l'attenzione dalle calamità (naturali o sociali) che affliggono il nostro Paese e dai connessi e sicuri risvolti politici. Semmai sono questi avvenimenti positivi a rivoluzionare i palinsesti in quel periodo (la TV, per esempio, due sere dopo sacrificherà addirittura Carosello pur di arrivare in tempo a documentare in diretta il rientro della navicella), non certo disgrazie e preoccupazioni.



Ci si sveglia, come è ormai consuetudine da un annetto in qua, con le pagine più popolari della musica classica, riunite nel già più volte da noi ricordato Mattutino del Programma Nazionale. Tra i brani diffusi in quell'alba domenicale invernale spicca la rapsodia Espana, una - ma certamente la più nota - delle ultime composizioni del francese Alexis Emmanuel Chabrier, vissuto nella seconda metà dell'Ottocento. L'incisione trasmessa risale al 1957 e vede sul podio della London Symphony Orchestra lo spagnolo Ataulfo Argenta (più tardi suicida per amore): si tratta di una delle primissime registrazioni stereofoniche realizzate per merito della Decca, la compagnia discografica britannica che introdusse nel mondo la più fortunata tecnica di riproduzione sonora di tutti i tempi.

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Da qualche tempo, la domenica mattina sul Secondo Programma, è in azione il vorace Mangiadischi. Questa rubrica, che allieta il risveglio festivo della gioventù e che durerà sino alla tarda estate del 1975, inizialmente non si rivolge direttamente (come farà ben presto) al verde pubblico degli ascoltatori, trasmettendo in prevalenza i dischi di moda, ma alterna (come vedrete e sentirete fra pochissimo) i successi del momento con indovinate esecuzioni orchestrali di classici senza tramonto della canzone, come Aquarela do Brasil (più nota con il titolo della versione in lingua inglese, semplicemente Brazil) nell'arrangiamento che Percy Faith, ottimo direttore nordamericano, registrò nel 1962:

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La RAI-TV ha trasmesso nell'estate precedente, praticamente nell'indifferenza generale, alcune puntate importate direttamente dall'Inghilterra del varietà This is Tom Jones, rassegna di cantanti pop e rock animata dal bravo interprete gallese. L'insuccesso italiano di questo varietà così lontano dal gusto nostrano (allora fortunatamente di gran lunga superiore: la professionalità di gente come Antonello Falqui è riconosciuta su scala internazionale) non scalfisce comunque il prestigio di cui Tom Jones gode pure tra gli ascoltatori dello Stivale, specie i più raffinati: a questi ultimi è dedicato That wonderful sound .

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Ai giovani piace da tempo il sound di un complesso belga che sta scalando le classifiche europee (compresa la nostra Hit Parade) con canzoni ricche di melodie classicheggianti (a volte anche riprendendo temi di grandi compositori, come in occasione del primo successo, intitolato Daydream). Si parla sempre più insistentemente di una partecipazione all'imminente Festival di Sanremo, partecipazione che puntualmente avverrà e che, pure a causa di alcuni spiacevoli incidenti (provocati dal vero frontman, il violinista Raymond Vincent, virtuoso dalle spettacolari doti), purtroppo costerà la popolarità italiana di tale quintetto, denominato Wallace Collection. Dal 33 giri Serenade, eccone il brano omonimo:

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Il Brasile continua a esportare ovunque i propri musicisti: dopo il trionfo di Sergio Mendes, ormai stabilitosi negli Stati Uniti, tenta l'avventura a stelle e strisce una formazione che riunisce per l'occasione alcuni validi artisti della terra del Pan di Zucchero, adottando un nome inglese (The G 9 Group) e incidendo sempre in lingua anglosassone alcuni pezzi storici, come Deixa di Vinicius De Moraes e Baden Powell, tradotta con il titolo Let me:

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Infine spazio al cantante del momento, il trionfatore di Canzonissima, il personaggio che sta sostituendo Gianni Morandi nei cuori delle ragazzine: Giovanni Calone, in arte Massimo Ranieri. Mentre Vent'anni mantiene da settimane il primato di canzone regina della classifica discografica, a Il mangiadischi passa il 45 giri precedente, uno struggente motivo un po' demodè (che si avvale pure di una versione recitata dallo stesso Ranieri, Mio caro amore evanescente e puro, prova generale di quella che sarà tra poco la sua professione principale, e incisa sul retro del tema cantato) dal titolo Sogno d'amore. In questo modo ricordiamo l'autore del testo, il fiorentino Giancarlo Bigazzi, che ci ha lasciati qualche tempo fa:

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Mentre il Secondo prepara il proprio pubblico all'atteso spettacolo leggero di ogni domenica mattina con questo florilegio di incisioni, più seriosa e raccolta è l'atmosfera che da anni si respira (e ancora per molto si respirerà) sul Programma Nazionale all'avanzare del dì di festa. Il GR delle 8, con la presentazione di Sandro Ciotti delle partite di calcio del pomeriggio; la rassegna della stampa; il settimanale degli agricoltori, introdotto da un inconfondibile valzerino campestre, e quindi, prima dell'ampio spazio di natura liturgica, un brevissimo programma di Musica per archi. Tra i quattro brani che coprono dieci minuti circa di trasmissione figura questo tango eseguito, impeccabilmente come sempre, dal ricco complesso del marsigliese Franck Pourcel (i suoi 33 giri, a lungo intitolati, nell'edizione destinata all'Italia, Un'orchestra nella sera, hanno ovunque un positivo riscontro di vendite), che vedremo tra un anno addirittura a Sanremo, in veste di ripetitore dei ritornelli dei motivi in gara a beneficio delle giurie. Ecco comunque il già preannunciato tango, dal titolo Il pleut sur la route:

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Le note dell'Aria sulla IV Corda di Bach fanno da sigla alla rubrica Mondo cattolico, che precede subito la messa in onda del rito eucaristico, ripreso direttamente dalla Radio Vaticana. Benchè non ci sentiamo particolarmente osservanti, non nascondiamo di provare una certa emozione quando ricordiamo l'avvio (ancor oggi praticamente immutato) della trasmissione radiofonica della Messa: le campane della Basilica Vaticana che suonano a distesa per circa 15 - 20 secondi, poi la mitica voce di Benedetto Nardacci (che solo qualche anno prima conduceva per la TV dei Ragazzi programmi di divulgazione culturale) proclamante la formula ancor oggi in uso (anche se detta da altri/e speakers, essendo Nardacci ormai in pensione):



Laudetur Jesus Christus ! Qui la Radio Vaticana !
In collegamento con la Radiotelevisione Italiana trasmettiamo la Santa Messa, celebrata secondo le intenzioni del Sommo Pontefice Paolo VI. La trasmissione è dedicata agli ammalati, ai sofferenti e a tutti coloro che, nell'impossibilità di andare in Chiesa, volessero adèmpiere al precetto festivo.
Celebrerà la Santa Messa e terrà l'omelìa Don Valerio Mannucci


(ovviamente i sacerdoti officianti cambiano periodicamente. Quella domenica il Ministro del rito è questo prete toscano, assistente della FUCI, ossia la Federazione Universitaria Cattolica).

Non lo abbiamo mai fatto prima d'ora: avendo toccato questo tema, vogliamo proporvi la Lectio Sancti Evangelii di quel 7 febbraio, quinta Domenica del tempo ordinario dell'Anno Liturgico C.

+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Parola del Signore



Chiusa la parentesi spirituale (a nostro avviso, non serve essere credenti per capire la bellezza di certe pagine sia del Vecchio che del Nuovo Testamento), ritorniamo a spigolare tra le stazioni radiofoniche di quel giorno e ci imbattiamo inevitabilmente in un altro annuncio, di gran lunga più distensivo, che molti attendono:

"Dall'Auditorium A di Via Asiago in Roma, Amurri e Verde presentano Gran Varietà, spettacolo della domenica presentato da Raimondo Vianello.

Parte subito l'orchestra di fiati di Marcello De Martino, insinuandosi tra i fintissimi applausi composti e freddi che precedono la voce del grande Raimondo. E' la seconda volta che Vianello è al timone del programma domenicale: tra l'estate del '67 e la primavera del '68 aveva rimpiazzato il conduttore storico Johnny Dorelli, poi rientrato a propria volta fino all'estate del 1969. Indi c'era stata la parentesi in parte fiorentina con Walter Chiari e la regia di Silvio Gigli al posto di Federico Sanguigni e quindi, dalla primavera del 1970, il ritorno di Sanguigni e soprattutto di Raimondo Vianello, con Sandra Mondaini immancabile protagonista di uno spazio animato interamente da lei stessa.

Come sempre, a parte gli ospiti canori che intervengono per promuovere i loro ultimi dischi, vi è un cast fisso che resta in carica per circa tre mesi e mezzo e che annovera fior di attori e cantanti. Anzi, le presenze più importanti di inizio 1971 riguardano proprio il settore musicale, con due personaggi che godono (e godranno) di vasta e perenne popolarità. Il primo è Domenico Modugno, che con le vendite di Come hai fatto e soprattutto de La lontananza ha rinverdito i fasti internazionali dei bei tempi di Volare: ora egli chiude la prima parte di Gran Varietà con La gabbia, una canzone tratta dal suo più recente LP e che proprio grazie al passaggio radiofonico viene stampata anche in formato 45 giri.

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L'altra è Iva Zanicchi, l'aquila di Ligonchio, ancora ben lontana dal compromettersi politicamente al servizio di un orribile nano e quindi grande cantante e basta, capace di passare facilmente da Theodorakis a Nicola Di Bari, da Endrigo a un certo brano francese lanciato in origine dalla greca Nana Moskouri, L'enfant et la gazelle , che viene scelto quale sigla di chiusura di questa serie di Gran Varietà (ovviamente in versione italiana):

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Ritornano inevitabilmente alla mente sapori, emozioni e abitudini delle domeniche di 41 anni or sono: il festoso desco con le lasagne al forno, il pollo con le patatine fritte e gli immancabili cannoli nel nostro originario Meridione o le bignòle quassù in Alta Italia; i sottofondi radiofonici con le trasmissioni regionali (anche se da poco è stata abbandonata la formula del varietà dialettale in favore di un servizio a carattere giornalistico: potenza dell'istituzione degli Enti Regionali per effetto delle elezioni amministrative del giugno precedente); i tifosi che aspettano di ritrovarsi allo stadio, dove alle tre in punto, senza spezzatini di sorta, assisteranno alla partita della squadra del cuore, con l'immancabile supporto del radiotransistor che diffonderà in diretta i secondi tempi. Sono emozioni che sarebbe bello rivivere nella loro semplicità e che - ci perdonino i puristi della letteratura - andrebbero bene per una versione più aggiornata di una poesia che amiamo tanto, Le cose che fanno la domenica di Corrado Govoni: peccato che vengano, quattro decadi e un anno dopo i fatti di cui parliamo in questo post, ricreate solo per necessità, quelle rare volte (come è capitato nei giorni scorsi) in cui i rigori invernali sconsigliano di giocare a calcio la sera, a - 10° C, solo per la bella faccia di TV satellitari che ancora erano, nel 1971, nella mente di chi prospettava (con un ottimismo giustificato quanto, col senno del poi, stroncato) meraviglie, comodità e comfort di un Duemila sempre più vicino.
L'attesa spasmodica di chi rimane a casa: fra una canzone e un dialogo tra Mina e Giorgio Calabrese - o una presentazione e l'altra di Elio Gigante dei brani della Tigre inseriti nella scaletta del Pomeriggio da lei condotto -, i tifosi più accaniti, schedina del Totocalcio (altro mito ormai tramontato) alla mano, sognano il voluto andamento delle prime frazioni di gioco. Poi, alle quattro in punto, arrivano le voci di Mario Malagamba e Maria Brivio:

- La Stock di Trieste, augurandovi buon ascolto, vi ricorda....
- Stock 84, il brandy dal classico gusto secco;
- Royalstock, il brandy dal gusto preziosamente morbido;
- Julia, la grappa di carattere.


Ci siamo ! Si rinnova il rituale ricreativo di ogni domenica pomeriggio, Tutto il calcio minuto per minuto e quel Gentili ascoltatori, buon giorno ! Dallo studio centrale Roberto Bortoluzzi ! ha un po' - benchè la similitudine sembri apparentemente irriverente - l'effetto della campanella suonata dal sacerdote mentre si avvia all'altare per celebrare la funzione. Tutti gli appassionati, schedina alla mano, osservano un'ora di sentito e voluto silenzio: al diavolo le manfrine delle mogli esauste dopo aver lavato i piatti del luculliano pasto ! Nella stanza riecheggiano le voci di Enrico Ameri, Sandro Ciotti, Piero Pasini, Claudio Ferretti, Ezio Luzzi e di tutti gli altri commentatori.
I risultati dei primi tempi non sono gran cosa: su cinque campi non si è ancora segnato. Solo il Toro è in vantaggio (2-1 in casa con il Varese), mentre è stata realizzata una rete per parte sia a Verona, tra gialloblu e Fiorentina, che a Catania, tra i rossazzurri siculi e il Lanerossi Vicenza.
Ora non sappiamo (ma da qualche parte esisterà pure la registrazione...) chi fosse in cabina quel pomeriggio all'Olimpico di Roma: vista l'importanza della partita tra la Roma del mago Herrera e la sua ex- squadra, l'Inter che, sotto la guida di un Gianni Invernizzi determinato e rigoroso (sembra che anche i vecchi compagni debbano, almeno in sede agonistica, dargli del Lei e chiamarlo Mister), sta riprendendo sempre più quota, affiancandosi al Milan Campione d'Inverno(e poi superandolo, giungendo alla conquista dell'undecimo scudetto), pensiamo a Sandro Ciotti. Ad ogni modo, il radiocronista non avrà mancato di sottolineare che, nella formazione assai rimaneggiata dei lombardi, decimati da influenza (Sandrino Mazzola) e infortuni (Bedin, Jair e Bellugi - quest'ultimo compie 21 anni, cioè diventa maggiorenne, proprio quel giorno -), c'è posto, assieme a Frustalupi, Fabbian e Achilli, per un debuttante, un diciottenne comasco che suscita subito un'ottima impressione, degno sostituto del bel toscano già corteggiato dalle sempre più numerose tifose, trascinate dalla passione dal tifo sfegatato di Lady Renata Fraizzoli, moglie dell'allora presidente... e anch'egli, col tempo, non sarà da meno. Per anni questo giovanotto sarà un abile jolly, finchè non troverà la via definitiva come mediano. Certo, nessuno immagina che, qualcosa come 28 anni dopo, un allora piccolo tifoso interista della Bassa Reggiana che un bel giorno imparerà a suonare la chitarra e scriverà e canterà motivi di successo, gli dedicherà questo brano:

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Proprio così: il vice - Bellugi di quel pomeriggio è Gabriele Oriali, fra poco, per tutti gli interisti, Lele.



Anch'egli dà un contributo non indifferente nel frenare l'assedio romanista dalle parti di Lido Vieri, pur se l'occasione più ghiotta sarà proprio nerazzurra, con un tiro di Corso che forse varca la linea bianca... per Concetto Lo Bello non è goal e qualche dubbio sarà mosso in serata anche da Bruno Pizzul ed Heron Vitaletti in TV... fatto sta che l'incontro termina con la divisione della posta e senza segnature. Il Milan batte il Foggia con un rigore di Gianni Rivera (che ancora non balla di certo con le stelle) e una rete di Romeo Benetti, riscatto morale per il biondo veneto dopo le innumerevoli cattiverie dette contro di lui dopo aver provocato involontariamente il grave incidente ai danni di Liborio Liguori del Bologna, mentre la Juve perde di misura proprio in casa dei rossoblu felsinei (goal di Marino Perani), tra l'altro non digerendo certe decisioni arbitrali che fanno arrabbiare non poco l'allenatore Armando Picchi, che da buon toscano non le manda a dire e si fa allontanare dalla panchina. Sconterà la squalifica, ma purtroppo...

Prima di ritorno, invece, tra i cadetti: il Mantova perde 0-2 a Pisa, mentre l'Atalanta liquida nettamente la Ternana, il Catanzaro espugna Novara e il Bari perde a Reggio Calabria. Detto questo, "se la vostra squadra ha vinto, festeggiate con Stock ! Se ha perso, consolatevi con Stock !".

Concludiamo il post così come lo abbiamo aperto, cioè con una nuova finestra sulla grande musica. Stavolta parliamo di melodramma e l'occasione ci viene offerta dalla trasmissione in onda sul Secondo Programma dopo Radiosera e la rubrica musical - pubblicitaria Quadrifoglio: Albo d'oro della lirica, preparata da due sommi esperti dell'opera, il romano Rodolfo Celletti e il torinese Giorgio Gualerzi (quest'ultimo ancor oggi, anno 2012, vivente e in piena attività: ha una memoria prodigiosa nel rammentare date e circostanze di tutte le più svariate rappresentazioni nei principali teatri del mondo... e non solo). La puntata di quella sera avvicina due idoli delle scene a cavallo delle due guerre: il mezzosoprano trentino Gianna Pederzini e il grandissimo tenore pugliese Tito Schipa. Ci sembra giusto riascoltare le voci di entrambi, estrapolate da vecchi 78 giri che fortunatamente sono stati rimasterizzati alla grande al computer, eliminando quei fastidiosi e disturbanti fruscii e rumori di fondo.
Abbiamo scelto per ognuno l'interpretazione più universalmente rappresentativa: dire Gianna Pederzini vuol dire Carmen, perfetta non solo vocalmente, ma anche scenicamente, con tutta la carica di sensualità richiesta nel dare il giusto vigore al personaggio della sigaraia gitana protagonista del romanzo di Prosper Merimèe,da cui Georges Bizet trasse il proprio capolavoro. Ascoltiamo - in italiano - Pres les remparts de Seville, ossia la Seguidilla che si ascolta sul finire del primo atto.



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Carmen
Presso il bastion di Siviglia
Io troverò Lilias Pastia,
Là vo' danzar la seguidiglia e
Bere di vino un bicchier ...
Andrò per ritrovar Lilias Pastia.

Sì, ma star sola è gran follìa,
Se non s'è in due 1'amor non v'è;
Là per servir di compagnia.
Un bel garzon sarà con me,
Un bel garzon ! Vada all'inferno !
Se l'ho scacciato or son tre dì ;
Ma questo cor ama in eterno,
sceglier vuol chi lo ferì.
Amanti io n'ho quanti ne bramo.
Alcun di lor non mi fissò;
Libera son, ancor non amo.
chi mi vorrà ben 1'amerò;
Chi vuol un cor, il può comprare,
Perchè tardar ? L' ora suonò;
Tempo non ho per aspettare,
Col nuovo amante io me n'andrò.
Presso il bastion là di Siviglia
Io troverò Lillas-Pastià,
Là danzerò la sequidiglia.
Ed un bicchier — di vin vo' ber.
Tacer non vuoi ? deggio dirlo ancor più
Credi ch'io parli a te ? No, canto per me sola.
Forse penso — impedir chi mi può di pensar? —
Penso ad un tale — bell' uffiziale
E che, s'io vo', — felice far potrò.

Quest'uffizial non è già capitano,
E tenente nemmeno, appena è brigadier;
Ma può bastar ad una fattucchiera,
E me ne posso accontentar.

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L'orchesta che accompagna la Pederzini è quella dell'EIAR di Torino diretta da Ugo Tansini (è un'incisione del 1941):

video

Dalla voce di Tito Schipa ascoltiamo invece una pagina tanto amata quanto toccante, tratta da L'Arlesiana di Francesco Cilèa, operista calabrese vissuto però a lungo in Liguria, a Varazze, ove ha concluso i propri giorni (se si percorre il Lungomare della rinomata località di villeggiatura rivierasca, c'è un busto in memoria proprio di Cilèa): il Lamento di Federico (E' la solita storia del pastore).


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È la solita storia del pastore...
Il povero ragazzo voleva raccontarla
E s'addormì.
C'è nel sonno l’oblio.
Come l'invidio!
Anch'io vorrei dormir così,
nel sonno almen l'oblio trovar!
La pace sol cercando io vo'.
Vorrei poter tutto scordar!
Ma ogni sforzo è vano.
Davanti ho sempre
di lei il dolce sembiante.
La pace tolta è solo a me.
Perché degg'io tanto penar?
Lei! Sempre lei mi parla al cor!
Fatale vision, mi lascia!
Mi fai tanto male! Ahimè!

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Incisione realizzata a Camden, nel New Jersey, l'11 settembre 1928, per la Victor Company Talking Machine (ossia l'antenata della RCA):

video

Con questa vecchia e gloriosa registrazione operistica termina il nostro post, molto variegato invero, che ci ha riportati dritti dritti al febbraio 1971. Ci ritroveremo presto con un nuovo intervento che ci auguriamo possa parimenti suscitare il vostro (vivo, speriamo) interesse. Vi salutiamo caramente e vi ringraziamo per l'attenzione.

Buona notte a tutti ! ! !

CBNeas